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Rapporto IPCC : i governi riconoscono la misura eccezionale dell'impatto umano sui cambiamenti climatici

impatto umano sui cambiamenti climatici

Più di cento governi, rappresentati nel Comitato Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici (IPCC), hanno accettato un rapporto in cui si dichiara che l'azione umana sta portando a mutamenti climatici con un impatto eccezionale e "visibile" sui sistemi fisici e biologici.

Il WWF ritiene che i Governi ora debbano fare il passo logico successivo, finalizzando urgentemente il protocollo di Kyoto e adottando misure più severe per ridurre le emissioni di diossido di carbonio (CO2), il gas maggiormente responsabile del riscaldamento mondiale. Il rapporto scientifico emerso dalla riunione di Ginevra afferma che i mutamenti climatici stanno già  avendo un "impatto coerente e a larga diffusione" sul pianeta, e che ciò si sta verificando in tutti gli ambienti e in tutti i continenti. Il documento di 1.000 pagine, che rappresenta la conoscenza congiunta dell'umanità  sull'impatto dei cambiamenti climatici e che si basa sulle osservazioni di circa 3.000 studi, mette fine al dibattito sull'eventualità  che tali cambiamenti climatici si stiano verificando, e afferma che i risultati potrebbero essere drammatici e potrebbero andare lontano.

Il WWF ritiene che i governi debbano usare la riunione dei ministri dell'ambiente del G8, che si svolgerà  fra due settimane a Trieste, per dimostrare che essi hanno valutato i risultati del lavoro dell'IPCC.

"I governi hanno accettato il fatto che il riscaldamento mondiale stia già  avvenendo, che stia peggiorando e che la Natura ne stia sopportando l'urto," ha detto la direttrice della campagna sul clima del WWF, Jennifer Morgan. "Il prossimo passo consiste nel finalizzare il protocollo di Kyoto e nel ridurre urgentemente l'inquinamento da riscaldamento mondiale".

Secondo l'IPCC, è chiaramente evidente che il cambiamento sia già  visibile in più di 420 diversi sistemi fisici e biologici - dalla riduzione dei ghiacciai in tutti i continenti e dalla diminuzione dei mari ghiacciati nell'Artico all'allungamento delle stagioni senza gelo e all'aumentata frequenza delle piogge torrenziali. Già  sono state danneggiate specie di mammiferi, di rettili, di uccelli, di anfibi e di molti invetebrati, tra cui numerose specie di insetti. Il rapporto afferma, anche con maggiore sicurezza di prima, che "i cambiamenti che ci si aspetta negli avvenimenti estremi del clima dovrebbero avere conseguenze maggiori" e include un elenco di esempi rappresentativi.

Il rapporto dice che i banchi dei coralli, in tutte le regioni, potrebbero essere spazzati via entro 30-50 anni dagli oceani che si riscaldano quando le temperature raggiungono i livelli ai quali lo sbiancamento del corallo diventa un evento annuale. Tre quarti delle foreste di mangrovie più estese nel mondo, le Sundarbans, in India e in Bangladesh, potrebbero essere inondate da un innalzamento di 45 cm del livello del mare, mettendo la tigre del Bengala a rischio di estinzione. Il regno della flora del Capo, in Sud Africa, eccezionalmente ricco di specie che vivono solo là¬, potrebbe essere spazzato via in seguito a cambiamenti della temperatura previsti in questo secolo. E' minacciato anche l'ecosistema, ai bordi del ghiaccio polare, che fornisce l'habitat per gli orsi polari, i trichechi, le foche e i pinguini. Altre specie minacciate dai cambiamenti climatici sono gli uccelli delle foreste in Tanzania, il gorilla di montagna in Africa, l'orso con gli occhiali nelle Ande e lo smagliante trogone splendido del Centro America.

Il rapporto mostra che l'impatto peggiore sarà  nei paesi in via di sviluppo, che hanno una minore capacità  di adattamento. L'Africa è "molto vulnerabile" ai mutamenti climatici che influenzano le risorse d'acqua, la produzione di cibo, l'espansione dei deserti e che causano le esplosioni più frequenti del colera. Il rapporto elenca una serie di stati formati da piccole isole negli oceani Pacifico ed Indiano e nei Caraibi, minacciate dai cambiamenti climatici, in cui sono già  stati distrutti siti unici dal punto di vista culturale e della conservazione. Secondo l'IPCC, i ghiacciai nelle regioni tropicali, come l'Himalaya, sono particolarmente minacciati dai cambiamenti climatici. I ghiacciai dell'Himalaya sono la maggiore fonte d'acqua per i fiumi Gange e Indus, dai quali dipendono 500 milioni di persone, quasi un decimo della popolazione mondiale.

Anche i paesi industrializzati possono aspettarsi impatti significativi. Gli Stati Uniti, il Canada e l'Australia potrebbero avere un'espansione di malattie, quali, rispettivamente, la malaria, la febbre di Lyme, il virus di Ross River e l'encefalite di Murray Valley. Molte parti del mondo sperimenteranno delle ondate di calore che mescoleranno gli effetti sulla salute nelle città  inquinate. Gran parte dell'Europa dovrà  sopportare i rischi delle inondazioni.

A gennaio i governi hanno accettato un rapporto dell'IPCC sulla scienza del clima che conteneva il primo riconoscimento, accettato internazionalmente, dell'impronta umana nel clima mondiale. Il rapporto diceva: "la maggior parte della tendenza al riscaldamento negli ultimi 50 anni è attribuibile alle attività  umane".


"Il rapporto del mese scorso dell'IPCC sulla scienza del clima ha identificato il fucile fumante," ha detto Jennifer Morgan, "questa settimana stiamo vedendo cosa c'è nella linea di fuoco. E' giunto il momento che i Governi, come gli Stati Uniti, prendano sul serio la riduzione delle emissioni di anidride carbonica".


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