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NUMERO 27 nella Smorfia Napoletana - Quale č il significato del numero 27 nella Smorfia Napoletana: Il vaso da notte ('O cāntero)

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Cosa č associato al numero 27 nella Smorfia napoletana?

Il vaso da notte ('O cāntero) corrisponde al numero 27, associazione che puō essere usata per animare il gioco della tombola o giocare al Lotto nel caso si voglia interpretare un sogno con la cabala.

Significato del numero 27: Il vaso da notte

Il numero 27, che succede il numero 26 (Annina) e precede il numero 28 (I seni), č rappresentato dal vaso da notte (noto anche come pitale). Questo simbolo, nei sogni, puō essere ricondotto alla volontā di volersi liberare di un tormento, un fastidio.

Analisi etimologica delle parole napoletane

‘O cāntero, un grosso vaso da notte (o pitale) in italiano, non č da non confondere con ‘o rinale che č appunto l’orinale, vaso molto pių piccolo del cāntero o cāntaro alto e vasto cilindrico vaso dall’ampia bocca su cui ci si poteva comodamente sedere, atto a contenere le deiezioni solide; etimologicamente la voce cāntero o cāntaro č dal basso latino cāntāru(m) a sua volta dal greco kāntāros.

Questo oggetto non č da confondere neanche con un’altra voce partenopea, cantāro (che č dall’arabo quintâr); diversa per accento tonico e significato: questa seconda infatti č voce usata per indicare una unitā di misura: cantāio = quintale ed č a tale misura che si riferisce il detto napoletano: Meglio ‘nu cantāro ‘ncapo ca n’onza ‘nculo (e cioč: meglio sopportare il peso d’un quintale in testa che (il vilipendio) di un’oncia nel culo (e non occorre spiegare cosa sia l’oncia richiamata ...). Molti napoletani sprovveduti e poco informati confondono la faccenda ed usano dire, erroneamente: Meglio ‘nu cāntaro ‘ncapo ... etc. (e cioč: meglio portare un pitale in testa che un’oncia nel culo!), ma ognuno vede che č incongruo porre in relazione un peso (oncia) con un vaso di comodo (cāntaro) piuttosto che con un altro peso (cantāro)!

Con il numero 27 si indicō un tempo anche il baule e/o la cassa (contenitori da asporto) e lo sciarabballo (dal fr. char a bancs = carro rustico aperto con sedili per trasporto di passeggeri, usato soprattutto in provincia in sostituzione delle carrozze (vetture passeggeri riparate da un soffitto e da cortine di stoffa). Come per altri termini, anche in questo caso č possibile cogliere l’accostamento al cāntaro e perciō al 27 sia del baule e/o cassa che dello sciaraballo: in ambedue i casi il collegamento č rappresentato furbescamente dal fatto che per tutti gli elementi: cāntaro, baule o cassa e sciarabballo si tratta di contenitori.

Note sul contributo all'etimologia della "lingua napoletana"

Correlazione del numero 27 con altre smorfie e cabale

Smorfia tradizionale (toscana):
Baularo o Valigiaro
Smorfia romana:
Albero
Smorfia genovese:
Uomo a letto
La cabala del cappuccino:
Dir me lo sapreste


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