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Il contagio da HIV si previene con il farmaco Truvada

Contagio da HIV e farmaco Truvada

La trasmissione del virus HIV può essere ostacolata da un farmaco approvato dal Committee for Medicinal Products for Human Use (Chmp), grazie al Truvada anche in Europa si potrà quindi prevenire l'AIDS. Negli anni'90 si parlava spesso di AIDS ma con il tempo l'attenzione verso questo problema è diminuita notevolmente, un aspetto che ha portato a un incremento dei casi sopratutto tra i giovani. Se da una parte la diffusione del virus nei paesi in via di sviluppo sta piano piano calando, in Asia e in Europa si è registrato un incremento. La mancanza di informazione tra i giovani e il fatto che si può essere sieropositivi senza saperlo, ha portato a un incremento dei casi anche in Italia. Fino a qualche tempo fa il Truvada come profilassi pre-esposizione (PrEP) era disponibile solo in America, adesso c'è però il via libera da parte dell'Agenzia europea per i medicinali (Ema) per il suo utilizzo anche in Europa.

Non tutte le persone sieropositive hanno l'AIDS (un acronimo inglese che indica la sindrome da immunodeficienza acquisita), di conseguenza non ci sono sintomi evidenti che possono allarmare e si può trasmettere il virus dell'HIV inconsapevolmente. In seguito ai risultati di uno studio che ha dimostrato l'efficacia del Truvada in una profilassi preventiva per il contagio da HIV, nel 2012 la Food and Drug Administration (l'ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici) ha approvato l'uso di questo farmaco per la profilassi pre-esposizione (PrEP). Fino ad allora il Truvada, un medicinale sotto forma di pillola che contiene il principio attivo di due farmaci (tenofovir e emtricitabina), era utilizzato esclusivamente come trattamento per i pazienti già affetti da HIV (non aveva quindi un utilizzo preventivo).

Il modo più sicuro per prevenire il contagio da HIV rimane comunque il preservativo, gli esperti evidenziano infatti che il Truvada non deve essere utilizzato al posto del condom ma in aggiunta ad esso sopratutto nei gruppi di pazienti che hanno un maggior rischio di acquisizione di HIV (per esempio individui che non sono in una relazione monogama). Le persone della comunità LGBT, ma non solo, sono di sicuro quelle che potrebbero trarre un maggiore beneficio da questo farmaco. Il Truvada è utile anche in caso di utilizzo del preservativo perché quest'ultimo si potrebbe rompere e il farmaco contribuisce a tutelare la salute. In base ai risultati di alcuni studi, il medicinale riduce il rischio di infezione da HIV del 42 per cento negli uomini sieronegativi o in donne transgender che hanno rapporti con uomini. In un altro studio si è invece osservata una riduzione del rischio del 75 per cento nei partner eterosessuali di uomini e donne sieropositive. Secondo alcune stime, se una persona prende il Truvada tutti i giorni, senza saltare una sola dose, ha una protezione che può arrivare al 95 per cento (molto vicina a quella del preservativo che è stimata intorno al 99 per cento).

A breve, ogni Stato membro della comunità europea prenderà una decisione sul prezzo e il rimborso del Truvada per la profilassi pre-esposizione (PrEP), dopo di ché il farmaco sarà disponibile sul mercato per tutte le persone che ne faranno richiesta.

HIV sintomi e contagio

Come accennato i sintomi dell'HIV non sempre sono evidenti, questo perché non tutte le persone sieropositive progrediscono verso uno stadio clinico noto come AIDS (sindrome da immunodeficienza acquisita). Se un individuo contrae il virus dell'HIV può ammalarsi di AIDS anche dopo molti anni, di conseguenza appare perfettamente sano ma può comunque trasmettere agli altri il virus dell'HIV. Per questa sua condizione latente, l'unico modo certo per sapere se si ha il virus dell'HIV è fare il test.

Quando una persona viene infettata dal virus, l'organismo tenta di contrastare l'infezione attraverso gli anticorpi, purtroppo nella maggior parte dei casi essi non sono in grado di debellarle l'HIV che piano piano distrugge il sistema immunitario. Nel momento in cui il virus dell'HIV distrugge completamente il sistema immunitario ci si ammala di AIDS, una patologia che si manifesta con infezioni gravi e ripetute malattie neurologiche, tumori, ecc., una serie di complicazioni che portano alla morte.

Stando ai dati scientifici, nel 95 per cento dei casi i sintomi iniziali del contagio da HIV sono analoghi ai classici sintomi influenzali: febbre, tosse, raffreddore, spossatezza e diarrea. Se tali sintomi compaiono qualche settimana dopo aver avuto un rapporto non protetto, con un partner occasionale o una persona sconosciuta, è opportuno recarsi dal medico per condurre ulteriori indagini.

dei contatti sociali con un individuo infettato dal virus dell'HIV. Questo virus non si trasmette nelle situazioni di vita normale, sia in casa che nei luoghi pubblici, non ci sono quindi problemi a convivere con una persona sieropositiva. Il virus dell'HIV non si trasmette attraverso gli starnuti, la tosse, la saliva, le feci, le urine, ecc., con una persona affetta dalla malattia ci si potrebbe quindi tranquillamente abbracciare, baciare o bere dallo stesso bicchiere senza particolari problemi. Ovviamente alcuni comportamenti sono a rischio nel caso di lesioni e sanguinamenti, nel caso di un bacio, ad esempio, se la persona sieropositiva presenta delle abrasioni profonde nelle mucose orali il contatto durante il bacio non è più solo con la saliva ma anche con il sangue.

In caso di contatto con il sangue "fresco" di un sieropositivo la precauzione, per esempio nel caso di una medicazione, è quella di utilizzare dei guanti. Il virus fuori dal corpo umano, esposto alle normali condizioni ambientali, perde invece la capacità infettante.


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