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Allergie, a scuola e in ufficio il maggior rischio

Allergie: maggior rischi a scuola e in ufficio

I posti di lavoro come uffici e aule sono ai primi posti degli ambienti dove è più facile essere perseguitati dalle allergie respiratorie, in particolar modo fra le più diffuse c'è ne una che provoca infiammazioni periodiche o croniche a carico del naso, la rinite. Questi sono solo alcuni dei dati presentati in una conferenza stampa tenutasi a Milano che ha esposto i risultati di un'indagine condotta per conto di Schering-Plough da Gfk-Eurisko in collaborazione con la Fondazione Charta e la Scuola superiore Sant'Anna di Pisa.

Per un'alta per cento degli italiani intervistati durante l'indagine, gli ambienti delle scuole e dei posti di lavoro sono fra i più pericolosi per chi soffre di allergie in quanto ricchi di ricettacoli di polvere e acari come poltroncine in tessuto, tendaggi, moquette, filtri dei condizionatori non puliti ecc.. Fra le principali motivazioni della scelta di questi ambiente come a maggior rischio, per oltre la metà degli allergici il problema è legato alla qualità dell'igiene di questi ambienti non sempre puliti come si dovrebbe.

Un altro dato emerso dall'indagine è che il 40 per cento degli italiani, pur soffrendo molto l'impatto di questi sintomi sulla vita quotidiana, difficilmente si fa controllare da un medico, si è infatti riscontrato che solo il 20 per cento si reca dagli specialisti per essere aiutati. E' inoltre emerso che ben il 27 per cento non prende alcuna misura terapeutica nei confronti della patologia e dei sintomi.

Dall'indagine, condotta su un campione di 1750 persone di varie parti d'Italia, sono emerse anche le regioni maggiormente colpite da questo problema. In Liguria, Campania, Emilia Romagna e Calabria si sono registrate le percentuali più alte. Osservando nel dettaglio i dati della Liguria si riscontra che per i cittadini, negli ambienti di lavoro e nelle scuole, le muffe sono un problema nell'8 per cento dei casi, la condensa alle finestre nel 5 per cento, per il 12 per cento è invece l'impossibilità di aprire le finestre perché assenti o sigillate e in generale la scarsa pulizia per l'8 per cento.

Del totale del campione solo il 5 per cento ritiene che le aule scolastiche e gli uffici non hanno nessun impatto sulle allergie, il tredici per cento ha elencato almeno una possibile causa di rischio in questi ambienti, il 47 per cento ne ha segnalato almeno 2 o 3 mentre per il 35 per cento ci sarebbero ben 4, se non addirittura di più, condizioni di rischio.

Il Presidente di Federasma, Filippo Tesi, spiega che prima di tutto le persone devono ammettere di essere affetti da una malattia respiratoria, solo in questo modo si può ricevere la giusta terapia. Rispetto al passato, le cure per le allergie hanno fatto passi da gigante, sul mercato oggi sono presenti antistaminici di seconda generazione che non provocano la fastidiosa sonnolenza che poteva creare dei problemi per lo studio o il lavoro. Quello che ora bisogna fare è diffondere una giusta cultura affinché le persone riconoscano il problema.

Mauro Calzolari, componente dell'area respiratoria della Società italiana di medicina generale (Simg) e presidente della sezione di Varese, spiega che non esistono solo le terapia farmacologica, è fondamentale insegnare ai giovani che le allergie sono una malattia cronica che ha bisogno di essere curata nel giusto modo. Il medico ha un ruolo fondamentale sia per riconoscere l'origine dei sintomi e indicare l'eventuale terapia, sia per creare una maggiore consapevolezza sul ruolo dell'ambiente nella genesi di queste patologie.

Calzolari aggiunge che purtroppo, nonostante ci sia il divieto di fumare nei locali pubblici, in casa si continua a fumare e i bambini sono particolarmente sensibili a questo. C'è bisogno che si crei una maggiore consapevolezza dell'ambiente come luogo in cui può avvenire la genesi di patologie come la rinite allergica.

In questi ultimi anni le malattie allergiche sono in continuo aumento, le cause sono molteplici. Non ci sono solo quelle respiratorie dovute a della polvere, pollini, inquinamento atmosferico, fumo, ecc. ma si è registrato un aumento anche di quelle legate all'alimentazione. Qualsiasi sia il tipo di allergia, il miglio rimedio è la prevenzione, è importante che gli specialisti riconoscano tempestivamente i possibili sintomi di un'allergia, per far ciò è però fondamentale che siano i cittadini per primi a riconoscere che qualcosa nel loro organismo non va.


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