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Il calore vulcanico residuo potrebbe sciogliere i ghiacci della Groenlandia

ghiacci della Groenlandia

Secondo una nuova ricerca il calore residuo proveniente dall'attività  vulcanica potrebbe causare in Groenlandia la formazione di un fiume di ghiacci e acqua. I geologi hanno scoperto che la regione al di sopra di un fiume di ghiaccio che si muove ad una velocità  relativamente elevata è più sottile di quanto previsto dai modelli computerizzati. Questa osservazione potrebbe consentire ai ricercatori di stabilire il contributo dei ghiacci nelle variazioni del livello del mare.

I ghiacciai sono costituiti da strati di neve fusa che, accumulandosi, viene compressa dal peso degli strati superiori, lasciando cosଠun ricordo ghiacciato della sua storia passata. Studiando le immagini radar ottenute tramite sonde capaci di penetrare in profondità  negli strati di ghiaccio, gli studiosi hanno scoperto che solo un significativo scioglimento dei ghiacciai avrebbe potuto spiegare l'esiguità  dello strato di ghiaccio al di sopra del fiume sotterraneo. La vecchia crosta al di sotto di questa regione di 600 chilometri quadrati dovrebbe assottigliarsi di appena pochi millimetri all'anno; invece si liquefano circa una decina di centimetri. Benchè la sua vera natura e la sua durata non siano ancora chiare, la zona calda pare essere simile, in dimensioni e intensità , alla caldera di Yellowstone, dove la crosta superficiale è collassata dopo un'eruzione vulcanica. "La velocità  di scioglimento è sorprendente", commenta Mark Fahnestock, direttore della ricerca, e lo è "il fatto di essere localizzata nel posto giusto [per causare lo scioglimento dei ghiacci]".

Le lastre e i fiumi ghiacciati sono un'importante riserva d'acqua, aggiunge lo studioso, perciò comprendere la loro provenienza potrebbe migliorare da parte dei geologi la comprensione del comportamento dei ghiacciai e le corrispettive variazioni nel livello del mare. In una nota di commento, Christina Hulbe, geologa all'Università  di Stato di Portland, sottolinea il fatto che lo scioglimento nell'acqua della base dei ghiacciai può alterarne il movimento e l'energia accumulatavi. Questa nuova ed inattesa scoperta, conclude, "ci ricorda che la questione dello scioglimento nell'acqua della base dei ghiacciai non è da trascurare, e che anzi può rivelarsi molto incisiva in luoghi dove non sospetteremo nemmeno".


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