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Gravidanza, gestazione, travaglio, parto e allattamento

Gravidanza, parto e allattamento: informazioni e consigli utili per le gestanti

La salute della donna e del bambino non deve mai essere sottovalutata. In questa sezione, dedicata al periodo della gravidanza e dell'allattamento, potrete trovare numerosi consigli e indicazioni utili. Nella prima parte troverete alcune informazioni generali sull'argomento mentre nella seconda parte sono riportati i risultati di diverse pubblicazioni scientifiche divise per macro aree.

Informazioni generali sulla gravidanza

Per gravidanza o gestazione si intende la condizione in cui si trova la donna in seguito alla fecondazione. La durata della gravidanza in una donna viene comunemente calcolata in 40 settimane a partire dal primo giorno dell'ultima mestruazione. Si tratta semplicemente di una stima poiché solo il 5 per cento dei bambini nascono nella data presunta del parto.

Non è semplice stabilire quando sia avvenuto il concepimento perché anche nel caso in cui si conosca il giorno del rapporto sessuale, non è possibile sapere quando è avvenuta la fecondazione in quanto potrebbe avvenire anche nei giorni successivi. Questo perché gli spermatozoi possono sopravvivere fino a cinque giorni nel muco cervicale fertile. Ciò significa che tecnicamente è possibile rimanere incinta durante questi sei giorni anche se le possibilità aumentano notevolmente se i rapporti avvengono il giorno dell'ovulazione e nei due giorni precedenti.

Quando la gravidanza dura meno di 37 settimane i neonati sono considerati prematuri, mentre se si protrae oltre i 15 giorni dalla data presunta del parto si parla di bambini postmaturi. È difficile in certi casi stabilire il passaggio tra lo stato fisiologico e quello patologico della protratta gravidanza, è quindi necessario che la gestante si sottoponga ad esami accurati in modo tale che il feto non vada incontro a sofferenza endouterina.

La gravidanza, come si è detto, ha inizio al momento della fecondazione, al momento cioè in cui lo spermatozoo si unisce con la cellula uovo femminile, dando così inizio alla vita di un nuovo essere che racchiude in se i caratteri ereditari del padre e della madre. L'uovo fecondato raggiunge la cavità uterina e penetra nella mucosa pronta ad accoglierlo e nella quale aumenta velocemente di volume. Nel frattempo si formano nella superficie dell'uovo delle prominenze dette villi coriali, il cui compito è quello di arrivare a contatto col sangue della madre da cui l'embrione viene nutrito. Intanto nella massa cellulare del nucleo embrionale si forma la cosiddetta cavità amniotica, sacco in cui viene contenuto l'embrione fino al termine della gestazione e la cui parete secerne il liquido amniotico. In tale cavità ripiena di liquido l'embrione aderisce alla parete dell'utero con il cordone ombelicale a sua volta unito alla placenta. Questa, completandosi al quarto mese, provvede agli scambi nutritivi dell'embrione mediante appunto il cordone ombelicale. L'utero aumenta via via di volume per 9 mesi.

Alla fine del primo mese l'embrione non misura che 1 cm di lunghezza e due di diametro: ma già sono distinguibili gli archi branchiali, gli occhi, le orecchie. Tutti gli organi interni sono identificabili alla fine del secondo mese. Al termine del nono mese il bambino è completamente formato, raggiunge in media la lunghezza di 50cm e il suo peso si aggira sui 3250 g se di sesso maschile o 3150 g se di sesso femminile.

Mentre si compie questa evoluzione nel feto, la gestante non solo va incontro a modificazioni meccaniche e circolatorie tanto più sensibili quanto più progredisce la gravidanza, ma anche l'equilibrio endocrino e lo stato umorale assumono caratteristiche particolari. I seni si fanno più turgidi, aumentano di volume, possono presentare smagliature cutanee ed i capezzoli si modificano.

Comune a tutte le gravide è l'aumento del peso corporeo, dovuto non solo alla presenza del feto e dei suoi annessi ma anche alla cosiddetta idremia gravidica, ovvero ritenzione idrica in tutti i tessuti, e l'aumento del tessuto adiposo. I genitali esterni si presentano più tumidi. Durante il terzo trimestre possono comparire delle smagliature nell'addome ed una colorazione brunastra a carico della linea alba, mentre sul volto, specie sulla fronte, possono comparire delle macchie scure. Si possono manifestare delle varicosità a carico delle vene degli arti inferiori. Tutte le gestanti sono poi soggette ad un aumento delle pulsazioni cardiache e, in particolare durante gli ultimi mesi di gravidanza, avvertono delle modificazioni nel respiro, specie dopo qualche sforzo.

Differenza tra gestazione e gravidanza

Solitamente i termini gestazione e gravidanza vengono usati come sinonimi, può però essere importante sapere che tra i due c'è una piccola differenza che potrebbe essere utile conoscere quando si effettua il calcolo delle settimane di gravidanza e quello delle settimane di gestazione.

Per gestazione si intende quel periodo, che parte dal concepimento e finisce con il parto, durante il quale il bambino inizia lo sviluppo all'interno del grembo materno. In molti casi non è però facile risalire alla data esatta della fecondazione dell'ovulo (concepimento) e per questo motivo ginecologi e medici parlano di settimane di gravidanza e non di settimane di gestazione.

Normalmente, il concepimento ha luogo due settimane dopo il ciclo mestruale ma molte donne non sanno esattamente quando hanno concepito. Per il ginecologo risulta quindi più semplice retrodatare l'inizio della gravidanza all'ultima mestruazione. Per convenzione, quindi, la gestazione viene fatta iniziare dal primo giorno dell'ultimo ciclo mestruale.

Con il termine gravidanza ci si riferisce a quella condizione biologica fisiologica della donna che, in condizioni di normalità, dura circa 280 giorni (40 settimane).

Tra la settimana di gravidanza e quella di gestazione ci sono solitamente due settimane di differenza. In teoria, quindi, l'ottava settimana di gravidanza corrisponde alla sesta settimana di gestazione. Questo vale però solo se una donna ha un ciclo regolare di 28 giorni, una condizione che non si verifica in molte donne.


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