Diabete non insulino dipendente o di tipo 2 - Il diabete di tipo 2 è tipico dell'età adulta o senile, solitamente esordisce dopo i 40 anni e il più delle volte viene diagnosticato casualmente nel corso...

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Diabete non insulino dipendente o di tipo 2

Il diabete di tipo 2 è tipico dell'età adulta o senile, solitamente esordisce dopo i 40 anni e il più delle volte viene diagnosticato casualmente nel corso di un'indagine di laboratorio dove si riscontra una glicemia sopra la norma. Questa forma di diabete è solitamente associata a sovrappeso, dislipidemia e ipertensione. I valori insulinemici sono normali o aumentati, ma è presente una resistenza periferica all'azione insulinica.

Nei pazienti colpiti da questa forma manca la chetoacidosi, presente invece nei pazienti colpiti da diabete di tipo 1. La chetoacidosi è causata da un forte e prolungata mancanza di insulina nel sangue, in questa situazione l'organismo comincia ad utilizzare massivamente gli acidi grassi per ottenere energia, una situazione molto pericolosa.

I pazienti colpiti da diabete di tipo 2 presentano un iperosmolarità plasmatica, secondaria a diuresi aumentata, conseguente ad una glicemia costantemente elevata. Il non riequilibrio dei liquidi persi può portare al coma iperosmolare.

Solitamente il diabete di tipo 2 è controllabile per anni con la dieta, l'esercizio fisico o gli ipoglicemizzanti orali, in tale forma il trattamento insulinico si rende necessario spesso, ma non sempre, dopo un certo numero di anni di malattia. Recentemente si sta sperimentando anche un intervento chirurgico in grado di far guarire definitivamente dal diabete di tipo 2, un'operazione utile soprattutto per quei diabetici che nonostante la dieta e i farmaci non riescono a controllare adeguatamente la glicemia.

Considerando le caratteristiche del diabete di tipo 2, una patologia spesso asintomatica nei primi anni che viene riscontrata nel corso di accertamenti per altre patologie o in occasione di ricoveri per complicanze già in atto, soprattutto eventi coronarici o altre vasculopatie, pone dei problemi di rilevazione più complessi rispetto al diabete di tipo 1. In base a delle stime desumibili da rilievi incrociati sul consumo di siringhe e farmaci, dimissioni ospedaliere e centri di diabetologia si ipotizza che la patologia colpisca il 2,7-3 per cento della popolazione italiana. Da un indagine sulla popolazione su ampia scala, basate sulla curva da carico di glucosio, si ricavano delle percentuali sensibilmente più elevate, tra il 6 e l'11 per cento. (Dati relativi al 2000).

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