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Obesità, girovita e problemi cardiaci - Salute: Se il proprio girovita è troppo abbondante ci potrebbero essere dei problemi cardiaci

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Obesità, girovita e problemi cardiaci

Obesità, girovita e problemi cardiaci

Se il proprio girovita è troppo abbondante ci potrebbero essere dei problemi cardiaci. Ad avvalora questa tesi ci sarebbero alcuni risultati raccolti attraverso lo Studio Idea i cui dati sono stati presentati durante una conferenza stampa tenutasi a Milano.

Lo Studio Idea ha visto il coinvolgimento di oltre 6.400 medici di famiglia di 10 aree del mondo come Canada, Africa, Australia, ecc. per un totale di 63 nazioni fra le quali anche l'Italia. Per quanto riguarda il nostro paese hanno collaborato 600 medici, nel complesso si sono raccolti i dati di oltre 177 mila pazienti di cui 7500 italiani.

Anche se i dati precisi sul nostro paese verranno presentati nel mese di giugno durante il congresso della Società italiana dell'obesità (Sio), attraverso i numeri anticipati al meeting dell'American College of Cardiology e illustrati durante la conferenza stampa di Milano si può avere un quadro generale della situazione presente nel Sud Europa. Grazie al supporto dei medici generici sono stati raccolti i dati che hanno consentito di esaminare i dati relativi al girovita degli abitanti di diverse nazioni e la salute dei pazienti, i dati relativi all'area dove si trova anche l'Italia hanno evidenziato che il 45 per cento della popolazione ha un girovita superiore ai valori di soglia di 88 cm per le femmine e di 102 per i maschi.

In base a uno studio condotto dai ricercatori, un valore superiore di 14 cm del girovita nominale comporterebbe un rischio doppio di problemi cardiovascolari, si passerebbe dal 21al 40 per cento. La relazione fra girovita e problemi cardiovascolari dovrebbe essere già nota agli italiani, qualche mese fa il ministero della Salute aveva già suggerito le misure entro le quali si doveva rimanere per evitare possibili problemi per la salute (102 cm per gli uomini e 88 per le donne).

Michele Carruba, presidente della Società Italiana dell'Obesità e coordinatore dello Studio Idea in Italia, ha spiegato che a seconda dei casi anche delle diminuzioni di peso moderate intorno al 5-10 per cento possono essere già dei traguardi importanti che portano notevoli miglioramenti sia per quanto riguardano i casi di diabete sia per l'ipertensione. Per rendere più semplice l'interpretazione della diminuzione percentuale basti sapere che la perdita di un chilo equivale circa alla diminuzione di un cm di giro vita, una perdita di peso intorno al 10 per cento corrisponde a una perdita di grasso addominale di circa il 30 per cento.

Per avere una misurazione corretta del proprio girovita bisogna stare attenti a come si prendono le misure, il punto giusto per misurare il girovita è a metà strada fra l'ultima costola e la testa iliaca del bacino. Inoltre Carruba ha evidenziato come l'obesità localizzata a livello addominale rappresenta da sola un fattore in grado di incrementare il rischio cardiovascolare a prescindere da età e indice di massa corporea, un indice che mette in rapporto il peso corporeo con l'altezza.


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