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Morbillo: sintomi e vaccino

Il morbillo è una malattia infettiva, con dei sintomi iniziali paragonabili a quelli di un'influenza, causata da un virus della famiglia dei Paramyxoviridae del genere Morbillivirus. Questa malattia, altamente contagiosa, ha la sua massima incidenza tra la fine dell'inverno e l'inizio della primavera. Sebbene solitamente colpisce in età infantile (scolare e prescolare), il morbillo può colpire anche adulti non immunizzati. Rispetto ai bambini, il morbillo negli adulti si manifesta con dei sintomi più importanti e intensi rispetto alla stessa malattia presa in età pediatrica.

Se un adulto viene conteggiato dal morbillo può avere un numero maggiore di complicazioni di una certa criticità quali: encefalite, polmonite morbillosa o altre complicazioni a carico dei polmoni di natura opportunistica. Le complicazioni sono ancor più serie se si è già indeboliti da altri fattori dipendenti da una salute cagionevole o un'età avanzata.

Evoluzione e sintomi del morbillo

Ci sono tre fasi ben distinte nella manifestazione del morbillo, la prima, di incubazione, dura circa 10-12 giorni. Sebbene inizialmente la malattia è nella maggior parte dei casi asintomatica, ci potrebbero essere alcuni campanelli d'allarme: inappetenza, diarrea e cefalea, dei segnali che non essendo specifici del morbillo non sono considerati caratteristici per la malattia.

La seconda fase del morbillo (fase prodromica), che dura circa 3-5 giorni, presenta dei sintomi più evidenti ed è caratterizzata da: catarro accompagnato da raffreddore e/o tosse, congiuntivite, febbre (a volte anche molto alta intorno ai 40°) e delle piccole lesioni biancastre localizzate sulla mucosa della bocca all'altezza dei molari (manifestazione nota come macchie di Köplik).

L'ultima parte dell'evoluzione della malattia è la fase esantematica vera e propria, un periodo che dura circa 5-7 giorni durante il quale, a partire dalla testa (in particolare dietro le orecchie) e dal volto, ci si ricopre delle caratteristiche macchie di colore rosso scuro.

Il morbillo è una malattia altamente contagiosa, il contagio può avvenire sia durante il periodo di incubazione, circa 2-3 giorni prima del periodo d'invasione, sia dopo 2-5 giorni la scomparsa dell'esantema. La malattia è particolarmente contagiosa sopratutto quando i sintomi non sono ancora molto evidenti. Si trasmette da una persona infetta a una sana attraverso le goccioline respiratorie che si possono diffondere nell'aria attraverso un colpo di tosse o uno starnuto.

Morbillo in gravidanza

Non ci sono evidenze scientifiche che correlino la malattia a problemi di malformazioni congenite, ciò nonostante, se il morbillo viene contratto in gravidanza aumenta la probabilità di un parto pretermine, vi è inoltre un maggior rischio di complicanze per la donna (in particolar modo polmonite) e il tasso di mortalità materne è maggiore rispetto all'atteso.

Anche se i dati disponibili sugli effetti del morbillo in gravidanza sono abbastanza limitati per via di una bassa incidenza dell'infezione in questa fascia di popolazione, secondo alcuni studi vi è un aumento del rischio di aborto spontaneo e morte intrauterina. Questi rischi sembrano essere maggiori nei casi in cui l'infezione è contratta durante il primo e il secondo trimestre di gravidanza.

L'infezione in un periodo vicino a quello del parto può invece incrementare il rischio di morbillo neonatale, un'eventualità molto pericolosa in quanto comporta un significativo rischio di mortalità per il piccolo.

Cura, prevenzione e vaccino per il morbillo

Per il morbillo non esiste una cura, nei pazienti si possono trattare solo i sintomi specifici ma non la causa scatenante. Per abbassare la febbre si può ad esempio utilizzare il paracetamolo, degli sciroppi possono essere usati per contrastare la tosse e dei colliri per i sintomi collegati agli occhi.

In caso di morbillo il paziente deve restare a riposo fino alla regressione completa dell'esantema. Si consiglia inoltre di far seguire un periodo di convalescenza di circa 2 settimane durante i quali si devono evitare sforzi fisici, viaggi ed esposizione al freddo.

Il morbillo può essere prevenuto attraverso il vaccino che in Italia non è obbligatorio ma fortemente consigliato. Il vaccino per il morbillo non è indicato per quelle persone che presentano dei deficit immunitari, quelle sottoposte a delle terapie immunosoppressive e, per precauzione, alle donne in dolce attesa o che potrebbero restare incinta nel mese successivo.

Nel nostro Paese il vaccino viene somministrato sotto forma di un complesso vaccinale contro il morbillo, la parotite e la rosolia (MPR). La prima dose va somministrata preferibilmente tra il 12° e il 15° mese di vita (e non oltre il 24° mese), vi è poi un richiamo verso i 5-6 anni o, in alternativa, 11-12 anni. Solitamente, fino a circa il 6°-9° mese, il neonato può essere protetto dagli anticorpi che gli vengono donati dalla madre se questa è immunizzata (la durata dell'immunizzazione del piccolo è inferiore nei casi in cui la madre sia stata immunizzata da un vaccino e non in seguito a un infezione diretta del morbillo).

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