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Data presunta parto più precisa con ecografia transvaginale

Data presunta parto ed ecografia transvaginale

Sebbene si possa calcolare la data del parto non si sa mai con precisione quando inizierà il travaglio, mediante un ecografia transvaginale si può però predire con una buona percentuale se si partorirà la settimana successiva all'esame. L'utilità di questa ecografia anche quando la gravidanza è a termine è stata dimostrata dai risultati di una meta-analisi coordinata da Vincenzo Berghella, ricercatore presso la Thomas Jefferson University di Philadelphia. I risultai dell'indagine sono stati pubblicati sul British Journal of Obstetrics and Gynaecology (Transvaginal ultrasound cervical length for prediction of spontaneous labour at term: a systematic review and meta-analysis - doi: 10 1111 / 1471 0528 13724 - Ottobre 2015).

Gabriele Saccone, primo autore dello studio (ricercatore presso l'Università degli Studi di Napoli Federico II con un trascorso presso il Thomas Jefferson University Hospitals), spiega che fino ad oggi si pensava che trascorsi i canonici 9 mesi, quindi con una gravidanza a termine, l'ecografia transvaginale fosse superflua in quanto tutte le donne hanno una cervice ridotta. I nuovi dati dimostrano però che questo esame è utile anche dopo lo scadere dei 9 mesi.

L'ecografia transvaginale è attualmente già utilizzata in alcuni casi per valutare un possibile parto pretermine. Misurando la lunghezza del canale cervicale si può infatti stabilire se c'è il rischio di un parto prematuro. In base ai dati raccolti si è rilevato che una lunghezza della cervice = 25mm aumenta la probabilità di parto pretermine (likelihood-ratio test positivo: +LR 3.84; intervallo di confidenza al 95 per cento, IC: 3.12-4.71) ma una lunghezza conservata (>25mm) non lo esclude (likelihood-ratio test negativo: -LR 0.85; IC: 0.82-0.89).

Studi precedenti avevano dato dei risultati contrastanti e non era quindi chiaro se questo test potesse essere utile anche in quelle donne che hanno raggiunto in modo sicuro il termine della gravidanza. Normalmente la cervice di una donna misura tra i 35 e i 45 mm , quando questa lunghezza scende al di sotto del centimetro (< 10 mm) la probabilità di partorire entro una settimana aumenta dell'85 per cento. Se con l'avvicinarsi del termine della gestazione il collo dell'utero è ancora superiore ai 30 mm, la probabilità di partorire entro una settimana è invece inferiore al 40 per cento. Questo aspetto è stato rilevato in tutte le fasi della gestazione ed è quindi una regola che vale sempre, anche in caso di gravidanza a termine.

Parto indotto o taglio cesareo

L'esame potrebbe risultare particolarmente importante in determinati casi, il ginecologo può infatti valutare se è il caso o meno di stimolare il parto in quelle situazioni dove vi è un potenziale rischio per la salute del bambino. Se la cervice dovesse essere ancora lunga, l'induzione del parto avrebbe minori probabilità di successo, in questi casi potrebbe quindi essere più opportuno un taglio cesareo. L' ecografia transvaginale consentirebbe quindi di evitare un passaggio inutile, l'induzione del parto, evitando di conseguenza un disagio aggiuntivo per la neo mamma.

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