Calorie, per dimagrire grassi, proteine o carboidrati sono uguali
Per dimagrire bisogna diminuire le calorie, non importa di che natura siano (grassi, proteine o carboidrati), i chili di troppo si perdono con una dieta ipocalorica. Questa è la conclusione di un gruppo di ricercatori, coordinati da Frank Sacks, della Harvard School of Public Health (Boston, Stati Uniti). I risultati dello studio sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine (Febbraio 2009).
Quanto detto dai ricercatori a prima vista sembrerebbe quasi scontato, per dimagrire bisogna diminuire le calorie, se ci si pensa con attenzione non è però così ovvio. Esistono numerose diete e ogni tanto ne salta fuori qualcuna che promette miracoli. I ricercatori americani spiegano invece che per perdere peso è sufficiente una dieta equilibrata ipocalorica.
Le conclusioni dello studio sono frutto di un'indagine che ha coinvolto 811 volontari, uomini e donne, divisi in quattro gruppi.Ogni gruppo, per un periodo di due anni, ha seguito un programma alimentare ben preciso assegnato dai ricercatori.
Il primo gruppo doveva seguire una dieta povera di grassi e con un apporto medio di proteine (20 per cento di grassi, 15 per cento di proteine, 65 per cento di carboidrati); il secondo gruppo doveva seguire una dieta con pochi grassi ma molte proteine (20 per cento di grassi, 25 per cento di proteine, 55 per cento di carboidrati); il terzo gruppo una dieta ricca di grassi e con un apporto medio di proteine (40 per cento di grassi, 15 per cento di proteine, 45 per cento di carboidrati); mentre al quarto gruppo è stata assegnata una dieta con molti grassi e molte proteine (40 per cento di grassi, 25 per cento di proteine, 35 per cento di carboidrati).
Le quattro diete, pur avendo dei valori differenti di grassi, proteine e carboidrati, avevano tutte degli elementi in comune. I grassi saturi non dovevano superare l'8 per cento delle calorie totali. I grassi saturi eccedenti sono stati sostituiti con quelli insaturi (per spiegare che differenza c'è possiamo riassumere dicendo che i grassi insaturi sono quelli "liquidi" contenuti ad esempio nell'olio mentre quelli saturi sono quelli "solidi" contenuti ad esempio nel burro). L'alimentazione doveva inoltre prevedere il giusto apporto di cereali, frutta e verdura (almeno 20 grammi di fibre al giorno). Un altro elemento comune alle quattro diete riguardava l'apporto calorico. A ogni partecipante è stato chiesta una riduzione di 750 calorie stando però attenti a non scendere sotto le 1.200 calorie totali giornaliere. Infine, tutti dovevano praticare settimanalmente almeno 90 minuti di attività fisica moderata.
Qual è stata la conclusione dello studio? Dall'analisi dei dati raccolti si è potuto constatare che tutte le diete hanno portato dei risultati analoghi, tutti hanno perso mediamente sei chili nel primo semestre anche se poi hanno ripreso un po' di peso assestandosi intorno a una perdita di 4 Kg nei due anni (in alcuni casi si sono persi anche 10 Kg). Il girovita dei partecipanti è diminuito mediamente di due centimetri, è migliorato il rapporto fra colesterolo buono (HDL)e cattivo (LDL), c'è stata una diminuzione dei trigliceridi, della pressione sanguigna e dei livelli di insulina.
Frank Sacks conclude spiegando che in base ai risultati dello studio non conta il tipo specifico di dieta e la sua composizione, quello che veramente conta è la riduzione delle calorie assunte giornalmente a patto che si rispetti comunque una dieta equilibrata. Non si può quindi rinunciare a determinati alimenti perché se ne preferiscono altri, per esempio raggiungere tutti i giorni le 1.200 calorie mangiando solo patatine fritte e hamburger, in quanto non si avrebbe una dieta equilibrata.
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