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Vaccino pertosse, cala la copertura vaccinale e crescono i casi - Un calo dell'adesione al vaccino della pertosse ha portato al decesso di alcuni lattanti, un fenomeno preoccupante che ha messo in guardia l'Istituto...

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Vaccino pertosse, cala la copertura vaccinale e crescono i casi

Vaccino pertosse e copertura vaccinale

Un calo dell'adesione al vaccino della pertosse ha portato al decesso di alcuni lattanti, un fenomeno preoccupante che ha messo in guardia l'Istituto Superiore della Sanità (ISS). A causa della disinformazione e di informazioni distorte, in certi casi si prendono dei dati statistici parziali per dimostrare tesi che cadrebbero se valutate analizzando tutti i dati globalmente, nel 2014 si è registrato un considerevole calo delle vaccinazioni. Un fenomeno che non va preso alla leggera in quanto la diminuzione della copertura vaccinale porta il livello di copertura al limite della soglia di sicurezza. Scegliendo di non vaccinare i propri figli non si mette in pericolo solo loro ma anche tutta una serie di bambini che a causa di determinate patologie o condizioni fisiche non possono essere vaccinati anche se i genitori lo vorrebbero.

Alberto Villani, responsabile del reparto di Pediatria Generale e Malattie Infettive presso l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, evidenzia che il calo delle coperture vaccinali è responsabile di molti casi di morbillo e pertosse che in alcune circostanze hanno portato al decesso di alcuni lattanti. Uno degli ultimi casi in ordine di tempo, Marzo 2015, riguarda una bambina di Roma deceduta per una complicanza collegata al morbillo.

Negli ultimi anni, in numerosi ospedali italiani, vengono ricoverati decine di bambini che hanno complicazioni di malattie prevenibili con i vaccini. Solo presso l'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, annualmente, vengono ricoverati circa ottanta bambini per malattie prevenibili e in genere 30-35 hanno conseguenze gravi. In alcuni casi le complicanze sono talmente gravi che non si riesce a salvare la vita dei piccoli. Nella struttura romana, per esempio, all'inizio dell'anno è morto un bimbo a causa della pertosse, una vittima troppo piccola per essere vaccinata ma contagiata proprio a causa del calo della copertura che si sta avendo nell'ultimo periodo.

Nella sola sede dell'Asl 11 di Empoli, dal 2010 al 2014, sono stati registrati sette casi di pertosse in bambini piccoli, in un caso la malattia ha portato alla morte un neonato di meno di un mese di vita e per altri quattro bambini è stato necessario il ricovero in ospedale per complicazioni. Questi possono sembrare numeri piccoli ma se si moltiplica per tutte le strutture ospedaliere italiane il fenomeno non è affatto trascurabile.

Uno studio pubblicato sull'International Journal of Environmental Research and Public Health (Pertussis: A Review of Disease Epidemiology Worldwide and in Italy - Doi: 10 3390 / ijerph9124626) evidenzia come tra il 1996 e il 2009 c'è stata una considerevole diminuzione dei casi di pertosse grazie proprio all'incremento della copertura vaccinale. Dall'analisi dei dati emerge però che rimane di fondamentale importanza effettuare i richiami previsti dal calendario vaccinale per garantire una completa copertura vaccinale nei bambini.

I dati di una ricerca pubblicata su JAMA Pediatrics (Association Between Undervaccination With Diphtheria, Tetanus Toxoids, and Acellular Pertussis (DTaP) Vaccine and Risk of Pertussis Infection in Children 3 to 36 Months of Age - Doi: 10 1001 / jamapediatrics 2013 2353) dimostrano che se non si segue il calendario delle vaccinazioni in modo scrupoloso si incrementa il rischio di pertosse. Dall'indagine è emerso che i bambini che saltano una dose, o fanno il richiamo in momenti diversi da quelli raccomandati, hanno un rischio doppio di ammalarsi di pertosse.

Di fondamentale importanza è anche la vaccinazione dei fratelli maggiori. Uno studio pubblicato su Pediatrics (Sources of Infant Pertussis Infection in the United States - doi: 10 1542 / peds 2015-1120) evidenzia come i fratelli possono essere il veicolo di un'infezione molto temibile nei primi mesi di vita. La ricerca ha dimostrato che nel 35,5 per cento dei casi i più piccoli vengono infettati con il Bordetella pertussis (l'agente eziologico della pertosse) dai fratelli maggiori. Nel 20,6 per cento dei casi l'infezione viene trasmessa dalla madre e solo nel 10 per cento dei casi dal padre.

In base agli ultimi dati, attualmente, le vaccinazioni per poliomielite, tetano, difterite ed epatite B sono scese sotto il 95 per cento, la copertura vaccinale scende ulteriormente se si guardano i dati relativi a morbillo, parotite e rosolia, in questo caso ci si ferma all'86 per cento (ben 4 punti percentuali in meno rispetto all'anno precedente). Le conseguenze di questo fenomeno non si ripercuotono solo sui bambini i cui genitori decidono di non vaccinare ma su tutta la collettività, si va a perdere la cosiddetta "immunità di gregge" e aumenta il rischio che i bambini non ancora vaccinati, o che non si possono vaccinare, si ammalino. Sale inoltre la probabilità che si verifichino delle epidemie importanti e che molte malattie ritenute cancellate da anni si ripresentino in futuro.

Per chi dovesse avere dei dubbi sulle vaccinazioni è stato istituito un numero verde. Il progetto è stato promosso dal Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (CCM) del ministero della Salute e dall'Università degli Studi di Foggia. Il numero verde 800 56 18 56 sarà attivo da lunedì prossimo (12 Ottobre 2015) dalle 10 alle 18.

Informazioni sul vaccino per la pertosse e sulla patologia

La pertosse, conosciuta anche come tosse canina o tosse asinina, insieme alla rosolia, al morbillo, alla varicella e alla parotite, fa parte di una serie di patologie note come malattie infantili. La pertosse è una malattia infettiva, molto contagiosa, causata dal batterio Bordetella pertussis. La patologia è particolarmente grave se contratta nel 1° anno di vita, i bambini colpiti dalla patologia soffrono di attacchi violenti di tosse. Nel neonato e nel lattante spesso si manifesta con vere e proprie crisi di soffocamento che costringono al ricovero ospedaliero. La tosse, che può durare anche diverse settimane, rende difficile per il bambino mangiare e bere e in alcuni casi ci sono delle difficoltà anche nella respirazione.

Complicazioni della pertosse - La malattia può causare gravi complicazioni, più di due bambini su dieci possono ammalarsi anche di polmonite. La pertosse, inoltre, può causare danni cerebrali, attacchi epilettici e in alcuni casi la morte. Molti di questi effetti avversi si verificano sopratutto sotto l'anno di età

Fra le complicazioni più comuni ci sono le emorragie sottocongiuntivali e le epistassi (emorragie dal naso) causate direttamente dai colpi violenti di tosse, le otiti medie purulente (solitamente per sovrapposizione di un'altra infezione batterica), le polmoniti e le broncopolmoniti (situazione che interessa circa il 12 per cento dei casi). Agli inizi del '900 la letalità della pertosse era intorno al 10 per cento, attualmente nei paesi industrializzati come l'Italia la percentuale è scesa allo 0,01 per cento ma il dato sale allo 0,5-1 per cento se la malattia viene contratta da un bambino al di sotto dell'anno di vita. La letalità dell'encefalopatia pertossica può invece arrivare al 30 per cento e circa la metà dei sopravvissuti subisce danni neurologici permanenti.

L'attuale vaccino per la pertosse è diverso rispetto a quello che si somministrava qualche tempo fa, il nuovo vaccino è di tipo acellulare. In pratica non compare il batterio intero ma solo qualche proteina batterica sufficiente per attivare il sistema immunitario. I vaccini acellulari, efficaci e meglio tollerati nei neonati, vengono consigliati per le dosi primarie e le dosi di rinforzo (i richiami). Il vaccino per la pertosse è spesso associato con il vaccino antidifterico e antitetanico (Dtp). La vaccinazione denominata cPDT Polio consiste in quattro vaccini da somministrare tramite un'unica iniezione. "cP" significa "componente pertosse", nota anche come "pertosse acellulare" o "aP". In alcuni casi questo vaccino multiplo può essere identificato con la sigla "DTaP Polio"

Nel nostro Paese il vaccino per la pertosse non è obbligatorio ma consigliato. Viene raccomandata nei bambini a partire dal compimento dell'ottava settimana di vita. A causa della perdita di immunità nel tempo, sono necessari più richiami: la prima dose, la seconda e la terza vengono fatte a 6-8 settimane di distanza, a cui si aggiunge un'ultima dose di richiamo verso i 5 anni.

Per tutelare la salute dei più piccoli non ancora vaccinati, o in corso di vaccinazione, considerando anche i risultati dello studio pubblicato su Pediatrics sulla fonte della pertosse, si raccomanda di controllare che fratelli o sorelle più grandi siano vaccinati, un consiglio valido sopratutto se questi frequentano la scuola. In questo modo si evita che possano trasmettere la malattia agli ultimi arrivati.

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