Concepimento, ovulazione e gravidanza

Concepimento, ovulazione e gravidanza

La gravidanza è un momento molto importante nella vita di una donna ma superati i trent'anni, in un caso su tre, ci sono delle difficoltà di concepimento. In molti casi il problema potrebbe essere risolto se si comprendesse il legame tra concepimento e ovulazione, il periodo fertile dura infatti solo qualche giorno. Per discutere su come migliorare l'educazione delle coppie in cerca di un figlio, in questi giorni (Luglio 2010), diversi esperti si sono riuniti a Roma.

Salvatore Mancuso, presidente del Comitato etico del Policlinico universitario Agostino Gemelli, spiega che quando si posticipa il concepimento del primo figlio in molti casi aumenta il rischio di andare incontro a delle difficoltà e di non riuscire a concepirlo nei primi sei mesi. In una coppia apparentemente sana la probabilità di concepire è del 25 per cento, nell'arco dell'anno questa probabilità cresce fino al 90 per cento. Superato il primo anno la probabilità torna poi a scendere riducendosi mediamente fino al 50 per cento.

Molte donne cercano di conciliare la vita lavorativa con quella familiare, per raggiungere questo obiettivo il primo figlio arriva sempre più tardi ma a volte si incontrano alcune difficoltà. Dopo i 30 anni una donna su tre ha difficoltà a concepire entro i 6 mesi, un problema che in Italia riguarda quasi un milione e mezzo di donne.

Oggi più di ieri numerose donne ricercano informazioni, consigli e metodi per aumentare le possibilità di una gravidanza, gli esperti fanno notare che in alcuni casi per aumentare la probabilità di concepire basterebbe conoscere il proprio corpo e la durata del proprio ciclo. Se si conoscono i giorni di massima fertilità (quelli a cavallo del giorno di ovulazione) le probabilità di concepimento aumentano in maniera considerevole.

Questo aspetto fisiologico della donna non è ovvio come potrebbe sembrare, secondo un recente sondaggio solo il 50 per cento delle donne è a conoscenza del ciclo ovulatorio ed è in grado di calcolare il giorno migliore per tentare il concepimento. Per venire in contro alle donne con desiderio di maternità, in commercio sono presenti dei test di ovulazione digitale in grado di indicare i due giorni di massima fertilità.

Concepimento: quali sono le principali cause di insuccesso?

L'infertilità nella coppia può dipendere da diverse cause. Secondo i dati raccolti dall'Istituto superiore della sanità (relativi al 2006) i problemi di concepimento nel 35 per cento dei casi sono da ricercarsi nell'uomo, nel 35 per cento nella donna, nel 15 per cento dipendono da entrambi i partner e nel 15 per cento non si riesce ad individuarne la causa. Nella donna le principali cause d'infertilità sono: fattore tubarico come per esempio la clamidia (13,3 per cento), infertilità endocrino-ovulatoria (4,7 per cento), endometriosi (5,9 per cento), ridotta riserva ovarica (4,5 per cento) e poliabortività precedente (1,1 per cento).

Conoscere il ciclo mestruale per migliorare il concepimento

Il ciclo mestruale completo parte dal primo giorno della mestruazione e dura in media 26-28 giorni. E' un meccanismo complesso regolato dagli ormoni. Il flusso può durare dai tre a sei giorni. Può capitare di avere delle piccole perdite (spotting) qualche giorno prima delle mestruazioni. Dal secondo giorno dall'inizio delle mestruazioni, comincia la cosiddetta fase follicolare. E' chiamata così perché i follicoli che portano alla maturazione la cellula uovo si attivano nuovamente, sia per far maturare l'ovocita sia per provvedere alla sintesi degli ormoni (estrogeni e progesterone) necessari per ricostituire l'endometrio. Questo processo, dominato nella fase che precede l'ovulazione, dagli estrogeni, si conclude da intorno al 14°giorno (le donne con il ciclo più corto, hanno l'ovulazione intorno al 12° giorno). Il follicolo si apre e la cellula uovo discende nelle tube di Falloppio: questo è il periodo fertile del ciclo femminile che dura circa due giorni (durata in vita la cellula uovo) . Però gli spermatozoi sopravvivono nel corpo femminile molto di più della cellula uovo (anche fino a 4 giorni) per cui un rapporto sessuale avvenuto anche 3 o 4 giorni prima dell'ovulazione può portare alla fecondazione. A questo si aggiunge il fatto che la durata dei cicli è molto variabile e di conseguenza l'ovulazione non avviene sempre il 14 giorno. Nel valutare i giorni potenzialmente fecondi va tenuto conto di tutti questi fattori. Dopo l'uscita della cellula uovo il follicolo si trasforma nel corpo luteo, che produce progesterone, che predispone l'utero a ricevere l'impianto della cellula uovo fecondata. Questa fase del ciclo si chiama fase luteale o secretiva e dura 14 giorni più o meno 1. Se non è avvenuta nessuna fecondazione e nessun impianto i livelli di progesterone e di estrogeni calano rapidamente. Il brusco calo degli ormoni avvia lo sfaldamento e l'espulsione dell'endometrio: con questo si conclude il ciclo.

Che cosa è l'ovulazione?

L'ovulazione è la maturazione di una cellula uovo (ovocita) in modo da predisporlo alla fecondazione. Già dalla nascita una bambina ha, nelle ovaie, un gran numero di ovociti ma non maturi (fino a due milioni). La maggior parte verrà perduta negli anni: alla pubertà ne restano "solo" dai 300 ai 500 mila, a 45-50 anni solo qualche migliaio. Gli ovociti sono contenuti nei follicoli che li nutrono ma ne impediscono la maturazione. Durante ogni singolo ciclo mestruale ne maturano diversi ma ne viene scelto solo uno alla volta che diventa il dominante. Per questo motivo un gran numero di follicoli e di ovociti non giungerà mai a maturazione. I follicoli spenti verranno poi riassorbiti dalle ovaie (questo processo è noto come atresia o regressione). L'atresia porta progressivamente all'esaurimento di tutti i follicoli e alla menopausa. Con l'avvicinarsi della menopausa l'attività delle ovaie diminuisce e l'ovulazione diventa un evento sempre più raro, di conseguenza la probabilità di concepimento si riduce considerevolmente.

Come avviene il concepimento?

Gli spermatozoi, dopo un rapporto sessuale non protetto vengono deposti sul fondo della vagina. La vagina è un ambiente troppo acido per gli spermatozoi, che per questo si avviano velocemente a penetrare il muco cervicale. Dopo un minuto dall'eiaculazione, però, lo sperma si coagula e gli spermatozoi restano bloccati (alcuni però riescono prima del coagulo a risalire verso le tube). Dopo un'ora, lo sperma si "scioglie" e gli spermatozoi possono nuovamente muoversi, al ritmo di circa 2-3 millimetri al minuto, il che significa che impiegano circa un'ora a raggiungere le tube. Sono aiutati dalla presenza di un muco ovulatorio molto fluido e filante particolarmente adatto al passaggio del seme, e dalle contrazioni dell'utero che li spinge verso le tube, riducendo il tempo di risalita spesso anche a pochi minuti.

Se tutto è andato bene, uno spermatozoo riesce finalmente a penetrare l'ovocita che ha incontrato nelle tube e a fecondarlo (la vera difficoltà come dicevamo è riuscire a penetrare la membrana protettiva dell'ovocita, chiamata zona pellucida). La capacità fecondante dello spermatozoo non è scontata, ma è dovuta ad un processo di maturazione che in parte è avvenuta nell'epididimo ma che si completa proprio nel passaggio attraverso il corpo femminile (le modificazioni riguardano soprattutto la testa, il cosiddetto acrosoma che deve essere in grado di reagire chimicamente una volta in contatto con la superficie dell'ovocita). Anche l'ovocita deve "preparasi" per divenire effettivamente adatto a generare un embrione: prima si divide in due ed espelle la cellula "figlia" (che si chiama primo globulo polare), poi, successivamente alla penetrazione dello spermatozoo, si divide di nuovo e perde metà del suo patrimonio genetico (espulsione del secondo "globulo polare" un corpuscolo che contiene metà del genoma: 23 cromosomi, che ora sono in più visto che lo spermatozoo porta i suoi 23). Alla fine di questo processo, la zona pellucida non permette più il passaggio di altri spermatozoi, il nucleo si trasforma per fondersi con il nucleo dello spermatozoo. Poco dopo, i due nuclei si avvicinano al centro dell'ovocita, si fondono e mescolano il loro patrimonio genetico: si è formato lo zigote. Iniziano a questo punto le divisioni cellulari: lo zigote si divide in due, le due cellule si dividono a loro volta in due (siamo a quattro), queste si dividono a loro volta in due (otto), e così via. Dopo qualche giorno lo zigote è divenuto una struttura più complessa, la blastocisti, che scende verso l'utero per impiantarsi nell'endometrio (l'impianto avviene dopo 6 o 7 giorni dalla fecondazione).

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