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Adolescenti, obesità e cattive abitudini

Adolescenti e obesità

L'obesità sembra affliggere sempre più adolescenti in Europa, secondo gli ultimi dati si stimano circa 14 milioni di casi e la categoria più colpita è quella della fascia più povere della popolazione. Questi dati sono emersi da una ricerca effettua dall'International Obesity Task Force che dopo un approfondito studio ha concluso che in molte nazioni europee, fra cui anche l'Italia, il problema dell'obesità interessa oltre il 30% dei bambini tra 7 e 11 anni e oltre il 20% di quelli tra 13 e 17 anni.

Questi e altri dati saranno al centro del primo Forum internazionale OMS/HBSC (Health behaviour in school-aged children) che si svolgerà in questi giorni a Firenze. L'obiettivo non è solo quello di discutere sul tipo di alimentazione e le cattive abitudini dei giovani d'oggi, gli esperti esamineranno quali potrebbero essere le migliori strategie per promuovere stili di vita salutari tra gli adolescenti.

L'analisi dei dati della ricerca HBSC costituisce un valido punto di partenza grazie al quale il Forum avrà numerosi spunti che permetteranno di valutare gli stili di vita e i comportamenti degli adolescenti. Lo studio, ripetuto periodicamente ogni 4 anni, esamina e valuta gli stili di vita e i comportamenti degli adolescenti in oltre 35 nazioni (Regione Europea dell'OMS e Nord America).

Gli esperti concordano che per poter "migliorare" la società di domani, ci sia bisogno di una buona campagna di informazione per i giovani. Lo stile di vita delle persone adulte è spesso il risultato di quello che si è fatto da giovani influenzati dal contesto sociale in cui si è vissuto. La famiglia, la scuola, gli amici che si frequentano, ecc. sono cruciali nella formazione del comportamento di ogni individuo. L'ambiente sul quale risulta più facile intervenire è quello scolastico, è qui che bisognerebbe intervenire al fine di avviare dei processi di consapevolezza per favorire e promuovere nei giovani uno stile di vita sano.

Fondamentalmente bisogna puntare su due aspetti, dare una corretta educazione alimentare e spronare i giovani nel praticare attività fisica. In futuro, con un aumento dei casi di obesità, aumenterà l'incidenza di quelle patologie correlate a un aumento di peso, il modo migliore per prevenire questa situazione è fornire ai giovani le giuste indicazioni.

Erio Ziglio, responsabile dell'ufficio Oms di Venezia, ha evidenziato come oggi l'obesità sia una vera e propria epidemia che vede un aumento annuale di 400.000 unità, un fenomeno che necessita una seria campagna preventiva. I dati relativi al 2004 evidenziano come in numerose aree dell'Europa del Mediterraneo come Italia e Spagna, l'obesità è un problema per oltre il 30 per cento dei bambini tra 7 e 11 anni e oltre il 20 per cento di quelli tra 13 e 17 anni. Il fenomeno non è però limitato unicamente alle aree del Mediterraneo, anche in paesi come Inghilterra, Irlanda e Svezia oltre il 20 percento dei bambini e dei giovani di età compresa tra 0 e 17 anni sono interessato dal problema dell'obesità.

Aldo Pinchera, presidente della Commissione alimentazione e salute della Regione Toscana, ha spiegato che la dieta da sola non è sufficiente. Per poter invertire con successo l'aumento dei casi di obesità e sovrappeso, bisognerebbe aumentare l'attività fisica soprattutto nelle scuole, questo perché non tutte le famiglie hanno la possibilità di far svolgere ai propri figli degli sport in altre strutture.

Osservando nel dettaglio i giovani del nostro paese emergono altri dati molto preoccupanti. Dall'indagine è emerso che già a 11 anni il 12 per cento di loro beve alcolici almeno una volta a settimana, percentuale che sale al 37 per cento a 15 anni, un primato dei giovani Italiano a livello europeo di cui non c'è da andare fieri. Per quanto riguarda il fumo è invece emerso che se nella fascia 11 - 13 anni i fumatori sono pochissimi, osservando i quindicenni si nota un dato ancora una volta preoccupante, questi rappresentano il 16 per cento di tutti i fumatori Italiani.

Lo svolgimento di questo Forum sarà sicuramente un importante occasione che permetterà lo scambio di opinioni e idee di diversi soggetti e enti del nostro paese, solo operando congiuntamente sarà possibile individuare le soluzioni migliori per iniziare a cambiare una tendenza che sta portando i giovani verso delle abitudini sbagliate che in futuro potranno avere delle ripercussioni non solo sulla salute degli Italiani ma anche sulle risorse a disposizione della sanità, se infatti oggi si lavora per prevenire la comparsa di malattie prevenibili si avranno maggiori risorse per curare altre patologie.


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