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Da vitamina C benefici paragonabili ad attività fisica

Alimenti con vitamina C

La vitamina C, nota anche come acido ascorbico, si trova in diversi alimenti e può essere assunta come integratore, un buon apporto quotidiano da dei benefici paragonabili all'attività fisica. Nel corso di uno studio, condotto da un gruppo di ricercatori della University of Colorado, si è scoperto che un livello adeguato di vitamina C contribuisce a migliorare la salute del cuore delle persone obese analogamente a quanto farebbe l'attività fisica. I risultati dello studio sono stati presentati in occasione della 14esima conferenza dell'American Physiological Society (APS Communications Office - Vitamin C: The Exercise Replacement? - Settembre 2015).

Caitlin Dow, coautrice dello studio (Vitamin C Supplementation Reduces ET-1 System Activity in Overweight and Obese Adults), spiega che ricerche precedenti hanno dimostrato che i vasi sanguigni delle persone obese o in sovrappeso presentano una maggiore attività di una particolare classe di proteine, l'endotelina-1 (Et-1), che hanno un effetto vasocostrittore. Nel corso di alcune indagini si è inoltre rilevato che l'attività fisica contribuisce a riequilibrare i livelli di Et-1 riducendo il rischio di malattia vascolare correlate al restringimento dei vasi sanguigni.

Nel nuovo studio si è scoperto che un buon apporto di vitamina C, una vitamina contenuta in diversi alimenti (non solo frutti acidi come agrumi, ananas e kiwi ma anche uva, peperoncini, peperoni, latte, ecc.), può abbassare considerevolmente i livelli di Et-1. I dati sono frutto di un'indagine che ha coinvolto un campione di 35 adulti in sovrappeso/obesi con uno stile di vita per lo più sedentario.

I partecipanti, divisi in due gruppi, sono stati seguiti per tre mesi. Il primo gruppo, formato da 20 volontari, doveva raggiungere un certo apporto quotidiano di vitamina C mentre l'altro gruppo, formato da 15 volontari, doveva seguire quotidianamente un programma di esercizio aerobico. Al termine del periodo di osservazione si è rilevato che un apporto quotidiano di 500 mg di vitamina C contribuiva a ridurre i livelli di Et-1 analogamente a quanto faceva l'attività fisica.

Attualmente l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) raccomanda un apporto di vitamina C variabile a seconda della fascia d'età che va dai 35 agli 85 milligrammi giornalieri (35 milligrammi per i lattanti, 40 per i bambini, 65 per gli anziani fino ad arrivare a 85 milligrammi per le donne che allattano). Forse pochi lo sanno ma il latte materno è particolarmente ricco di vitamina C, è per questo motivo che nei lattanti allattati al seno non è mai stato riscontrato nessun caso di scorbuto, una malattia dovuta a carenza di vitamina C.

In base allo studio della University of Colorado, le persone obese o in sovrappeso con una vita per lo più sedentaria dovrebbero superare i limiti di vitamina C consigliati dall'Oms, nella ricerca i volontari hanno assunto degli integratori contenenti 470 milligrammi di vitamina C ma gli stessi livelli si potrebbero raggiungere anche attraverso l'alimentazione. A colazione una scodella da 100 ml di latte vaccino pastorizzato parzialmente scremato apporta circa 127 mg di vitamina C, il quantitativo sale notevolmente se si opta per un bicchiere di succo d'uva (340 mg per 100g di prodotto, in cartone o in bottiglia, con acido ascorbico aggiunto). A metà mattina, o il pomeriggio, si potrebbe fare merenda con un frutto (100g di kiwi forniscono 85 mg di vitamina C, un'arancia da 100g ne contiene circa 50mg e 100g di clementini, analogamente alle fragole, ne contengono 54mg). A pranzo, o a cena, un'insalata con peperoni e pomodori può contribuire ad incrementare ulteriormente l'apporto di acido ascorbico (100g di pomodori contengono 43mg di vitamina C mentre 100g di peperoni rossi o gialli ne contengono addirittura 166mg). Un'altra buona alternativa per un fine pasto, o una merenda, è il ribes, 100g di questi frutti rossi contengono infatti ben 200 mg di vitamina C.

I ricercatori hanno analizzato un campione di 35 adulti in sovrappeso o obesi e hanno confrontato gli effetti della vitamina C e dello sport su una proteina chiamata endotelina (ET)-1, che ha un'azione costrittiva sui piccoli vasi sanguigni. L'attività di questa proteina sarebbe maggiore nelle persone in sovrappeso o obese, aumentando il loro rischio di sviluppare malattie vascolari.... L'esercizio fisico regolare riduce l'attività di ET-1 e dai risultati dello studio pare che la vitamina C possa avere lo stesso effetto. I 20 volontari a cui è stato dato un supplemento di 500 mg di vitamina C al giorno hanno riportato livelli ridotti di ET-1, proprio come il resto del campione che ha invece fatto solo attività fisica. In pratica, la vitamina C ridurrebbe la costrizione dei vasi sanguigni.

Esiste un limite massimo giornaliero di vitamina C? Sebbene i rischi da sovradosaggio derivanti da questa vitamina sono contenuti, è bene non superare i 2000 mg/die. Arrivare a 2000 mg di vitamina C solo attraverso la dieta è molto difficile, questo limite potrebbe però essere superato se alla dieta si associano anche degli integratori.


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