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Calcolo gravidanza: solo nel 4 per cento è di 40 settimane

Calcolo gravidanza e data del parto

La durata della gestazione varia di donna in donna e da parto a parto, solo il 4 per cento delle gestanti arrivano al parto dopo 40 settimane e in alcuni casi si possono avere delle variazioni anche di 5 settimane. Secondo quanto scoperto da un gruppo di esperti del National Institute of Environmental Health Sciences, il metodo utilizzato per calcolare il giorno del concepimento presenta alcuni difetti. Solo il 4 per cento delle donne partorisce dopo 40 settimane (280 giorni) e ben il 70 percento partorisce entro i 10 giorni dalla data presunta, dati che valgono anche quando la data presunta del parto viene ricalcolata in seguito ai valori registrati dopo l'ecografia. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Human Reproduction (Length of human pregnancy and contributors to its natural variation - doi: 10 1093 / humrep / det297 - Agosto 2013).

Per condurre l'indagine i ricercatori sono partiti dai dati, raccolti tra il il 1982 e il 1985, relativi a 130 gravidanze singole seguite dal concepimento fino al parto. Le donne coinvolte nello studio erano sane e non presentavano problemi di fertilità. Tutte avevano appena interrotto la contraccezione e stavano cercando di rimanere incinta. Giornalmente dovevano compilare un diario riportando diverse informazioni utili per l'indagine e ogni mattina, per un periodo di sei mesi o fino alla fine dell'ottava settimana nel caso in cui fossero rimaste incinte, dovevano effettuare dei prelievi di urina di prima mattina appena svegliate.

Dopo aver escluso i parti pre-termine (in tutto 5), si è scoperto che la gestazione variava naturalmente fino a un massimo di 37 giorni. Un periodo considerevole se si tiene conto che nel campione osservato la durata media della gestazione (dall'ovulazione alla nascita) superava di poco le 38 settimane (in totale 268 giorni). La variabilità della lunghezza della gestazione da donna a donna non è di certo una novità, la data presunta del parto spesso non coincide con la data effettiva ma questo viene di norma attribuito ad errori nell'assegnazione del momento del concepimento. La ricchezza di informazioni in possesso dei ricercatori permette di escludere errori di datazione e si ha l'effettiva data dell'inizio della gravidanza.

Analizzando i campioni di urine raccolti dalle donne ci si è concentrati in particolar modo su tre ormoni: l'hCG (gonadotropina corionica umana), l'estrone-3-glucuronide e il pregnandiolo-3-glucuronide. Delle analisi che hanno permesso di risalire al giorno esatto dell'ovulazione e dell'impianto dell'embrione. Incrociando le varie informazioni si è scoperto che quando gli embrioni impiegavano più giorni per l'impianto si spostava in avanti la data del parto. Un altro fattore che influenzava la lunghezza del periodo della gestazione era l'età della donna, per ogni anno in più la data del parto si spostava in avanti di un giorno.

Questi dati evidenziano come la durata della gestazione possa variare in maniera significativa da donna a donna anche in assenza di problemi medici, delle informazioni che i ginecologi dovrebbero tenere in considerazione prima di intervenire su una gravidanza ritenuta troppo lunga (periodo di gestazione superiore a 40 settimane).


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