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Ippocastano - piante officinali ed erbe medicinali - Piante officinali e erbe, scheda e informazioni per Ippocastano - Nome botanico: Aesculus hippocastanum L.

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Piante officinali e erbe: Ippocastano

Ippocastano (Piante officinali)

Nome botanico: Aesculus hippocastanum L.
Famiglia pianta: Hippocastanaceae

Descrizione

La pianta, chiamata anche Castagno d'India, è originaria dell'Europa orientale. Oggi cresce è coltivata ovunque, anche a scopo ornamentale. Si tratta di un albero maestoso alto fino a 20-25 m con foglie digitate, frutti con lunghi aculei e semi a forma di castagna, liscia e globosa.

Tempo balsamico: i semi (marroni o castagne d'India) si raccolgono in autunno (settembre-ottobre) a maturazione completa del frutto. Si tagliano a pezzi e si essiccano al sole o a temperatura non superiore a 55° C. Si conservano in sacchetti di carta o tela.

Attività principali e impiego terapeutico

Si dice che tenere una castagna d'India in tasca porti fortuna ! In medicina popolare venivano utilizzate le foglie per tisane contro la tosse.

Conoscenze scientifiche

In fitoterapia della pianta si utilizzano i semi (le castagne d'India), ricche in saponine triterpeniche (la cui miscela è chiamata comunemente "escina"), glucosidi cumarinici, procianidine, tannini e flavonoidi. Presente in Farmacopea Ufficiale In particolare è stato dimostrato che l'Ippocastano aumenta la resistenza capillare, riduce la permeabilità capillare e ha un'azione antinfiammatoria e di drenaggio linfatico;inoltre offre la possibilità di intervenire sul ricambio elettrolitico locale favorendo la rimozione di liquidi interstiziali accumulatisi (azione antiedema). Indicato in disturbi da insufficienza venosa periferica (gonfiori, pesantezza, dolori, prurito ecc.), varici e sindromi postflebitiche, emorroidi, cellulite e fragilità capillare. È presente in specialità medicinali. La preparazione d'uso corretta è rappresentata dagli estratti secchi titolati e standardizzati in saponine.

Avvertenze

Non esistono dati sulla efficacia e sicurezza delle tinture e gemmoderivati. Alte dosi di escina possono provocare danni sul glomerulo e sul tubulo renale È stato descritto un caso di malattia autoimmune (sindrome "pseudolupus") dopo assunzione di un'associazione di Ippocastano, fenopirazone e piante contenenti glucosidi cardioattivi. Per la presenza di curarine ad attività antitrombotica teoricamente sono possibili interazioni con farmaci antiaggreganti o anticoagulanti.

Livelli di tossicità: considerato relativamente pericoloso, soprattutto per i bambini, per le persone oltre i 55 anni e per coloro che ne assumono quantità superiori a quelle consigliate, per lunghi periodi di tempo.

Gravidanza ed allattamento: va usato con cautela in gravidanza soprattutto nel primo trimestre perché potrebbe avere effetti imprevedibili.

Neonati e bambini: è rischioso somministrare qualsiasi preparato a base di piante medicinali a bambini sotto i due anni d'età.

Note sull'utilizzo delle piante medicinali

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