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Proverbi e modi di dire: Vuol - Detti e proverbi italiani con la parola: Vuol - A cacciare un morto ce ne vuol quattro; a cacciare un vivo ce ne voglion ventiquattro

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Proverbi, modi di dire e detti con la parola: Vuol

A cacciare un morto ce ne vuol quattro; a cacciare un vivo ce ne voglion ventiquattro.

A chi Dio vuol bene la casa gli piace.

A chi vuol far del male, non gli manca mai occasione.

A chi vuol male, né la casa né il focolare.

All'ufficio del Comune, tristo o buono, ce ne vuol uno.

Alla porta dell'avvocato non ci vuol martello.

Altro che fischio vuol la pecora.

Amore vuol fede, e fede vuol fermezza.

Bisogna star con lui un verno e un'està, chi vuol saper di quel ch'e' sa.

Buon cavallo e mal cavallo vuole sprone, e buona femina e mala femina vuol bastone.

Caval rognoso non vuol lasciarsi strigliare.

Chi bella donna vuol parere, la pelle del viso gli convien dolere.

Chi biasima vuol comprare.

Chi cerca fare impiastro, sa dove lo vuol porre.

Chi ci vuol bene ci lascia piangendo, chi ci vuol male ci lascia ridendo.

Chi del suo vuol esser signore, non entri mallevadore.

Chi di lontano si va a maritare, sarà ingannato o vuol ingannare.

Chi fa l'altrui mestiere (o chi esce fuor del suo mestiere) fa la zuppa nel paniere (oppure chi vuol far l'altrui mestiere).

Chi fila grosso, si vuol maritar tosto; chi fila sottile, si vuol maritar d'aprile.

Chi getta un seme lo deve coltivare, se vuol vederlo con il tempo germogliare.

Chi ha a far con Tosco, non vuol esser losco.

Chi ha bocca vuol mangiare.

Chi la vuol calda e chi la vuol fredda.

Chi le vuol fare, non le dice.

Chi mi vuol bene mi fa arrossire, e chi mi vuol male mi fa imbianchire.

Chi mi vuol bene mi lascia piangendo, e chi mi vuol male mi lascia ridendo.

Chi minaccia, non vuol dare.

Chi non vuol bene alle bestie, non vuol bene neanche ai cristiani.

Chi non vuol briga con alcuno, offenda ognuno.

Chi non vuol durar fatica in questo mondo, non ci nasca.

Chi non vuol essere in libertà, possa essere schiavo in Barberìa.

Chi non vuol far fatica, in questo mondo non vi nasca.

Chi non vuol far quel che puole, gl'intervien quel che non vuole.

Chi non vuol lavorare, si adatti a mendicare.

Chi non vuol perdere, non giochi.

Chi non vuol piedi sul collo non s'inchini.

Chi non vuol rendere, fa male a prendere.

Chi non vuol ubbidire ai genitori, ubbidirá al carceriere.

Chi ringrazia, non vuol obblighi.

Chi si vuol bene s'incontra.

Chi si vuol bene, poco luogo tiene.

Chi si vuol riaver, non giochi più.

Chi sta discosto, non vuol giostrare.

Chi ti vuol male ti liscia il pelo.

Chi troppo frena gli occhi, vuol dire che gli sono scappati.

Chi va all'acqua d'agosto, non beve, o non vuol bere il mosto .

Chi vuol bella famiglia cominci dalla figlia.

Chi vuol ben dal popolo, lo tenga scusso.

Chi vuol ben pagare, non si cura di bene obbligare.

Chi vuol ben parlare, ci deve ben pensare.

Chi vuol ben principiare alcuna cosa, vada al Fiorentino.

Chi vuol bene a madonna vuol bene a messere.

Chi vuol bene vede da lontano.

Chi vuol conoscere un buon scrittore, gli dia la penna in mano.

Chi vuol conservare un amico, osservi tre cose: l'onori in presenza, lo lodi in assenza, l'ajuti ne' bisogni.

Chi vuol contento il cuore ami il suo creatore.

Chi vuol dell'acqua chiara vada alla fonte.

Chi vuol di vena un granajo lo semini di febbraio.

Chi vuol dir mal d'altri, pensi prima di lui.

Chi vuol esser ben servito, muti spesso.

Chi vuol esser discreto conosca bene altrui.

Chi vuol esser discreto, celi il suo segreto.

Chi vuol essere amato convien che ami.

Chi vuol essere stimato, stimi se stesso.

Chi vuol far bene i suoi fatti, stia zitto e non gracchi.

Chi vuol far della roba, esca di casa.

Chi vuol far la bella famiglia incominci dalla figlia.

Chi vuol fare onore all'amico, ciccia di troja e legna di fico.

Chi vuol fare, non dorme.

Chi vuol farsi amare, amabile deve diventare.

Chi vuol gastigare un matto gli dia moglie.

Chi vuol giusta vendetta, in Dio la metta.

Chi vuol godere la festa, digiuni la vigilia.

Chi vuol l'amore celato lo tenga bestemmiato.

Chi vuol la casa monda, non tenga mai colomba.

Chi vuol lavor gentile, ordisca grosso e trami sottile.

Chi vuol lavor mal fatto, lo paghi innanzi tratto.

Chi vuol lavoro degno, assai ferro e poco legno.

Chi vuol male ai suoi non può voler bene agli altri.

Chi vuol provar le pene dell'inferno, d'estate il fabbro e l'ortolan d'inverno.

Chi vuol quaresima corta, faccia debiti da pagare a Pasqua. Compra il letto d'un gran debitore.

Chi vuol riposare, convien travagliare.

Chi vuol saldar piaga, non la maneggi.

Chi vuol saper la verità, lo domandi alla purità.

Chi vuol sapere quel che il suo sia non faccia malleverìa.

Chi vuol scusare i propri errori, erra di bel nuovo.

Chi vuol star bene, non bisogna partirsi da casa sua.

Chi vuol troppo provare, nulla prova.

Chi vuol trovar la gallina, scompigli la vicinanza.

Chi vuol veder discortesia, metta il villano in signoria.

Chi vuol vedere il bambino fiorito, non lo levi dal pan bollito.

Chi vuol vedere il bel figliuolo, sia rinvolto nel cenciuolo.

Chi vuol vedere il padrone, guardi i servitori.

Chi vuol vedere quel che ha da essere, veda quello che è stato.

Chi vuol vedere un uomo (o una donna) da poco, lo metta a accendere il lume e il fuoco.

Chi vuol vin dolce non imbotti agresto.

Chi vuol vincere l'Inghilterra, cominci dall'Irlanda.

Chi vuol viver sano e lesto, mangi poco e ceni presto.

Chi vuol viver senza pensieri, ne ha più degli altri.

Chi vuol vivere e star bene, prenda il mondo come viene.

Chi vuol vivere e star sano, dalle donne (o dai parenti) stia lontano.

Chi vuol' ire alla guerra o accasarsi, non ha da consigliarsi.

Chi vuol, vada; e chi non vuol, mandi.

Chi è brutta, e bella vuol parere, pena patisce, per bella parere.

Ci vuol molta fatica a salir sulla ruota della fortuna.

Corte romana non vuol pecora sana.

Cuor determinato, non vuol esser consigliato.

Debito vuol dir credito.

Dolce vivanda vuol salsa acerba.

Dove non va acqua ci vuol la zappa.

E' buon comprare quando altri vuol vendere.

Furbo, vuol dir minchione.

Gallina vecchia vuol galletto giovane.

Giudice e scrivano vuol tenere il piede in mano.

Gran nave vuol grand'acqua.

Guardisi d'invecchiare chi non vuol tornar fanciullo.

Il buono ufficiale vuol aver due cose, mano larga e brachetta stretta.

Il lino per San Bernardino (20 maggio) vuol fiorire alto o piccino.

Il porco vuol mangiare sporco e dormire pulito.

L'innamorato vuol essere solo, savio, sollecito e segreto.

L'occhio vuol la sua parte (o la sua diritta).

L'ulivo benedetto, vuol trovare pulito e netto.

L'uovo ne vuol saper più della gallina.

La Corte Romana non vuol pecora senza lana.

La gallina che sta nel pollaio, è segno che vuol bene al gallo.

La lite vuol tre cose, piè leggiero, poche parole e borsa aperta.

La morte non vuol colpa.

La ragione vuol l'esempio.

Lo sbadiglio non vuol mentire,

Madre vuol dire martire.

Non c'è peggior sordo di chi non vuol sentire.

Non da chi tiene, ma da chi vuol bene.

Non mancò giammai da fare a chi ben vuol trafficare.

Non si vuol pigliare tutte le mosche che volano.

Occhi bassi e cuor contrito, la bizzoca vuol marito.

Ogni male vuol giunta.

Ogni molino vuol la sua acqua.

Ogni parola non vuol risposta.

Ogni pazzo vuol dar consiglio.

Ogni polledro vuol rompere la sua cavezza.

Ognuno vuol meglio a sé che agli altri.

Per chi vuol essere libero non c'è catena che tenga.

Qualche volta si vuol dar passata.

Quando Dio vuol punire un uomo, spesso si serve dell'altr'uomo.

Quando Fermo vuol fermare, tutta la Marca fa tremare.

Quando il gallo canta fuor d'ora o vuol piovere, o piove, allora il bel tempo va in malora.

Quando nevica a minuto, la si vuol fare insino al buco.

Quando si vuol bene si ha sempre paura.

Ruina non vuol miseria.

Servire e non gradire, aspettare e non venire, stare a letto e non dormire, aver cavallo che non vuol ire e servitore che non vuole obbedire, esser in prigione e non poter fuggire, essere ammalato e non poter guarire, smarrir la strada quando un vuol ire, stare alla porta quando un non vuol aprire, avere un amico che ti vuol tradire, son dieci doglie da morire.

Sopporta e appunta un mal, chi non vuol giunta.

Tre cose simili; prete, avvocato e morte. Il prete toglie dal vivo e dal morto; l'avvocato vuol del diritto e del torto; e la morte vuole il debole e il forte

Un cuor magnanimo vuol sempre il bene anche se il premio mai non ottiene.

Vanga e zappa non vuol digiuno.

Vuol dire: lasciarsi la sua libertà, ciascuno; fabbricare fra te e l'amico un muro, ma che abbia il suo uscio.


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