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Tumore del rene, sopravvivenza e immunoncologia - Grazie all'immunoncologia si può migliorare la percentuale relativa alla sopravvivenza dopo un intervento di tumore del rene

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Tumore del rene, sopravvivenza e immunoncologia

Tumore del rene e sopravvivenza

Grazie all'immunoncologia si può migliorare la percentuale relativa alla sopravvivenza dopo un intervento di tumore del rene. Il carcinoma a cellule renali è una forma neoplastica non frequente ma comunque abbastanza diffusa, rappresenta circa il 3 per cento di tutti i tumori e il 90 per cento di quelli a carico di quest'organo. Nel 2015, solo nel nostro Paese, sono stati diagnosticati 10.400 nuovi casi, un numero non trascurabile che sale a più di 100 mila se si osservano i dati a livello europeo. In più della metà dei casi il tumore al rene viene scoperto per caso nel corso di controlli prescritti al paziente per altri motivi, sebbene alcune volte questo permette di individuare la neoplasia in una fase precoce, in circa un caso su quattro la si scopre quando è in uno stadio avanzato (questo perché spesso la malattia è asintomatica). Come per altre forme tumorali, l'immunoterapia potrebbe rivoluzionare le cure con notevoli vantaggi non solo per la sopravvivenza ma anche per la qualità della vita.

Attualmente, anche se ci sono nuove speranze all'orizzonte come l'immunoncologia, la nefrectomia radicale (l'asportazione completa del rene) è la sola terapia che dà la possibilità di guarire un paziente affetto da tumore maligno del rene. Questo tipo di intervento è, per il momento, la soluzione più usata in caso di cancro limitato all'organo e a un solo rene. La sopravvivenza a 5 anni nei pazienti con malattia localizzata si attesta intorno all'80 per cento, in caso di metastasi scende però al 12 per cento. In caso di lesioni confinate al rene, che non superano i 7 cm, la sopravvivenza a cinque anni si attesta intorno al 95 per cento. La sopravvivenza a 5 anni dall'intervento può variare notevolmente a seconda dei casi, mediamente può però superare il 70 per cento.

Si sente spesso parlare di sopravvivenza dopo la diagnosi di tumore, spediamo alcune parole per capire meglio cosa rappresenta. Questo è un indicatori che consente di valutare la gravità della malattia sulla base di studi epidemiologici e l'efficacia del sistema sanitario. Permette di calcolare quanto sopravvivono in media le persone che sono affette da un cancro con determinate caratteristiche al momento della diagnosi. Questo indice è notevolmente influenzato non solo dalla terapia ma anche dalla diagnosi precoce. La sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi è ormai entrato nell'uso comune, per valutare la condizione del paziente durante i cinque anni successivi alla diagnosi e alla cura gli esami di controllo sono piuttosto ravvicinati, superato questo periodo (salvo casi particolari) gli esami vengono invece distanziati in quanto le probabilità di una recidiva diminuiscono notevolmente.

Nella maggior parte dei casi, attualmente, il cancro al rene viene curato attraverso tre opzioni chirurgiche:

Nefrectomia parziale: se il tumore al rene viene scoperto in una fase iniziale, il paziente può beneficiare della chirurgia conservativa renale. Questa tecnica permette di conservare parte della funzione renale asportando esclusivamente la massa tumorale.

Nefrectomia radicale: se il tumore viene individuato quando si trova in uno stadio avanzato, può essere necessaria l'asportazione chirurgica completa del rene malato, della ghiandola surrenale adiacente e i linfonodi loco-regionali.

Tecniche chirurgiche mini-invasive: queste tecniche (laparoscopiche e/o robotiche), che sono ormai adoperate in molti centri, permettono di ottenere ottimi risultati oncologici (paragonabili alle altre tecniche) ma con ulteriori vantaggi relativi ad esempio alla convalescenza ospedaliera (in media dalle 24 alle 48 ore), ottimo controllo del dolore, tempi di recupero più brevi e cicatrici molto piccole.

Se un tumore al rene viene diagnosticato quando ha già dato luogo a metastasi si interviene con la chemioterapia, purtroppo in questo caso i risultati sono parziali in quanto la malattia si trova già in uno stadio molto avanzato. Fra i farmaci più efficaci in questo frangente troviamo la Vinblastina, il CCN, Il fluorouracile (5-fluorouracile, 5-FU o fluoruracile)e l'ifosfamide.

Per il futuro gli oncologi nutrono grandi speranze nell'immunoterapia, un tipo di cura che punta ad attivare il sistema immunitario del malato contro il cancro. Attualmente sono già stati ottenuti importanti risultati con l'interleuchina 2, l'interferone alfa e le cellule LAK. L' interferone-alfa e l'interleuchina-2 (IL-2) possono ridurre la crescita del carcinoma renale anche metastatico.

Buoni risultati anche con il Nivolumab, un medicinale antitumorale approvato negli Usa e in Europa per il trattamento dei pazienti con carcinoma a cellule renali avanzato precedentemente trattati. Dai dati di uno studio sperimentale di fase III emerge che l'utilizzo di questo farmaco incrementa del 27 per cento la sopravvivenza rispetto al trattamento con le cure convenzionali. Questi nuovi approcci terapeutici sono molto importanti considerando che nel cancro al rene la chemioterapia e la radioterapia non hanno mai dato risultati soddisfacenti. In un altro studio, sempre relativo al Nivolumab, si è osservato un notevole incremento dei pazienti vivi, a 3 anni era ancora vivo il 44 per cento del campione trattato. Oltre ad un incremento della sopravvivenza sono stati rilevati notevoli miglioramenti dei sintomi legati alla malattia e della qualità di vita. In futuro ulteriori prospettive potrebbero arrivare anche dalla combinazioni di più farmaci come ad esempio il Nivolumab con l'Ipilimumab (Yervoy).

Sintomi tumore del rene

Come accennato precedentemente il tumore del rene viene scoperto in modo occasionale in un'alta percentuale di casi, questo perché molto spesso non causa sintomi rilevabili ne dal paziente ne da una visita medica di routine. In molti casi capita che la neoplasia venga individuata nel corso di un'ecografia addominale fatta per altri motivi.

Quando presenti, il tumore del rene presenta tre sintomi classici: un dolore localizzato a livello lombare, una massa palpabile nell'addome ed ematuria (la presenza di sangue nelle urine). Questi tre sintomi raramente sono però presenti tutti contemporaneamente, solitamente accade solo in un paziente su dieci e, generalmente, sono la conseguenza di una malattia già in fase avanzata.

La presenza di sangue nelle urine è spesso il primo sintomo, l'ematuria può manifestarsi all'improvviso e successivamente scomparire per poi ripresentarsi in seguito. Non è però detto che questa situazione sia riconducibile al tumore al rene, potrebbero esserci anche altre cause (calcoli della vescica o dei reni, infezioni renali o del tratto urinario, effetto collaterale di qualche farmaco, ecc), in ogni caso è sempre opportuno consultare il proprio medico se si rileva la presenza di sangue nelle urine.

Altri effetti meno specifici che possono però essere la conseguenza di un carcinoma renale sono: perdita di peso, astenia (marcata stanchezza), febbre bassa ma persistente, anemia, ipertensione e ipercalcemia (un aumentato contenuto di Calcio nel sangue).


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