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Tipi di diabete

La medicina identifica principalmente due tipi di diabete: il diabete di tipo 1, noto anche come diabete insulino dipendente o diabete giovanile, e il diabete di tipo 2, noto anche come diabete non insulino dipendente o diabete dell'adulto. A queste due forme si aggiunge il diabete gestazionale, conseguente a un'alterazione del metabolismo del glucosio durante il periodo della gravidanza, e il diabete secondario, delle forme della malattia che si presentano a causa di altre patologie (ad esempio a carico del pancreas), di alterazioni genetiche, in seguito a determinati interventi chirurgici o dopo l'utilizzo prolungato di alcuni farmaci.

Tipi di diabete

Tutti i tipi di diabete hanno alla base lo stesso fattore: l'alterazione del controllo della glicemia. Prima di vedere per cosa si differenziano le varie forme, cerchiamo di capire come funziona il corpo e cosa cambia nelle persone affette dalla patologia. Nel nostro organismo ci sono diversi meccanismi di controllo omeostatici che rendono possibile la vita, il controllo della glicemia è uno di questi. Quando il processo funziona bene, e i livelli della glicemia sono nella norma, vi è una fornitura regolare del principale carburante, il glucosio, al sistema nervoso centrale.

Per controllare i livelli della glicemia, il nostro copro si serve di un sistema, che opera in maniera continuativa, molto complesso e sensibile. L'organo preposto al controllo della glicemia è il pancreas, più precisamente il compito viene svolto da un agglomerato di cellule sferiche concentriche note come isole di Langerhans. Queste cellule, in base alla concentrazione di glucosio nel sangue (glicemia), secernono diversi ormoni atti a regolare la glicemia. L'ormone secerso dipende dalla specifica cellula: le cellule a secernono glucagone, le cellule ß secernono insulina ed amilina, le cellule d secernono somatostatina, le cellule PP secernono il peptide pancreatico e le cellule e secernono grelina.

L'alterazione fisiologica che scatena il diabete riguarda l'effettore, la terminazione nervosa che trasmette gli impulsi al tessuto in cui è posta. In pratica, la parte dell'apparato di controllo deputata alla correzione della glicemia, in particolare la parte di esso deputata alla sua riduzione, smette di funzionare come dovrebbe. A causa di questa alterazione la glicemia va incontro a oscillazioni, prevalentemente verso l'alto, tanto più ampie quanto più il sistema di controllo è compromesso.

Per capire perché nei pazienti diabetici è importante il monitoraggio del glucosio e l'insulina, spieghiamo brevemente come il nostro corpo converte il cibo in energia. Dalla fase digestiva del cibo si ottengono tre macronutrienti:

  • Carboidrati (glucidi semplici noti anche come zuccheri o amidi): ottenuti da alimenti quali pasta, pane, legumi, frutta e verdura.

  • Grassi (noti anche come lipidi): ricavati da alimenti quali carne, pesce, formaggi, condimenti (es. olio d'oliva), semi oleosi, frutta secca con guscio, ecc..

  • Proteine (note anche come protidi): quelle complete, costituite da tutti e nove gli aminoacidi, si ottengono da alimenti quali carne, formaggio, latte e uova. Le proteine incomplete, che forniscono solo alcuni aminoacidi, sono ottenute invece da alimenti quali cereali, legumi, frutta e verdure.

I carboidrati vengono successivamente convertiti in glucosio che, come abbiamo detto in precedenza, è il carburante non solo per il sistema nervoso centrale ma per tutto il corpo. Il glucosio, per riuscire a raggiungere e nutrire le varie cellule, ha però bisogno di un ormone, l'insulina. Se il processo che permette di utilizzare correttamente l'insulina si inceppa, il glucosio rimane nel flusso sanguigno perché non può raggiungere le cellule per nutrirle. Anche se il corpo cerca di espellere questo eccesso di zuccheri attraverso le urine, le conseguenze per l'organismo derivanti dall'iperglicemia sono considerevoli.

Tipi di diabete e Insulina

Alla base delle varie forme di diabete c'è sempre l'insulina. In determinate situazioni la causa è riconducibile a una disfunzione nella produzione, in altri casi c'è invece un problema nel suo utilizzo.

  • Diabete di tipo I (insulino-dipendente): è caratterizzato dall'assoluta mancanza di insulina a causa della distruzione di particolari cellule pancreatiche delle Isole di Langerhans.

  • Diabete di tipo II (non insulino dipendente): è caratterizzato da un difetto della secrezione insulinica, l'organismo è quindi in grado di produrre insulina ma con dei quantitativi non sufficienti per garantire un'adeguata trasformazione degli alimenti assimilati in energia. Questa forma di diabete, che si instaura generalmente su una condizione preesistente di insulino-resistenza, può progressivamente peggiorare nel tempo.

  • Diabete gestazionale: è una forma di diabete, con caratteristiche simili a quello di tipo 2, che viene diagnosticato durante il periodo della gravidanza (di solito nel corso del terzo trimestre). Il diabete gestazionale scompare nella maggior parte dei casi dopo il parto, le donne che hanno però avuto questa forma di diabete corrono un rischio maggiore di sviluppare negli anni successivi il diabete di tipo 2.

  • Diabete secondario (altre forme di diabete): oltre alle tre forme citate, esistono altri casi di diabete conseguenti ad altre malattie, alterazioni ormonali, farmaci o sostanze chimiche, anomalie dei recettori insulinici, ecc..

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