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Il grasso interno è più pericoloso di quello superficiale

Grasso interno: più pericoloso di quello superficiale

Il grasso interno, meglio noto come grasso viscerale, può essere presente anche in quelle persone che esteriormente presentano un corpo snello, questo particolare tipo di grasso è anche più insidioso di quello che si deposita nelle zone periferiche come le gambe e i fianchi. La ricerca che ha evidenziato che anche nelle persone magre ci può essere un accumulo di grasso intorno agli organi interni è stata condotta da Jimmy Bell, ricercatore del Medical Research Council dell'Imperial College di Londra.

Gli studiosi, attraverso la risonanza magnetica, hanno misurare la massa di grasso che le persone accumulano all'interno del proprio corpo, un procedimento che ha evidenziato che circa il 40 per cento delle persone che in apparenza sono magre presentano un accumulo di grasso viscerale, una situazione che, secondo il coordinatore della ricerca, influisce sullo sviluppo di malattie cardiovascolari e diabete.

I ricercatori inglesi non sono stati i primi ad utilizzare la risonanza magnetica per individuare l'accumulo di grasso interno, qualche mese fa avevamo parlato di Hippo fat, uno strumento realizzato dall'Istituto di Fisiologia Clinica (IFC) del Cnr di Pisa grazie al quale è possibile misurare il grasso viscerale, una tecnologia innovativa basata su un software in grado di elaborare i dati ottenuti attraverso la risonanza magnetica.

Bell evidenzia che la gente non dovrebbe essere contenta perché magra, molte volte, infatti, quello che spinge una persona ad iniziare una dieta è legato più ad un aspetto esteriore che per una tutela della propria salute. L'esperto spiega quindi che quello che conta non è sembrare magri ma essere in salute. Si può essere magri e quindi sembrare sani ma avere molto grasso interno che può avere effetti dannosi, dei grassi che possono essere bruciati grazie all'esercizio fisico, Bell evidenzia quindi che uno stile di vita corretto deve sempre includere l'attività fisica e una dieta non è sempre sufficiente.

Le conclusioni alle quali sono giunti i ricercatori sono il frutto di uno studio sul diabete di tipo 2 (la forma di diabete associata all'obesità) condotto su 300 persone sulle quali era stato esaminato il grasso viscerale. Durante questa ricerca gli studiosi hanno rilevato che molte persone che presentavano una corporatura snella mostravano comunque la tendenza a sviluppare diabete di tipo 2. Grazie alle immagini ottenute attraverso la risonanza magnetica si è notato un fatto interessante, gli individui in apparenza magri avevano accumulato molto grasso intorno agli organi interni come fegato, intestino, cuore e pancreas, una situazione che gli esponeva al rischio di contrarre il diabete in maniera analoga a quelle persone considerate in sovrappeso o obese.

I risultati di questo studio pongono ulteriori dubbi sull'attendibilità dell'Indice di Massa Corporea, meglio noto come BMI (Body Mass Index), un particolare indice utilizzato per determinare se un soggetto è sottopeso o sovrappeso utilizzando due parametri, il peso e l'altezza del soggetto. Il calcolo del BMI era stato messo n dubbio già in passato in quanto non tiene conto della composizione del peso di una persona, uno sportivo per esempio potrebbe essere classificato in sovrappeso anche se presenta una percentuale di grasso nel suo corpo molto bassa.

Bell conclude quindi evidenziando che il grasso viscerale può essere perso con l'esercizio fisico. Uno stile di vita equilibrato che ci aiuti a stare in salute non può basarsi unicamente sulla dieta, deve prevedere anche l'attività fisica che non deve essere per forza l'andare in palestra, può essere anche il camminare invece di usare l'auto o i mezzi pubblici.


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