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Carenza vitamina D e disturbi del sonno - In molti casi ci rendiamo conto di quanto sia importante dormire bene, e quanto sia difficile farlo, solo quando non riusciamo più a riposare adeguatamente

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Carenza vitamina D e disturbi del sonno

Rimedi naturali per dormire subito

In molti casi ci rendiamo conto di quanto sia importante dormire bene, e quanto sia difficile farlo, solo quando non riusciamo più a riposare adeguatamente. Non di rado ci si accorge dell'importanza di una cosa solo quando viene persa. Sebbene le ore di sonno e la qualità del riposo siano delle caratteristiche molto soggettive, che variano da persona a persona e possono subire dei cambiamenti in relazione all'età, ai fattori sociali e ambientali, quando ci sono degli elementi modificabili che alterano il riposo è importante individuarli per porvi rimedio così da migliorare il benessere quotidiano. Diversi studi hanno concluso che una carenza di vitamina D può causare l'insonnia, "curare" una condizione di ipovitaminosi D potrebbe quindi risolvere alcuni disturbi del sonno.

Negli ultimi anni i ricercatori hanno mostrato un crescente interesse nei confronti della vitamina D e del suo ruolo nella fisiologia, quasi tutti conoscono la sua capacità nel mantenere le ossa in salute ma i suoi effetti vanno ben oltre. Un livello adeguato risulta infatti importante anche per mantenere efficiente il sistema immunitario, per migliorare alcune funzioni del cervello, per la salute del cuore, ecc.. Maggiori informazioni potete trovarle nell'articolo: conseguenze di una carenza di vitamina D.

Generalmente, le persone che svolgono lavori stressanti o di grande responsabilità dormono meno ore, in parte anche a causa delle maggiori preoccupazioni. Dormire poco, di per se, non è però un problema, alcune persone si sentono infatti rigenerate riposando per poche ore. Il problemi iniziano a sorgere quando si dorme male o per un numero di ore minore rispetto a quelle necessarie per sentirsi riposati, in questi casi si accumula con il tempo un deficit di sonno (o debito di sonno), che può portare ad un affaticamento non solo fisico ma anche mentale. Tale condizione va quindi ad influenzare la vita quotidiana, l'umore e in generale la qualità della vita. Dormire bene, che non necessariamente vuol dire dormire per molte ore, è quindi fondamentale. In questa fase della giornata vengono attivati una serie di processi di rigenerazione, si fissano nella memoria informazioni ed esperienze fatte durante la veglia e, nei bambini, entrano in gioco aspetti fisiologici che favoriscono la crescita (l'ormone della crescita si sviluppa principalmente mentre si dorme).

Uno dei più noti disturbi del sonno è probabilmente l'insonnia. Si tratta di una condizione che generalmente porta ad addormentarsi la sera ma successivamente provoca un risveglio nel bel mezzo della notte, o fa svegliare troppo preso al mattino e non si riesce più a prender sonno. Se si hanno delle difficoltà ad addormentarsi, e da quando ci si corica a quando si prende sonno passano dai 30 minuti in su, si parla di insonnia iniziale, se invece uno riesce ad addormentarsi ma si sveglia durante la notte e non riesce a riprendere sonno prima di 30 minuti si è davanti ad una forma di insonnia centrale, infine, dei risvegli mattutini eccessivamente anticipati sono tecnicamente considerati insonnia terminale. Chi presenta questi disturbi si lamenta di avere un sonno leggero e di scarsa qualità. Situazioni sporadiche di insonnia possono essere del tutto normali a seconda del periodo della vita che si sta attraversando. Diventa però un problema clinico quando uno o più casi appena descritti si manifestano per tre o più noti a settimana e la difficoltà permane per oltre un mese.

Carenza vitamina D e disturbi del sonno

Come detto, sono diversi gli studi che hanno messo in evidenza un possibile legame tra l'assunzione di vitamina D e un miglioramento della qualità del sonno. La prima ricerca che andiamo ad analizzare è quella pubblicata sulla rivista Nutritional Neuroscience (The effect of vitamin D supplement on the score and quality of sleep in 20-50 year-old people with sleep disorders compared with control group - Doi: 10.1080/1028415X.2017.1317395). Stando ai risultati degli esperti, se si fatica a dormire la notte, un supplemento di vitamina D potrebbe migliorare la situazione.

La conclusione è frutto di un'indagine che ha coinvolto un campione di 89 persone, con un'età compresa tra i 25 e i 50 anni, che presentavano alcuni disturbi del sonno. Prima di iniziare la terapia, e una volta ultimata, tutti dovevano compilare un questionario utile per valutare la qualità del sonno e altri elementi utili all'indagine (tipo di dieta, attività fisica, ecc.). Circa la metà del campione, 44 partecipanti, per un periodo di otto settimane, ha assunto un integratore di vitamina D (pari a 50.000 U.I. di vitamina D3), agli altri è stato invece somministrato un placebo.

Incrociando tutte le informazioni si è così scoperto che, mediamente, le persone che avevano avuto una supplementazione di vitamina D mostravano, rispetto a quelle che avevano assunto il placebo, un incremento della qualità del riposo: una volta a letto si addormentavano con più facilità e la durata del sonno era maggiore. Questo non significa che tutte le persone con problemi di insonnia o altri disturbi del sonno devono assumere un surplus di vitamina D, non sempre il problema risiede in una ipovitaminosi D, ma non bisogna sottovalutare questa eventualità. Il pieno di vitamina D si può fare anche con una bella passeggiata all'aria aperta (per ulteriori informazioni può essere utile la seguente lettura: Come assumere la vitamina D).

Insonnia anziani

L'insonnia negli anziani è un problema abbastanza comune. Una ricerca coordinata da Ju Wan Kang dell'Università Yonsei (Seul, Corea), evidenzia che un buon apporto di vitamina D, superata una certa età, potrebbe migliorare la qualità del sonno. I risultati dello studio sono stati pubblicati su Journal of the American Geriatrics Society (Association Between Self-Reported Sleep Duration and Serum Vitamin D Level in Elderly Korean Adults - Doi: 10.1111/jgs.13148).

La ricerca coreana ha coinvolto un campione di 1614 anziani con un'età compresa tra i sessanta e gli ottant'anni. Almeno la metà di loro presentava una concentrazione ematica di calcitriolo, noto anche con la sigla 1,25(OH)2D (la forma attiva della vitamina D3), inferiore ai livelli considerati normali (per maggiori informazioni può essere utile leggere Carenza vitamina D: sintomi e cause). Incrociando varie informazioni raccolte, si è potuto constatare che chi era carente di vitamina D presentava una maggiore probabilità di soffrire di disturbi del sonno. Gli esperti spiegano che gli anziani, di solito, tendono a dormire di meno fisiologicamente, se però c'è una compromissione sia della durata che della qualità del sonno si è davanti ad una malattia.

Anche se i risultati di questa ricerca lasciano alcuni dubbi, non si comprende ad esempio se sia la carenza di vitamina D ad ostacolare il sonno o sia un sonno di scarsa qualità a disincentivare l'anziano ad uscire di casa (non stando all'aria aperta non si è esposti ai raggi solari e di conseguenza l'organismo non produce vitamina D3), altre indagini hanno dimostrato l'importanza di questa vitamina per un buon riposo.

Scrivania vicino alla finestra per dormire meglio

A lavoro, o quando si studia, la posizione della scrivania rispetto alla finestra potrebbe influire sul riposo. Il dato è emerso nel corso di un'indagine, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Sleep, che ha analizzato e studiato la qualità del sonno di 49 impiegati. Del totale dei lavoratori, 22 erano situati abitualmente vicino ad una finestra dalla quale entrava la luce del giorno e per diverse ore anche i raggi del sole, 27 erano invece collocati lontani dalle finestre in aree illuminate da luce artificiale.

Tutti i partecipanti sono stati sottoposti per diversi giorni all'actigrafia, un esame diagnostico utilizzato per studiare il sonno. Si tratta di un esame non invasivo che sfrutta un particolare strumento, noto come actigrafo, che ha la dimensione e la forma di un comune orologio da polso. I dati sono stati successivamente esaminati mediante il Pittsburgh Sleep Quality Index, una scala che misura in maniera retrospettiva la qualità e le eventuali alterazioni del sonno che hanno caratterizzato l'ultimo mese.

Analizzando i dati raccolti si è scoperto che le persone che avevano la fortuna di lavorare vicino alla finestra presentavano in linea di massima una qualità del sonno migliore, inoltre, dormivano mediamente 46 minuti in più a notte. Generalmente, queste persone risultavano essere anche più attive fisicamente e si ritenevano mediamente più felici rispetto ai colleghi che passavano più ore lavorative in ambienti con luce artificiale. Al contrario, chi lavorava in ambienti senza finestre,oltre ad una scarsa qualità del sonno presentava un minor vigore fisico.

Nel corso della ricerca si è inoltre constatato che la luce che dava i benefici maggiori era quella delle prime ore del giorno. Se quindi non si ha la fortuna di avere una scrivania vicino alla finestra, tempo e orario lavorativo permettendo, secondo gli autori si potrebbe sfruttare questa informazione per fare il "pieno di luce" prima di entrare a lavoro.

Un'ulteriore conferma dell'esistenza di un legame tra la vitamina D e la qualità del sonno arriva da un altro studio pubblicato sempre su Sleep (25-Hydroxyvitamin D Concentration and Sleep Duration and Continuity: Multi-Ethnic Study of Atherosclerosis - Doi: 10.5665/sleep.4914). Partendo dai dati provenienti dal NHANES (National Health and Nutrition Examination Survey), si è scoperto che una supplementazione di vitamina D è associata ad una riduzione del 16 per cento dei disturbi relativi alla continuità e alla qualità del sonno notturno.


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