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NUMERO 37 nella Smorfia Napoletana - Quale è il significato del numero 37 nella Smorfia Napoletana: Il monaco (O' monaco)

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Cosa è associato al numero 37 nella Smorfia napoletana?

Il monaco ('O monaco) corrisponde al numero 37, associazione che può essere usata per animare il gioco della tombola o giocare al Lotto nel caso si voglia interpretare un sogno con la cabala.

Significato del numero 37: Il monaco

Il numero 37, che succede il numero 36 (Le nacchere) e precede il numero 38 (Le bastonate), è rappresentato dal monaco. Questo simbolo, nei sogni, può essere ricondotto ad un periodo di auto-riflessione e/o illuminazione spirituale

Analisi etimologica delle parole napoletane

‘O monaco, ed anche ‘O munaciello, in italiano sta per il monaco, cioè a dire chi ha abbracciato il monachesimo. Nel cattolicesimo, membro di un ordine monastico o religioso che ha pronunciato i voti solenni di povertà, castità e obbedienza; etimologicamente è voce dal lat. tardo monachu(m), che è dal gr. monachós "unico", poi "solitario" (e quindi "monaco"), deriv. di mónos 'solo, unico'; il medesimo etimo sia pure addizionato di un suffisso diminutivo iello vale per la voce munaciello che nella tradizione popolare partenopea è un particolare piccolo monaco.

‘O munaciello a Napoli è un’entità dai vasti poteri magici; si è parlato di entità in quanto non è dato sapere se si tratti di uno spirito o di un essere umano; nell’un caso o nell’altro detta entità è rappresentata con le sembianze che sono o di un nano mostruoso o di c.d. bambino vecchio, ed assume due personalità: quando si appalesa in una casa, o vi prende stabile dimora, se ha in simpatia gli abitanti della casa, che lo abbiano accolto di buon grado, onorandolo e ammannendogli dolciumi (‘o munaciello è molto goloso!) egli arreca buona sorte e prosperità; se, al contrario prende in odio una famiglia, che non lo abbia accolto con i dovuti onori, egli le suscita guai ad iosa.

Per comprendere la semantica che collega il numero 37 alla figura del monaco, occorre fare una piccola digressione e ricordare che a Napoli e segnatamente nella zona popolare della città bassa la comunità monastica più nota fu quella dei francescani cosiddetti “muonece ‘e sant’Anna” che avevano il loro convento in piazza San Francesco nell’edificio che in seguito e fino a poco tempo fa ospitò gli uffici della Pretura di Napoli; ed avevano il loro edificio di culto nell’adiacente chiesa dedicata a sant’Anna donde il nome di “muonece ‘e sant’Anna” con cui la comunità monastica fu nota. Ebbene tale comunità fino a quando (tardo ‘800) non fu dispersa in altri conventi francescani contava 37 frati e fu proprio il numero 37 a significare nella smorfia la figura del monaco.

Note sul contributo all'etimologia della "lingua napoletana"

Correlazione del numero 37 con altre smorfie e cabale

Smorfia tradizionale (toscana):
Ciabattino
Smorfia romana:
Contadino
Smorfia genovese:
Ciabattino o Calzolaio
La cabala del cappuccino:
V’ho spiegato ancor la prova


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