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Demenza senile precoce: primi sintomi dai risultati di un test - I primi segni della demenza senile precoce si possono rilevare eseguendo un test sui personaggi famosi

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Demenza senile precoce: primi sintomi dai risultati di un test

Demenza senile precoce: primi sintomi dai risultati di un test

I primi segni della demenza senile precoce si possono rilevare eseguendo un test sui personaggi famosi. Secondo quanto sostenuto da un gruppo di ricercatori della Northwestern University di Chicago, non riconoscere una buona percentuale dei volti famosi e i loro relativi nomi può indicare un principio di demenza. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista dell'American Academy of Neurology (Naming vs knowing faces in primary progressive aphasia - doi: 10.1212 / WNL 0b013e3182a08f83 - Agosto 2013).

I risultati della ricerca sono frutto di un'indagine che ha coinvolto 30 persone (con un'età media di 62 anni) affette da afasia progressiva primaria, un tipo di demenza caratterizza dalla perdita progressiva e isolata delle capacità linguistiche, e 27 persone senza demenza, inserite in un gruppo di controllo, con un età media di 62,3 anni. Tutti i volontari coinvolti nello studio dovevano identificare 20 personaggi molto famosi ritratti in una serie di foto in bianco e nero. Di ogni personaggio bisognava riferire il nome completo e, nel caso non lo si ricordasse, qualche dettaglio importante sulla persona. Durante le risposte l'attività cerebrale dei partecipanti veniva inoltre tenuta sotto controllo attraverso la risonanza magnetica funzionale.

Il test al quale sono statti sottoposti i 57 volontari americani probabilmente non avrebbe la stessa valenza se effettuato in Italia, alcune delle persone famose inserite nella lista dei volti da riconoscere (Oprah Winfrey, Lucille Ball, Martin Luther King Jr., Bill Gates, ecc.) probabilmente non verrebbero riconosciute neanche da chi non ha problemi di demenza. Nel nostro paese il test andrebbe rifatto con dei personaggi più noti al pubblico italiano.

Analizzando i risultati del test si è scoperto che le persone con afasia progressiva primaria ottenevano un punteggio più basso: una media del 79 per cento nel riconoscimento del personaggio e solo del 46 per cento quando si trattava di dar loro un nome. Le persone del gruppo di controllo hanno invece fatto registrare delle performance decisamente migliori ottenendo una media del 97 per cento nel riconoscimento e del 93 per cento nell'attribuzione del nome.

Tamar Gefen, prima autrice dello studio, spiega che l'afasia primaria progressiva è un tipo di demenza che peggiora nel tempo e danneggia soprattutto le competenze linguistiche. L'esecuzione del test non a caso valutava due elementi differenti: c'è differenza tra il distinguere un volto e la capacità di dargli un nome. L'analisi attraverso la risonanza magnetica funzionale ha inoltre confermato una perdita di tessuto cerebrale nel lobo temporale sinistro del cervello in quelle persone colpite da questa forma di demenza. Alla luce di questi risultati, un test adattato alla cultura italiana potrebbe essere integrato agli strumenti già adoperati nella valutazione dei paziente affetti da demenza.


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