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Diagnosi tumore al polmone: TAC spirale

Diagnosi tumore polmone: TAC spirale

I sintomi del tumore ai polmoni, in particolar modo nella prima fase, sono difficili da identificare e a volte possono essere mal compresi in quanto sono comuni ad altre malattie polmonari. Grazie alla TAC spirale (un'evoluzione della TAC tradizionale dove lo strumento ruota intorno al paziente come se lo avvolgesse in una spira) eseguita precocemente su soggetti a rischio si potrebbe ridurre notevolmente il tasso di mortalità per tumore ai polmoni. La conferma dell'efficacia di questa diagnosi arriva dai dati finali resi pubblici nel mese di Ottobre 2010 dal National Cancer Institute (USA). I dati americani sono in linea con i risultati dello studio Cosmos sui grandi fumatori, uno studio clinico avviato dall'Istituto Europeo di Oncologia nel 2004.

Umberto Veronesi, direttore scientifica dell'Istituto Europeo di Oncologia (IEO), spiega che si è davanti ad una svolta epocale per la lotta al tumore del polmone. Secondo l'oncologo, alla luce dei risultati ottenuti, non proporre quest'esame alla popolazione a rischio (i forti fumatori) diventa un atto non etico perché li si priva della possibilità di salvare la loro vita.

In Italia, presso l'IEO, la TAC spirale a basso dosaggio è stata sperimentata su oltre 6000 grandi fumatori, le persone che presentano il maggior rischio di tumore al polmone. Questa neoplasia colpisce ogni anno 37 mila persone provocando 32 mila morti con un'incidenza che sfiora l'87 per cento, numeri di un certo peso che hanno portato a definire il tumore polmonare il " big killer". I dati raccolti in oltre 10 anni dimostrano che attraverso la TAC in certi casi si riesce a diagnosticare precocemente, prima ancora di quanto possano fare tutti gli altri strumenti diagnostici, le micro formazioni (fino a 0,6 millimetri) di tumori.

Circa il 20 per cento dei volontari dello studio Cosmos è costituito da ex fumatori, in prevalenza uomini (66 per cento). All'inizio dello studio l'età media delle persone arruolate era di 57 anni. Nel corso di 10 anni sono stati diagnosticati 297 tumori, corrispondenti a un tasso di incidenza di circa 8 tumori ogni 1000 soggetti anno. La maggior parte delle diagnosi sono state fate quando ancora il tumore era di primo grado (vedi classificazione dei tumori); tumore di primo grado nel 75 per cento dei casi, tumore di secondo grado nel 5 per cento dei casi, tumore di terzo grado nel 13 per cento dei casi e timore di quarto grado nel'1 per cento dei casi.

Nell'89 per cento dei casi si è riusciti ad asportare chirurgicamente, in maniera radicale, il tumore. Quasi tutti sono stati trattati in modo conservativo con sola lobectomia (rimozione di un lobo del polmone) e con notevoli progressi negli ultimi tre anni dove si è operato con un approccio chirurgico mininvasivo con l'ausilio del robot. La mortalità è stata inferiore all'1 per cento e solo per il 33 per cento dei pazienti si è dovuti procedere anche con la chemioterapia sistemica, un ottimo risultato se si pensa che ben il 64 per cento dei casi sono stati trattati solo con intervento chirurgico.

Secondo gli esperti si è davanti ad un notevole passo in avanti nel campo della diagnosi. Grazie allo studio Cosmos il cancro del polmone potrà avere una diagnosi precoce come il tumore alla mammella con la mammografia o quello al collo dell'utero con il Pap test. Se un tumore viene individuato precocemente, quando è ancora molto piccolo, nella maggior parte dei casi viene curato senza nessuna conseguenza per il paziente. Negli anni sessanta, quanto la diagnosi del tumore al polmone veniva fatta solo attraverso degli strumenti poco sofisticati, la mortalità era del 91 per cento, cinquant'anni dopo si è arrivati all'85 per cento e grazie a queste nuove diagnosi si potrebbe riuscire a ridurre del 50 per cento i decessi per tumore al polmone.

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