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Antibiotico per cistite: un rimedio a volte inutile

Cistite cura

Il Monuril e il Ciproxin, due antibiotici usati per curare la cistite, potrebbero essere dei rimedi non necessari che contribuirebbero ad incrementare il rischio di colonie di germi e batteri antibiotico-resistenti. Stando ad alcune indagini condotte dalla Società italiana di Urologia (SIU), in circa il 40 per cento dei casi di cistite si fa un uso inappropriato di questa classe di farmaci. Gli esperti evidenziano che non è quindi tutta colpa dell'influenza, anche l'uso sconsiderato degli antibiotici per curare le infezioni dell'apparato urinario (non solo da parte dei pazienti che adottano delle cure fai da te ma anche di alcuni medici di famiglia), possono nel tempo minare l'efficacia di queste terapie. È proprio per questo motivo che attualmente, in Italia, ben un batterio su due è resistente ai fluorochinoloni.

In caso di cistite ricorrente, un problema abbastanza comune nelle donne in età fertile, si può commettere l'errore di sottovalutare il problema affrontando la situazione autonomamente. In questi casi, anche se non è facile quantificare il fenomeno, capita sovente che la donna ricorra all'antibiotico prescritto dal medico la volta precedente. Gli esperti spiegano però che la cistite, come la febbre, in realtà è solo un "sintomo". Prima di trovare un rimedio è quindi importante individuare le cause dell'infiammazione e, innanzitutto, risolvere quelle.

Abbastanza frequentemente, ma non sempre, le cause del problema partono da alcune condizioni, quali ad esempio stitichezza o diarrea, che favoriscono il passaggio in vescica dei batteri intestinali (come l'escherichia coli). Negli ultimi anni si sta assistendo anche ad un incremento dei casi di cistite da Klebsiella, l'origine di questo batterio potrebbe essere di tipo alimentare e la colpa si suppone risieda nella massiccia somministrazione di antibiotici agli animali.

Dolore durante la minzione, maggiore frequenza urinaria (poliuria), dolore sovrapubico, sensazione di ingombro e di peso, sono alcuni dei sintomi caratteristici della cistite. In determinate circostanze ci può anche essere la presenza di sangue nelle urine (ematuria), condizione potenzialmente riconducibile ad una cistite emorragica. Ai primi campanelli d'allarme è importante consultare il proprio medico, che prescriverà gli esami più appropriati e, nei casi in cui la situazione clinica non sia ben chiara, valuterà se condurre ulteriori indagini prescrivendo una visita specialistica.

Antibiotico per cistite

Il trattamento delle infezioni del tratto urinario, caratterizzate dall'infiammazione della vescica, può prevedere la somministrazione di antibiotici ma, come abbiamo accennato, a volte si possono commettere degli errori. Alcune forme di cistite hanno intensità modesta, in genere il primo accorgimento è quindi quello di bere molta acqua al fine di diluire la carica batterica e regolarizzare l'intestino. Se dopo 24-48 ore il problema non accenna a diminuire, il medico decide se intervenire con gli antibiotici.

Nei casi di cistite episodica, in linea di massima il problema si auto risolve. Se però i sintomi non accennano a ridursi di intensità, è importante individuare il germe coinvolto in modo da prescrivere l'antibiotico più appropriato che dovrà essere assunto attenendosi scrupolosamente alla posologia. Le dosi e i tempi per l'assunzione di un farmaco sono infatti una parte molto importante della prescrizione medica, se non si rispettano tali indicazioni c'è infatti il rischio di favorire una resistenza al principio attivo del medicinale. Vi è inoltre una maggiore probabilità di danneggiare la flora batterica intestinale normale, molto importante per il nostro benessere.

Sono diversi gli specialisti che concordano sul fatto che in assenza di febbre alta, dai 38 gradi in su, potrebbero essere sufficienti dei rimedi naturali per la cistite. In fase di diagnosi, nei casi di cistite ricorrente, può essere utile una visita ginecologica per escludere un'eventuale vaginite. Tramite ecografia si può invece escludere l'eventuale presenza di calcolosi urinaria, piccoli ascessi o ristagno delle urine. In assenza di altri sintomi, si può fare a meno degli antibiotici in caso di batteriuria, la presenza di significative quantità di batteri nelle urine. In quest'ultimo caso può infatti essere sufficiente una terapia a base di acidificanti urinari e antinfiammatori.

Ciproxin per cistite

Ciproxin per cistite

In caso di sospetta cistite il medico prescrive prima di tutto l'urinocoltura, un esame diagnostico che ha lo scopo di rilevare l'eventuale presenza di microorganismi nelle urine. A questo si può poi affiancare l'antibiogramma (spesso abbreviato con la sigla ABG), un esame in vitro che consente di valutare se un particolare microorganismo è sensibile ad un determinato antibiotico. Dopo la lettura del referto il medico valuta la scelta del medicinale migliore, questa fase è molto importante perché alcuni microrganismi sono diventati resistenti ad alcuni trattamenti e sarebbe quindi inutile sottoporre il paziente a terapie inefficaci.

Alcuni germi alla base delle infezioni delle vie urinarie, come l'Escherichia Coli, possono essere eliminati con una buona percentuale di successo mediante il Ciproxin. Anche se è vero che diversi ceppi sono oggi diventati resistenti, una terapia con Ciprofloxacina può dare ancora ottimi risultati . Se quindi il medico prescrive tale cura è necessario seguire le sue indicazioni. Se il problema viene sottovalutato, c'è il rischio che i germi possano colonizzare altre aree portando a complicazioni quali ad esempio l'infezione pielonefritica.

L'antibiotico Ciproxin, commercializzato in Italia dalla casa farmaceutica Bayer S.p.A., può essere acquistato in farmacia solo se si dispone della ricetta medica. Per trattare la cistite, il medico prescrive generalmente una pastiglia di Ciproxin 250 o Ciproxin 500, da prendere una o due volte al giorno, per un periodo di tempo che può variare dai 3 ai 21 giorni. Ogni caso è diverso, bisognerà quindi attenersi a quello che prescrive il medico curante in seguito alla visita. È importante evidenziare che questo farmaco non è raccomandato in gravidanza e allattamento.

Un aspetto spesso sottovalutato anche da alcuni specialisti è la farmacocinetica dei farmaci. Per quanto riguarda la Ciprofloxacina, la somministrazione è di tipo biquotidiano. In caso di un dosaggio giornaliero da 500 mg, bisognerebbe quindi assumere due pastiglie da 250 mg. Gli esperti spiegano che una delle possibili cause della resistenza batterica è che la posologia dei fluorochinoloni di III generazione viene, non di rado, adattata da medici e pazienti senza tenere conto delle raccomandazioni e della farmacocinetica.

In linea di massima, nei casi di cistite acuta non complicata, le indicazioni terapeutiche per la Ciprofloxacina prevedono una posologia orale (par adulti) di 250-500 mg/die suddivisi in 2 somministrazioni per 3 giorni. Generalmente i sintomi iniziano a diminuire dopo 2 -3 giorni. Nei casi di cistite complicata, la terapia empirica orale per adulti può prevedere anche dei dosaggi di 1000-1500 mg/die divisi in 2 somministrazioni per 5 o più giorni (a seconda delle condizioni cliniche del paziente). Salvo casi particolari, 5 giorni di terapia dovrebbero essere sufficienti per eliminare eventuali germi sensibili.

Ad oggi, il Ciproxin può essere considerato uno dei farmaci per cistite più efficaci, non è però l'unico e ne esistono molti altri equivalenti a base di Ciprofloxacina.

Monuril per cistite

Monuril per cistite

Un altro farmaco utilizzato per curare principalmente una serie di patologie collegate alle infezioni urinarie è il Monuril. Come spiegato in precedenza, il trattamento per la cistite andrebbe scelto in base ai risultati dell'antibiogramma. Se si rilevano dei batteri sensibili alla fosfomicina, il principio attivo del Monuril, si prescrive tale antibiotico. In certi casi il medicinale può comunque essere prescritto senza particolari accertamenti perché ha un'azione ad ampio spettro. Si acquista in farmacia, dietro presentazione di una ricetta medica, ad un costo che può variare dagli 11 ai 14 euro. Sebbene sia un farmaco mutuabile, si può risparmiare scegliendo un medicinale equivalente il cui prezzo può essere all'incirca della metà (6-7 euro).

Questo medicinale viene di norma prescritto nelle situazioni in cui la cistite non rappresenta un caso complicato (infezioni acute ma non complicate delle vie urinarie inferiori). A volte, anche se non tutti concordano con questa pratica, viene prescritto come primo antibiotico nell'attesa di altri esami colturali di approfondimento e dell'antibiogramma. Si trova nella forma di granuli e va assunto per via orale. Solitamente è sufficiente una sola bustina di Monuril, solo nei casi di infezioni più gravi il medico raccomanda l'assunzione di un'altra bustina a distanza di ventiquattro ore dalla prima. In genere sono necessarie due somministrazioni negli anziani allettati e nei casi di infezioni ricorrenti.

Anche se la maggior parte delle persone riesce a risolvere in breve tempo il problema della cistite, non bisogna preoccuparsi se dovessero persistere alcuni sintomi anche dopo l'assunzione della dose iniziale. Generalmente, al massimo in 3 giorni, dovrebbe eliminare i principali disturbi. Se il problema non si risolver dopo 72 ore si consiglia di contattare il medico curante.

Esistono alcuni consigli per massimizzare l'effetto della medicina: uno riguarda l'orario dell'assunzione e l'altro l'assunzione di cibi. Il contenuto della bustina può essere disciolto in acqua, nessuno però vieta di utilizzare un'altra bevanda quale te, camomilla o una tisana. Il Monuril andrebbe preso a stomaco vuoto, circa 2 ore dopo i pasti e almeno 1 ora prima di un pasto. Questo serve per evitare che il cibo assunto possa interferire con l'assorbimento dell'antibiotico. In questo caso non ci sarebbe una riduzione quantitativa del principio attivo, ma si ritarderebbe la sua assunzione. Il momento migliore della giornata è alla sera dopo aver svuotato la vescica, poco prima di andare a letto. In questo modo il farmaco può agire più efficacemente contro l'infezione e permane con una concentrazione maggiore per diverse ore nell'organo dove è in corso l'infezione.

Per quanto riguarda gli effetti collaterali, si tratta di un antibiotico ben tollerato. In rarissimi casi si possono però presentare disturbi quali: nausea, diarrea e bruciori a livello gastrico. Questo farmaco non è esente dal fenomeno della resistenza batterica, risulta quindi non adatto in caso di infezioni gravi dove bisogna effettuare dei trattamenti prolungati.


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