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Inquinamento : Ridotta l'emissione dei gas

Inquinamento : emissione dei gas

Parte della riduzione delle emissioni di CO2 concordata nel Protocollo di Kyoto può essere semplicemente verificata osservando la minore presenza nell'atmosfera dei gas serra, come il metano e l'ossido nitroso. L'approccio raccomandato dall'Intergovernmental Panel of Climate Change (IPCC), secondo l'opinione degli economisti Alan Manne dell'Università  di Stanford e Richard Richels dell'Electric Power Research Institute di Palo Alto, in California, potrebbe invece dimostrarsi eccessivamente costoso.

Il problema di calcolare quanto metano, per esempio, possa essere presente in una tonnellata di emissioni di biossido di carbonio, dipende in gran parte dalla diversa durata dei gas nell'atmosfera. Una particella di CO2 emessa oggi rimarrà  nell'atmosfera per un periodo che varia dai prossimi 50 anni ai prossimi due secoli; una di metano invece ha una durata di appena una dozzina d'anni.

L'IPCC ha calcolato una relazione con il "potenziale di riscaldamento globale". Questa misura rapporta l'impatto dei gas sul clima che si riassume nell'elaborazione di un tempo limite. I risultati variano significativamente con la scelta di questo tempo limite: dobbiamo decidere se proteggere la terra per i nostri figli o per i nostri pronipoti. Eppure la nostra scelta potrà  essere più dispendiosa dell'occorrente o meno severa di quanto le generazioni future possano necessitare.

Manne e Richels hanno cercato di risolvere questo dilemma determinando la strada più conveniente da intraprendere. Essi pensano che i politici, affiancati dagli climatologi, dovrebbero stabilire un tetto sulla massima variazione di temperatura tollerabile.

Con l'aiuto dei loro modelli computerizzati, i ricercatori hanno stabilito il valore delle emissioni di una tonnellata di ciascuno dei gas serra per inquadrare il loro contributo nel raggiungimento di questo tetto. Il raffronto tra i gas potrà  quindi essere basato su questi valori. Questa, secondo loro, è la strada più efficace dal punto di vista economico, in un futuro dove il prezzo per aver utilizzato l'ambiente come una discarica per i gas serra dovrà  essere pagato.

I ricercatori inoltre pongono un limite al tasso di variazione della temperatura, che potrebbe diventare persino più importante della reale quantità  dei gas presente nell'atmosfera. Se il riscaldamento del globo fosse abbastanza lento, ci sarebbe più tempo per aggiustare le cose.

I valori attribuiti ad ognuno dei gas variano col tempo. Nello schema di Manne e Richels il valore stabilito per l'emissione di un gas poco longevo è dapprima basso, in relazione alla CO2, ma sale come ci si avvicina alla massima temperatura permessa. In questo modo vengono registrati valori alti per emissioni vicine alla soglia della temperatura critica. Il potenziale di riscaldamento globale, al contrario, registra sempre lo stesso valore, indipendentemente dalle circostanze.

L'economista David Bradford dell'Università  di Princeton, nel New Jersey, spiega perchè questa strada abbia un senso. "Immagina ci venga data la possibilità  di emettere una gran quantità  di metano ora, oppure dopo un altro secolo di emissioni di biossido di carbonio. E immagina ancora che il per il prossimo secolo tali emissioni possano aver spinto la situazione climatica oltre il tetto stabilito. Naturalmente, emetterlo ora è la scelta preferibile". Infatti nelle condizioni odierne il suo influsso sull'atmosfera sarebbe considerevolmente ridotto rispetto a quello che si verificherebbe nelle condizioni supposte per il futuro.


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