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Profumi velenosi - Salute: San valentino avvelenato: greenpeace trova sostanze chimiche sospette nei profumi

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Profumi velenosi

San valentino avvelenato: greenpeace trova sostanze chimiche sospette nei profumi

San valentino avvelenato : Profumi velenosi

Roma, 10 febbraio 2005 – Attenzione al profumo che regalerete a San Valentino: secondo un rapporto di Greenpeace, reso noto oggi, i profumi contengono sostanze che potrebbero avere effetti indesiderati sulla salute. Il rapporto "Eau de Toxines" mostra i risultati delle analisi, effettuate da un laboratorio indipendente olandese, sulla presenza di due composti chimici potenzialmente pericolosi per l'uomo in 36 profumi di note marche: gli ftalati ed i muschi sintetici. Gli ftalati sono usati nei cosmetici come solventi e come denaturanti dell'alcool, mentre i muschi sintetici sono utilizzati al posto del muschio naturale. La legislazione vigente non disciplina adeguatamente l'esposizione umana a queste sostanze: in Italia, fra l'altro, l'utilizzo di questi composti è imposto per legge nella denaturazione dell'alcool etilico destinato alla fabbricazione delle profumerie e dei prodotti cosmetici.

"A San Valentino vogliamo mostrare il nostro amore per il partner e non esporlo a sostanze chimiche pericolose. I profumi dovrebbero essere un piacere, non un modo per entrare in contatto con sostanze che si accumulano nei nostri corpi" afferma Vittoria Polidori, campagna inquinamento di Greenpeace. Lunedଠ14, a Bruxelles, Greenpeace consegnerà  a tutti gli eurodeputati una copia del rapporto ed una cartolina di San Valentino: per partecipare alla "cyberazione" è sufficiente andare su www.greenpeace.it/inquinamento/profumi.

Praticamente tutti i profumi testati contengono ftalati e muschi sintetici: livelli molto elevati di dietil ftalato (DEP) sono stati trovati in "Eternità " di Calvin Klein per donne (22.299 mg/kg, cioè 2,2% del peso totale) e in "Le Mà¢le" di Jean Paul Gaultier (9.884 mg/kg, appena al di sotto dell'1% in peso). Invece, "Vanderbilt" di Gloria Vanderbilt non contiene nessun livello riscontrabile degli ftalati testati. Alte concentrazioni di nitromuschi e muschi policiclici sono stati riscontrati in "Le Baiser Du Dragon" di Cartier (45.048 mg/kg, o 4,5% in peso) e "Muschio bianco" del Body Shop (94.069 mg/kg, o 9,4% del peso totale). I livelli più bassi, invece, sono emersi in "Puma Jamaica Man " della Puma (0,1 mg/kg). Studi scientifici hanno mostrato che il DEP penetra rapidamente nell'epidermide, entrando nell'organismo dopo ogni esposizione: il corpo lo converte subito in monoetil ftalato (MEP), che è sospettato di possibili effetti sul DNA dello sperma e di contribuire a diminuire le funzioni polmonari negli uomini. I muschi sintetici si concentrano nei tessuti degli organismi viventi: alcuni possono interferire con il sistema di comunicazione ormonale di pesci, anfibi e mammiferi ed amplificare l'effetto dell'esposizione ad altre sostanze tossiche. La presenza di queste sostanze raramente compare sulle confezioni dei profumi e degli altri articoli di consumo che li contengono, dunque il consumatore non può decidere di evitarli.

"Nonostante vi siano aziende che stanno attuando misure volontarie per la riduzione dei composti pericolosi nei loro prodotti ad uso quotidiano, è necessario che vi sia un obbligo normativo a riguardo. Il regolamento sulla chimica ora in discussione a livello europeo, noto come REACH (Registration, Evaluation, Authorisation of CHemicals) potrebbe rappresentare il giusto strumento politico, anche se la proposta sta subendo una forte azione di lobby da parte dell'industria chimica e del governo statunitense. L'attuale bozza, però, non è sufficiente per proteggere l'uomo e l'ambiente dall'inquinamento chimico: è necessario, infatti, introdurre l'obbligo di sostituzione di quei composti pericolosi quando esistono alternative più sicure" afferma Polidori.

L'attuale regolamentazione delle sostanze ha dimostrato la sua inefficienza ed impossibilità  di quantificare l'esposizione umana e ambientale a questi composti e di conseguenza di determinare i "rischi" ed il livello di esposizione accettabile. "Nei profumi, per esempio, l'esposizione è spesso ripetuta anche più volte al giorno, al mese, all'anno e può essere amplificata dalla presenza di composti indesiderati presenti in altri prodotti di largo consumo che abbiamo testato, come vestiti, prodotti elettronici, scarpe da ginnastica e giocattoli" afferma Polidori.


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