UniversONline.it

Effetto placebo nel cervello - Gli scienziati individuano l'effetto placebo nel cervello

Continua
Universonline su Facebook
Universonline su G+

Gli scienziati individuano l'effetto placebo nel cervello

effetto placebo nel cervello

Gli scienziati si sono resi conto da tempo che le persone affette da depressione possono manifestare un'evidente riduzione dei sintomi della malattia per effetto placebo. Queste osservazioni infatti hanno portato i ricercatori a proporre una teoria secondo cui l'efficacia del 75 percento dei farmaci antidepressivi sia da attribuire ad un effetto placebo. Comprendere i meccanismi del miglioramento dei pazienti in queste circostanze non è semplice. Ma i risultati di un nuovo studio potrebbero far luce su questo argomento.

Secondo questa ricerca i pazienti che reagiscono ad un effetto placebo mostrano delle variazioni nelle proprie funzioni cerebrali, peraltro diverse da quelle riscontrate nei pazienti che invece reagiscono a vere e proprie cure farmacologiche.

Utilizzando la cosiddetta encefalografia quantitativa, una squadra di ricerca dell'Università della California a Los Angeles ha analizzato l'attività elettrica del cervello in 51 pazienti affetti da depressione, che hanno ricevuto sia trattamenti farmacologici che placebo. Coloro che hanno risposto positivamente al placebo hanno mostrato un incremento di attività nella regione della corteccia prefrontale. In coloro che invece hanno risposto positivamente al trattamento farmacologico, invece, è stata riscontrata in quell'area una riduzione di attività. "Entrambi i trattamenti interessano la corteccia prefrontale", scrivono i ricercatori, "ma hanno effetti ed andamenti differenti".

Questo risultato "ci mostra che esistono diversi modi per trattare coloro che soffrono di depressione", commenta Andrew Leuchter, uno dei membri della squadra di ricerca. "I farmaci sono efficaci, ma esistono altri modi per aiutare le persone a sentirsi meglio. Se riuscissimo ad individuare il meccanismo che, tramite l'effetto placebo, consente ai malati di sentirsi meglio, potremo essere in grado di elaborare trattamenti più efficaci".

Condividi questa pagina

Invia pagina

Ti potrebbe interessare anche:

Cerca nel sito

Se non hai trovato quello che ti serve, o vuoi maggiori informazioni, utilizza il motore di ricerca

Annunci

Seguici sui Social Network

Universonline su G+
Universonline su Facebook