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Pericolo per gli anfibi

Pericolo per gli anfibi

Si pensa che una ventina di specie anfibie sia scomparsa negli scorsi dieci anni. Molte altre sono in via di estinzione. E nessuno sembra capirne il perchè. I ricercatori oggi propongono che, per lo meno negli Stati Uniti nordoccidentali, gli anfibi stiano morendo a causa delle variazioni climatiche.

Le pozze d'acqua vivaio dei piccoli anfibi sono diventate aride o poco profonde, esponendo al sole gli embrioni dei nascituri. Questo, afferma Joseph Kiesecker dell'Università  di Stato della Pennyslvania li renderebbe più vulnerabili alle malattie. La squadra di Kiesecker ha ricostruito una serie di cause ed effetti che ricolleghi le variazioni climatiche su larga scala alle variazioni sulla popolazione di rospi. "Hanno concatenato ogni evento con cura" sostiene Tim Halliday, direttore internazionale della Declining Amphibian Populations Task Force.

Per quasi dieci anni Kiesecker e i suoi collaboratori hanno studiato il successo riproduttivo del rospo occidentale (Bufo boreas) nelle Cascade Mountains dell'Oregon, in relazione al clima e all'intervento di un fungo (Saprolgenia ferax) che invade e soffoca gli embrioni.

La luce ultravioletta rallenta lo sviluppo degli embrioni, lasciandoli più vulnerabili nei confronti delle malattie. Nelle pozze di profondità  inferiore ai 20 centimetri i ricercatori hanno constatato che più della metà  degli embrioni di rospo erano infetti da S. ferax, e che meno di un quarto sono giunti alla nascita.

La sopravvivenza era più alta in pozze con 50 cm o più d'acqua o in pozze poco profonde, ma in qualche modo schermate dai raggi ultravioletti.

I funghi sembrano aver prodotto un effetto molto simile sulle rane delle Cascade (Rana cascadae).

La pioggia invernale e la neve nelle Cascade sono legate alla forza degli effetti de El Nià±o dell'estate precedente. In pochi decenni, l'incremento della forza de El Nià±o ha portato inverni più asciutti nella zona - e pozze meno profonde dove deporre le uova. Effetti più intensi de El Nià±o sono anche legati al fenomeno del riscaldamento dell'intero globo.

L'esistenza di un rapporto tra il clima estivo e il sorgere della malattia significa che "saremo capaci di prevedere le condizioni ambientali con cinque o sei mesi d'anticipo", e forse saremo in grado di controllare la crescita dei funghi o proteggere le pozze dai raggi ultravioletti.

Ma l'S. ferax è solamente una delle avversità  che affliggono gli anfibi nel mondo - la perdita dell'habitat e l'inquinamento giocano anch'essi il loro ruolo, per esempio. "Non stiamo costruendo castelli di sabbia" per spiegare il declino degli anfibi, ha detto Kiesecker. Benchè, aggiunge, "il solo elemento comune è lo svilupparsi della malattia", come nel caso del fungo del chytrid che ha devastato le popolazioni australiane della rana.

Spesso molteplici fattori si accumulano, moltiplicando il danno. Rick Relyea, un ecologo acquatico dell'Università  di Pittsburg, ha scoperto che lo sforzo di evitare predatori come i pesci - che diventano più comuni quando le rane sono costrette a procreare in specchi d'acqua di maggiori dimensioni a causa del prosciugamento delle piccole pozze dovuto alla siccità  - rende i girini più esposti ai veleni dei pesticidi.

Halliday appare piuttosto pessimista riguardo alla nostra capacità  di salvare gli anfibi. "Io mi soprannomino un biologo dell'estinzione, piuttosto che un biologo della conservazione" ha detto. "Stiamo parlando di processi di tale entità  che non riesco a vedere come per molto tempo ancora possano essere combattuti".

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