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Gravidanza, pressione alta e parto pretermine

Gravidanza, pressione alta e parto pretermine

L'ipertensione cronica in gravidanza può incrementare il rischio di parto pretermine, basso peso alla nascita e SIDS (nota anche come sindrome della morte improvvisa del lattante o morte in culla). Questa è la conclusione di uno studio revisionale condotto da un gruppo di ricercatori del King's College di Londra. I risultati dello studio sono stati pubblicati sul British Medical Journal (Chronic hypertension and pregnancy outcomes: systematic review and meta-analysis - doi: 10.1136 / bmj g2301 - Aprile 2014).

Dopo aver analizzato i dati di 55 studi, condotti in 25 Paesi, che avevano valutato i rischi negativi derivanti da una condizione di ipertensione in gravidanza, si è concluso che l'ipertensione cronica può portare a complicanze di diverse entità in una percentuale variabile (tra l'1 e il 5 per cento) delle gravidanze. Kate Bramham , prima autrice dello studio, spiega che la pressione sanguigna è determinante per un buono stato di salute generale, un parametro che in gravidanza deve essere tenuto costantemente sotto controllo in quanto potrebbe portare a serie complicazioni.

L'ipertensione cronica in gravidanza colpisce circa il 5 per cento delle donne, può essere classificata come "lieve" (pressione arteriosa sistolica di 140-159 mmHg o pressione arteriosa diastolica di 90-109 mmHg) e severa (pressione arteriosa sistolica maggiore o uguale a 160mmHg o pressione arteriosa diastolica maggiore o uguale a 110 mmHg). Qualche valore fuori norma non deve destare particolari preoccupazioni, per poter porre diagnosi di ipertensione cronica in gravidanza è indispensabile il riscontro di valori pressori elevati in più di una misurazione, a distanza di almeno 4-6 ore.

Dall'analisi dei dati si è scoperto che il rischio di preeclampsia è superiore di quasi otto volte nelle donne con ipertensione cronica. Rispetto al gruppo delle donne non-ipertese, le gestanti con ipertensione cronica andavano incontro a una elevata incidenza di esiti negativi della gravidanza.

Osservando in particolare i dati relativi ai parti pretermine, quelli avvenuti prima delle 37 settimane di gestazione, la pressione alta aumentava considerevolmente la morte perinatale. I figli delle mamme con una pressione alta erano anche quelli che avevano una probabilità maggiore di essere sottoposti a terapia intensiva neonatale o seguiti dall'unità speciale di cura, infine, presentavano mediamente un basso peso alla nascita.

Questi nuovi dati evidenziano ancora una volta quanto sia importante tenere sotto controllo la pressione, in particolar modo durante la gravidanza. Per prevenire la pressione alta in gravidanza si possono seguire alcuni semplici consigli: in caso di obesità o sovrappeso, prima di una gravidanza è opportuno diminuire il peso corporeo; fate un moderato esercizio fisico (20-30 min) almeno tre volte alla settimana; bevete 2 litri di acqua al giorno; evitare lo stress; limitare il consumo di caffè, alcolici e, quando possibile, l'aggiunta di sale negli alimenti (il sale è già presente naturalmente negli alimenti e in molti casi non serve aggiungerne); optate per gli alimenti freschi rispetto a quelli industriali (quest'ultimi contengono spesso molto sale).

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