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Perché l'influenza arriva in inverno?

l'influenza arriva in inverno

Il virus dell'influenza non ama il caldo, alcuni ricercatori americani del National Institutes of Health hanno esaminato quale relazione ci fosse fra la temperatura e il virus arrivando ad un'interessante conclusione. I dettagli dello studio sono stati pubblicati sul Nature Chemical Biology (Marzo 2008).

Gli studiosi, coordinati da Joshua Zimmerberg, hanno scoperto che le alte temperature "sciolgono" l'involucro protettivo del virus e di conseguenza, non avendo più protezione, muore. Grazie al freddo, al contrario, la barriera protettiva del virus dell'influenza rimane intatta proteggendolo nel suo viaggio fino all'apparato respiratorio dell'uomo.

Joshua Zimmerberg spiega che al contrario di quanto accade all'aria aperta, quando il virus arriva nell'apparato respiratorio e la temperatura del corpo scioglie la barriera esterna, il virus si trova in un ambiente che non lo uccide ma al contrario è ottimale per riprodursi e scatenare l'infezione.

I virologi hanno individuato queste caratteristiche del virus dell'influenza sfruttando delle moderne tecniche di microscopia ottica interferometrica abbinate a tecniche di risonanza. E' in questo modo che hanno scoperto che i virus influenzali sono ricoperti da un sottile strato di grasso protettivo che rimane intatto al di sotto di una certa temperatura.

Il legame fra il freddo e il virus dell'influenza è stato esaminato anche in altri studi, per esempio quello condotto da Peter Palese, professore di Microbiologia alla Mount Sinai School of Medicine di New York, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista PLoS Pathogens. Anche in quel caso, sebbene non si esaminò nel dettaglio la struttura del virus, si concluse che i focolai influenzali si diffondono soprattutto nei mesi invernali perché i virus sopravvivono più a lungo in aria quando il clima è freddo e secco.

Prima di questi studi, le ipotesi sul perché il virus si diffondesse maggiormente in inverno erano molteplici. Per esempio, alcuni sostenevano dipendesse dal sistema immunitario più debole a causa della vitamina D e melatonina sintetizzata dal nostro corpo con l'esposizione al sole, altri invece sostenevano che nel periodo invernale si tendeva a stare in ambienti chiusi dove aumentava di conseguenza la concentrazione delle persone e la probabilità di diffusione del virus.

Secondo quanto riportato nello studio di Peter Palese, risulta invece più facile essere infettati dai virus influenzali lungo la strada che in una stanza calda. Questa conclusione arrivò dopo che i ricercatori testarono il comportamento di diversi ceppi di virus influenzali su cavie di laboratorio a varie temperature e gradi di umidità. Si rilevò che le condizioni ideali per la diffusione dei virus influenzali erano le basse temperature e in particolare temperature che non superavano i 4-5 gradi con un umidità del 20 per cento.

Queste scoperte potranno aprire la strada a nuove azioni di prevenzione utili a contrastare il virus e controllare meglio le stagioni influenzali.


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