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Costellazione Toro (Taurus) - La costellazione del Toro (in latino Taurus, genitivo Tauri, abbreviata in Tau) è una delle 34 costellazioni equatoriali

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Costellazione: Taurus

Costellazione Toro (Taurus)

La costellazione del Toro (in latino Taurus, genitivo Tauri, abbreviata in Tau) è una delle 34 costellazioni equatoriali e appartiene al gruppo delle costellazioni zodiacali. Il periodo migliore per osservarla è l'inverno. Culmina al meridiano intorno alle ore 22 del 1 gennaio e ha un'estensione di 797 gradi quadrati. La stella alfa è Aldebaran.

Coordinate celesti (sistema equatoriale)
Declinazione centrale: 5 hrs
Ascensione Retta centrale: +20°
costellazione del Toro

Costellazione nota dagli antichi di tutto il mondo, fu sicuramente una delle prime costellazioni note all'umanità . Raffigura la testa di un Toro, contiene al suo interno diversi oggetti molto noti ed interessanti. Una di queste sono sicuramente l'ammasso stellare delle Pleiadi, le sette stelle sorelle. Nel Toro nel 1504 si verificò l'esplosione di una supernova, che creò a sua volta la Nebulosa del Granchio M1. Tra epsilon e omega Tauri si trova la Nebulosa variabile di Hind, scoperta il secolo scorso da John Russell Hind. Il Sole attraversa la costellazione da metà maggio alla fine di giugno.

Stelle della costellazione e altri copri celesti

alfa Tauri (Aldebaran), mag. 0.9, è una gigante rossa distante 68 a.l. Sebbene sembri far parte dell'ammasso delle Iadi, in realtà è una stella indipendente in primo piano.

beta Tau (EI Nath), mag. 1.7, è una gigante blu distante 140 a.l.

zeta Tau, mag. 3.0, e una stella bianco-azzurra distante 490 a.l.

theta Tau, distante 150 a.l., è una doppia visibile a occhio nudo o con un binocolo, costituita da due giganti, bianca e gialla, di mag. 3.4 e 3.9.

kappa Tau, distante 75 a.l., è una stella bianca di mag. 4.2, che forma una doppia ottica (visibile a occhio nudo o con un binocolo) con 67 Tauri, una stella bianca di mag. 5.3 distante 120 a.l.

lambda Tau, distante 330 a.l., è una binaria a eclisse del tipo Algol, che vana tra mag. 3.5 e 4.0 con un periodo di 4 giorni.

sigma Tau, distante 110 a.l., è una doppia larga di stelle bianche di mag. 4.7 e 5.1, visibili con un binocolo.

phi Tau, distante 290 a.l., è una doppia ottica, separabile con un piccolo telescopio, formata da una gigante arancio di mag. 5.0 e da una stella bianca di mag. 8.7.

chi Tau, distante 320 a.l., è una doppia, visibile con un piccolo telescopio, con componenti blu e oro di mag. 5.4 e 8.2.

Hyades (le Iadi): è un grande e brillante ammasso di circa 200 stelle, che copre oltre 5° di cielo. Le stelle più brillanti formano una V ben visibile a occhio nudo. Secondo le ultime misurazioni, le Iadi sono distanti 150 a.l. La distanza delle Iadi è importante perchè segna il primo gradino della nostra scala di distanze nella Galassia. Per le sue dimensioni, l'ammasso delle Iadi è meglio osservabile con un binocolo che non con un telescopio.

M 45, meglio noto come Pleiades (le Pleiadi), è l'ammasso stellare più brillante e famoso di tutto il cielo; popolarmente chiamato le Sette sorelle, da un gruppo di ninfe figlie di Atlante e Pleione. A occhio nudo si possono vedere circa sette stelle; con un binocolo se ne vedono alcune decine. Dell'ammasso, che dista 415 a.l., fanno parte circa 250 stelle. A differenza delle stelle delle Iadi, che sono più vecchie e più evolute, le Pleiadi si sono formate negli ultimi 50 milioni di anni, e comprendono molte giganti blu. La stella più brillante delle Pleiadi è eta Tauri (Alcyone), mag. 2.9. Altre stelle luminose sono 16 Tau (Celaeno), mag. 5.5; 17 Tau (Electra), mag. 3.7; 19 Tau (Taygeta), mag. 3.4; 20 Tau (Maia), mag. 3.9; 21 Tau (Asterope), mag. 5.8; 23 Tau (Merope), mag. 4.2; 27 Tau (Atlas), mag. 3.6; e BU Tau (Pleione), una stella con inviluppo esteso che emette anelli di gas a intervalli irregolari, fluttuando imprevedibilmente tra mag. 5.0 e 5.5. Le Pleiadi sono immerse in una debole nebulosità , residuo della nube da cui si sono formate le stelle. Questa nebulosa è visibile nelle fotografie a lunga esposizione e la parte più luminosa, intorno a Merope, può essere intravista con un binocolo o un piccolo telescopio, se le condizioni atmosferiche sono favorevoli.

M 1 (NGC 1952) è la celebre Nebulosa del Granchio (Crab Nebula), i resti di una supernova. Fu chiamata così nel 1984 da Lord Rosse, che ne paragonò la forma, vista con il suo telescopio di 72 pollici (183 cm), alla chela di un granchio. Nonostante la sua fama, è un oggetto deludente per chi l'osserva con un piccolo telescopio, apparendo come una nebulosità ellittica filamentosa di 8º magnitudine. Al centro della nebulosa, fuori della portata dei telescopi per dilettanti, c'è una stella di 16º magnitudine, ciò che resta della stella esplosa. Questa debole stella è un pulsar.


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