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Gravidanza, il feto sente lo stress materno dalla 17esima settimana - Lo stress vissuto dalla mamma nel periodo della gravidanza viene percepito dal futuro nascituro molto prima di quanto si pensasse fino ad oggi

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Gravidanza, il feto sente lo stress materno dalla 17esima settimana

Gravidanza: il feto sente lo stress materno

Lo stress vissuto dalla mamma nel periodo della gravidanza viene percepito dal futuro nascituro molto prima di quanto si pensasse fino ad oggi. Secondo un recente studio il feto è in grado di sentire lo stress materno già dalla diciassettesima settimana di gestazione.

I dettagli della ricerca condotta da alcuni studiosi dell'Imperial College di Londra sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Clinical endocrinology (Maggio 2007). Esaminando alcuni parametri come i livelli di cortisolo, spesso definito come "ormone dello stress" perché la sua produzione aumenta, appunto, in condizioni di stress, si sono ottenuti due risultati: si è dimostrato che il cortisolo è in grado di attraversare la placenta, raggiungere il feto, dopo i primi quattro mesi di gravidanza, allo stesso tempo si è evidenziato come i campioni di liquido amniotico possono essere una valida alternativa al sangue fetale che per essere prelevato richiede delle procedure invasive che mettono a rischio la vita del piccolo.

Lo studio ha coinvolto un campione di 267 donne incinta, di tutte le gestanti sono stati esaminati i campioni di sangue e liquido amniotico evidenziando una forte correlazione di livelli di cortisolo nei due prelievi. In base ai dati raccolti, quindi, si è concluso che il legame tra il cortisolo nel sangue materno e quello nel liquido amniotico può essere rinvenuto già dalla diciassettesima settimana.

Pampa Sarkar, responsabile della ricerca, spiega che prima della diciassettesima settimana la placenta fa passare meno cortisolo al feto. L'esperto evidenzia che quanto riscontrato è molto importante in quanto il loro studio è il primo che dimostra che il liquido amniotico può essere usato come alternativa a quelle analisi non prive di rischio ( pari all'un per cento di interruzione di gravidanza ) usata di solito per individuare eventuali anomalie cromosomiche come ad esempio la sindrome di Down.

Il passo successivo dei ricercatori sarà quello di verificare se i bambini maggiormente esposti al cortisolo durante lo sviluppo fetale possono in seguito presentare maggiori condizioni di stress.


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