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Dizionario dei Mostri della mitologia Greca ( Scilla ) - Misteri - Dizionario dei Mostri della mitologia Greca ( Scilla )

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Mostri della mitologia Greca ( Scilla )

Mostro marino della mitologia greca. Figlio di Forco o di Tritone ed Ecate, o di Lamia, o di Cratais. Mostruosa e minacciosa, aveva 12 piedi o tentacoli e 6 teste, ciascuna con tre fila di denti; abitava presso lo stretto di Messina, sulla costa calabra, di fronte allo scoglio di Cariddi e cercava di ingoiare i naviganti. Ulisse riuscì ad evitarla, ma non potè impedirle di divorare sei dei suoi compagni. Si narrava che Scilla avesse rubato i tori di Eracle e fosse stata poi uccisa dall'eroe. Forco le aveva ridato la vita, bruciandone e bollendone il corpo, e dopo la sua rinascita Scilla non temeva più neppure la regina degli Inferi. Versioni tardive affermavano che Scilla, un tempo bellissima, era stata trasformata in mostro a causa della gelosia di Anfritrite o di Circe, che Glauco aveva rifiutato per amore di lei.

Le raffigurazioni più diffuse di Scilla la mostrano con torso di donna che alla vita diveniva corpo di cane con due teste e finiva in coda di pesce o serpente marino. Era chiamato anche Tyrsene (l'etrusca).

Riferimenti artistici:

  • Rilievo melio del V secolo a.C. (British Museum)

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