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Albero genealogico animale

Albero genealogico animale

Un astioso dibattito era infuriato nei decenni passati tra i biologi che tentavano di classificare i percorsi evolutivi di mammiferi diversi come esseri umani, elefanti e pipistrelli. Ora due rapporti pubblicati di recente vanno in qualche modo a mettere ordine tra i molti rami dell'albero genealogico dei mammiferi. Noi esseri umani e gran parte degli animali con cui abbiamo familiarità  - gatti, cani, mucche e cavalli, ratti e topi, pipistrelli e delfini, elefanti e rinoceronti - sono "mammiferi placentari". A dispetto dell'incredibile varietà  di forme e dimensioni (le balenottere azzurre ed i topiragno nani sono entrambi placentari), tutti i placentari mostrano una serie di caratteristiche comuni. Tutti portano in grembo i propri piccoli fino ad uno stadio avanzato di crescita prima della nascita, e hanno gran parte degli elementi dello scheletro e della dentatura in comune. Ma, scientificamente, questa familiarità  non ha generato soddisfazione.

I biologi stanno tentando di ricostruire i rapporti evolutivi tra i mammiferi placentari utilizzando il DNA, e le evidenze molecolari hanno spesso contrastato con le teorie degli scienziati versati all'approccio della vecchia scuola, basato sullo studio attento di delle ossa, dei denti e dell'anatomia. Alla fine alcuni risultati sono emersi dalla confusione. Due rapporti indipendenti ora annunciano di fornire risposte esaurienti sull'ordine dei rami nell'albero genealogico dei mammiferi placentari. Uno dei rapporti proviene dall'Università  della California, nel Riverside, ad opera di Mark S. Springer e dei propri colleghi; l'altro da un team guidato da Stephen O'Brien del National Cancer Institute, a Frederick, nel Maryland. Benchè condotti su diverse sequenze di geni entrambi gli studi hanno portato a conclusioni molto simili. Entrambi hanno diviso i mammiferi placentari in quattro gruppi principali. Un gruppo, gli "Afroteria", include elefanti, aardvark, sireniani, iraci, e pochi altri gruppi. Il raggruppamento "Afroteria" è stato classificato dagli studi molecolari già  molti anni fa e, a dispetto delle iniziali controversie, si è sempre più affermato. Gli "Afroteria" si pensa rappresentino gli ultimi eredi di un ramo molto antico nella storia dei mammiferi specifica dell'Africa. Il secondo, gli "Xenarthra", include i bradipi, formichieri e armadilli del Sudamerica e dell'America Centrale. Un terzo gruppo contiene i primati (tra cui l'uomo) insieme a conigli e roditori come i topi e i ratti. Il quarto include i carnivori e gran parte degli ungulati (mucche, cavalli e cosଠvia, mammiferi cioè dotati di zoccoli) insieme a balene e pipistrelli.

I risultati non sono però tali da sedare immediatamente tutti i dibattiti, ma da essi si ricavano interessanti conseguenze. La prima è che molti adattamenti nei mammiferi placentari, dalle abitudini acquatiche al volo, si sono evoluti in molti casi in modo indipendente. In altre parole, la vasta gamma di diversità  genica nei mammiferi placentari fuori dal gruppo contenente esseri umani, primati e topi rimane del tutto inesplorata. I mammiferi placentari comprendono molte specie di mammiferi oggi esistenti. Gli altri gruppi includono i marsupiali - canguri, koala e opossum - una volta diffusi ma oggi confinati in Australia e i monotremi. Questi sono i mammiferi che depongono le uova, come l'ornitorinco e poche specie di formichiere dall'Australia e dalla Nuova Guinea, resti di un'antica fiorente evoluzione dei mammiferi di oltre 100 milioni di anni fa, prima che i placentari facessero la loro comparsa.


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