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Smettere di fumare per prevenire il tumore al polmone

Smettere di fumare per prevenire il tumore al polmone

Non basta smettere di fumare per prevenire il tumore al polmone, resistere alle sigarette è un buon inizio ma per ripulire completamente i polmoni dagli effetti del fumo bisognerà attendere dai 10 ai 15 anni. In occasione del Congresso della Società Americana di Oncologia Clinica (ASCO) tenutasi ad Orlando (Maggio 2009), numerosi esperti si sono riuniti per assistere alla presentazione dei risultati clinici relativi alle nuove terapie contro le neoplasie. Diverse sessioni riguardavano proprio il tumore al polmone, attualmente la prima causa di morte nei Paesi industrializzati (giornalmente, in tutto il mondo, ci sono circa 3.000 decessi causati dal tumore al polmone).

Annualmente, i nuovi casi di tumore al polmone diagnosticati sono 1,5 milioni, 35.000 solo in Italia. Purtroppo, a differenza di altre neoplasie, i dati relativi alla sopravvivenza al cancro al polmone sono tutt'altro che confortanti, l'80 per cento dei pazienti non sopravvive e la sopravvivenza a 5 anni è del 14 per cento. Nell'85 per cento dei casi si tratta di tumori non a piccole cellule, considerando che ben il 90 per cento di questi sono diagnosticati in pazienti fumatori si capisce l'importanza delle campagne informative contro il fumo.

Da Orlando non arrivano però solo notizie negative. Due molecole, Bevacizumab e Erlotinib, si sono dimostrate efficaci contro il tumore al polmone aumentando la sopravvivenza dei pazienti. Nell'ambito dello studio ATLAS, attualmente alla fase III, si è osservato che nei pazienti con tumore polmonare non a piccole cellule trattati con le due molecole si riesce a bloccare la progressione della malattia. L'efficacia dell'Erlotinib è dimostrata anche da un altro studio di fase III, SATURN.

Federico Cappuzzo, ricercatore presso l'Istituto clinico Humanitas Irccs di Milano e responsabile dello studio SATURN, spiega che i risultati ottenuti nei due studi sono molto importanti perché l'allungamento del tempo che il paziente vive senza progressione della malattia è un obiettivo chiave per il trattamento di questa neoplasia. L'esperto spiga che grazie all'azione combinata delle due molecole si bloccano i rifornimenti al tumore intervenendo in maniera mirata, un grande risultato se si considera che i pazienti trattati nei test hanno beneficiato di un incremento del 39 per cento della sopravvivenza senza progressione della malattia rispetto a quelli trattati solo con Bevacizumab.

Nuovi progressi non solo nella cura del tumore al polmone ma anche nella diagnosi, in occasione dell'ASCO sono stati presentati anche i risultati di un test per la chemioterapia che consente di identificare quali pazienti risponderanno meglio alla chemioterapia.

In conclusione gli oncologi ribadiscono che la prevenzione rimane comunque al primo posto, in 9 casi su 10 il fumo di sigaretta è la causa dell'insorgenza del tumore al polmone.

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