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Astinenza da caffeina? la dipendenza da caffè dipende da un gene

Astinenza da caffeina

Il numero di caffè che si bevono in un giorno potrebbe essere correlato a fattori genetici, la dipendenza individuale alla caffeina sembra essere infatti scritta nel DNA. Ci sono persone che bevono un solo caffè al giorno mentre altre non possono fare a meno di 4 o più tazzine nell'arco della giornata, secondo quanto scoperto nel corso di uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell'Università di Trieste, in collaborazione con alcuni colleghi dell'Università di Edimburgo, dal gene PDSS2 dipenderebbe la passione per il caffè. I risultati dell'indagine sono stati pubblicati su Scientific Reports (Non-additive genome-wide association scan reveals a new gene associated with habitual coffee consumption - Doi: 10.1038/srep31590).

Nicola Pirastu, primo autore dello studio e ricercatore presso l'Università di Edimburgo, spiega che dall'indagine è emerso uno stretto legame tra una variante del gene PDSS2 e il numero di caffè bevuti in un giorno, le persone nelle quali è presente tale variante sono infatti meno dipendenti dalla caffeina. Una possibile spiegazione potrebbe essere che la presenza di tale gene diminuisce la capacità cellulare di metabolizzare la caffeina, di conseguenza rimane nell'organismo più a lungo e non si sente la necessità di bere altri caffè.

Per condurre lo studio i ricercatori hanno analizzato il DNA di un campione di 1907 italiani: 843 di essi residenti in 6 località del Friuli Venezia Giulia e 370 residenti a Carlantino, un comune in provincia di Foggia (Puglia) di poco più di 1000 abitanti. Tutte le persone coinvolte nello studio dovevano rispondere ad una serie di domande, tra le tante ve ne era una inerente il numero di tazzine di caffè bevute nell'arco della giornata. Incrociando i vari dati si è così scoperto che, in media, le persone che presentano la variante del gene PDSS2 bevono meno caffè, circa una tazzina in meno al giorno.

I dati ricavati dalla popolazione italiana sono stati successivamente confrontati con quelli ottenuti da un'indagine analoga condotta su 1.731 abitanti dei Paesi Bassi. Anche in questa occasione si è rilevato un legame tra il quantitativo di caffè bevuto e la variante genetica, a differenza dei dati italiani il divario del numero di tazzine consumate giornalmente era però leggermente inferiore. Lo scostamento nei risultati dei due gruppi potrebbe essere attribuito al tipo di caffè consumato nei due Paesi, in Olanda si utilizzano delle tazze più grandi (di conseguenza si assume un quantitativo di caffeina maggiore) mentre in Italia si consuma abitualmente il caffè espresso in una tazzina di dimensioni contenute.

Ancora una volta uno studio suggerisce che i geni possono influire sul comportamento che le persone hanno verso il caffè, già in passato si era scoperto che la sensibilità alla caffeina dipende dal DNA (per questo motivo alcuni non possono bere neanche un caffè dopo pranzo se non vogliono rischiare di passare la notte insonne). Ora si è individuato un nuovo tassello, la variante del gene PDSS2, che sembrerebbe essere collegato alla capacità di metabolizzare la caffeina. Chi presenta tale variante metabolizza la caffeina più lentamente e di conseguenza è meno "dipendente" dal caffè, per queste persone può essere sufficiente anche una sola tazzina al giorno.


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