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Rischio cardiovascolare e analisi del sangue - Mediante un'analisi del sangue sarà possibile valutare il rischio cardiovascolare, un esame che potrebbe aiutare a prevenire un eventuale infarto

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Rischio cardiovascolare e analisi del sangue

Rischio cardiovascolare e analisi del sangue

Mediante un'analisi del sangue sarà possibile valutare il rischio cardiovascolare, un esame che potrebbe aiutare a prevenire un eventuale infarto. Un gruppo di ricercatori ha scoperto che analizzando alcuni geni si può scoprire il rischio di morte per infarto, un'informazione utile per attuare dei programmi di prevenzione personalizzati per quei pazienti che presentano un rischio più alto. Lo studio che ha portato a questa scoperta è stato pubblicato sulla rivista Genome Medicine (Gene expression profiles associated with acute myocardial infarction and risk of cardiovascular death - doi:10.1186/gm560 - Maggio 2014).

Greg Gibson, ricercatore presso il Georgia Institute of Technology di Atlanta e coordinatore dello studio, spiega che in futuro si potrebbe mettere a punto anche un piccolo apparecchio, simile a quello che usano i diabetici per misurare la glicemia, per prevenire precocemente un infarto. Uno strumento molto utile se si pensa che le patologie legate al cuore sono ancora la prima causa di morte in Italia. Molte persone pensano che il problema principale in Italia, e in gran parte dei paesi industrializzati, sia il cancro, in realtà ancora oggi la prima causa di morte sono gli infarti e le patologie legate al cuore.

Dopo aver analizzato i dati di 338 pazienti affetti da coronaropatia, con un'età che andava dai 51 ai 73 anni, sono stati individuati particolari profili genetici associati a un elevato rischio di morte cardiovascolare. Del totale, 31 soggetti sono morti per cause cardiovascolari e 25 di loro presentavano lo stesso profilo di rischio elevato. Gli esperti spiegano che le persone che presentano un problema di circolazione sanguigna a livello delle arterie che ossigenano il cuore sono a rischio di infarto, non tutte però andranno poi incontro ad un attacco cardiaco. Con questa nuova analisi del sangue si potrebbe però prevedere quali pazienti hanno un rischio più alto e di conseguenza si potrebbero attuare delle terapie preventive su misura.

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