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Pillola abortiva: maggior rischio di morte ?

Pillola abortiva, maggior rischio

Da un'analisi condotta in America è emerso che l'aborto mediante la pillola RU-486, potrebbe avere un rischio di mortalità per la paziente 10 volte superiore alle tecniche chirurgiche tradizionali.

I dati relativi a questa analisi medica sono stati pubblicati sul New England Journal of Medicine, una fra le più autorevoli riviste del mondo in campo medico. Lo studio che analizza l'incidenza della pillola abortiva sulla mortalità della donna è stato esaminato su un editoriale di M. Greene, direttore di ostetricia al Massachusetts General Hospital di Boston.

Nell'articolo si evidenzia come a parità di età della gestante, la mortalità per aborto con la pillola RU-486 è fino a 10 volte maggiore rispetto alle tecniche chirurgiche, altri specialisti però non concordano con i dati raccolti.

Nel periodo che va dal 2003 al 2005, negli Stati Uniti si sono registrati 4 casi di decesso per infezione uterina da Clostridium sordellii in seguito all'interruzione di gravidanza con pillola abortiva. Secondo Marc Fisher, i 4 casi riscontrati dimostrano che esistono dei rischi di infezione legati all'interruzione di gravidanza mediante pillola abortiva come ce ne sono nel caso degli aborti chirurgici. Questi casi non dimostrano che ci sono degli effetti collaterali legati al farmaco ma associati alla procedura abortiva nel suo complesso.

Il batterio che ha provocato il decesso delle 4 gestanti è presente in natura nella vagina umana, finche sta in questo ambiente non comporta nessun problema per la salute della donna. Rimane da spiegare come questo sia riuscito a raggiungere l'utero, condizione che ha provocato la morte delle pazienti.

Il portavoce dell'azienda che produce e distribuisce la pillola RU-486 negli Usa, ha evidenziato che fino ad ora non è stato ancora stabilito nessun legame fra i decessi e la terapia con la pillola abortiva.

L'aspetto della vicenda che desta più scalpore è il fatto che tutte le pazienti non erano persone a rischio. Le donne erano tutte giovani e sane e le procedure di aborti sono state condotte in modo impeccabile, la morte è avvenuta molto rapidamente subito dopo aver contratto l'infezione.

Questa ricerca non sembra essere l'unica ha evidenziare degli aspetti negativi sulla pillola abortiva. C'è uno studio che ha analizzato la tollerabilità della pillola. Secondo una metanalisi i cui Autori sono del Centro Cochrane cinese, sulla base di 101 studi pubblicati hanno evidenziato con la RU-486 più emorragie, più dolore, più febbre e vertigini ed una durata delle perdite di sangue 6 volte e mezzo più prolungata rispetto a quelli riscontrati con la procedura chirurgica.

Anche sotto l'aspetto economico non vi sono dei vantaggi rilevanti. In America l'aborto mediante la pillola costa circa 487 dollari contro i 468 di quello chirurgico, questo perché la paziente deve recarsi in ospedale più di una volta.

Un altro punto a sfavore della pillola è la durata della procedura che richiede ben tre giorni. In giro si sente dire che questa pillola è a tutela della salute della donna, però forse si sta sottovalutando un aspetto importante come è quello psicologico.

La prima fase serve a bloccare i recettori del progesterone, l'ormone che sviluppa il tessuti uterino. Dopo 48 ore, una volta che l'embrione è morto, si procede con la seconda fase che serve per espellerlo. La durata complessiva è di tre giorni, un tempo che potrebbe essere interminabile considerando già il tempo precedente che ha portato la donna a prendere una scelta così difficile in quanto quello che stanno per perdere è un figlio.

Un'altra cosa che non si capisce su questa questione è come mai in questo periodo se ne parli così tanto. Già vent'anni fa in Italia il professor Pier Giorgio Crosignani sperimentò l'uso della pillola abortiva Ru486. La sperimentazione durò circa tre anni senza alcun problema, in quel periodo furono coinvolte circa 200 donne. Al termine della sperimentazione però non segui nessuna richiesta ufficiale anche perché il medico era sicuro che non sarebbe stata accolta dal ministero della salute. In quel periodo nessun centro medico italiano appoggio il professore per l'adozione della pillola abortiva cosa che oggi invece sembra essere diventato un bisogno impellente viste tutte le richieste che vengono fatte.

Anche il professore Pier Giorgio Crosignani ritornando sull'aspetto psicologico dell'aborto, ha evidenziato che quasi il 50% delle donne che durante la sperimentazione aveva deciso di interrompere la gravidanza non volevano adoperare la pillola. L'intervento chirurgico può sembrare in apparenza più duro ma finisce tutto in poco tempo. Con la pillola invece l'aborto è più duro e anche secondo il medico c'è più invasività psicologica.

A parte i quattro casi di morte che necessitano ulteriori approfondimenti, se riassumiamo tutti questi aspetti dimostrati clinicamente come tasso di insuccessi di 2,7 volte superiore rispetto all'aborto chirurgico, più emorragie, più dolore, più febbre e vertigini ed una durata delle perdite di sangue 6 volte e mezzo più prolungata, l'agonia legata all'aborto mediante la pillola abortiva di tre giorni con ripercussioni psicologiche sulla donna, sono veramente aspetti che portano a tutelare maggiormente la salute della donna ?

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