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Cancro alla mammella, diagnosi precoce grazie ad un nuovo gene - Un gruppo di giovani ricercatori dell'università Magna Grecia di Catanzaro ha individuato un nuovo gene utile nelle diagnosi precoci del tumore al seno

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Cancro alla mammella, diagnosi precoce grazie ad un nuovo gene

Cancro alla mammella: diagnosi precoce

Un gruppo di giovani ricercatori dell'università Magna Grecia di Catanzaro ha individuato un nuovo gene utile nelle diagnosi precoci del tumore al seno. Lo studio che ha portato a questa scoperta è stato coordinato dal dottor Antonio Brunetti.

Vista l'importanza dei dati ottenuti, una prestigiosa rivista scientifica statunitense, il Cancer Research, nel mese di maggio (2006) ha pubblicato un articolo in merito al nuovo meccanismo di difesa contro il cancro della mammella grazie all'identificazione di una particolare proteina coinvolta nella genesi del tumore.

La diagnosi precoce del tumore al seno può aumentare le possibilità di un trattamento efficace e di una guarigione completa. Solitamente il tumore al seno viene diagnosticato in tre modi: quando la donna cerca un parere medico dopo aver notato delle modificazioni al proprio seno, mediante controlli periodici al seno da parte del medico, attraverso la mammografia. Negli ultimi anni la diagnosi precoce ha permesso di intervenire efficacemente in numerosi casi, grazie alla nuova scoperta si potrà avere un ulteriore miglioramento di questa fase preventiva.

Le ricerche che hanno portato a questa nuova scoperta sono state condotte presso il Dipartimento di Medicina Sperimentale e Clinica "G. Salvatore" dell'Ateneo catanzarese, gli esperti, in seguito ad una serie d'analisi, hanno identificato un nuovo gene (AP-2alfa) in grado di definire un marker utile per la diagnosi precoce della malattia. Perché è particolarmente importante questa scoperta ? grazie a questo marker è possibile l'imitare l'area che sarà interessata dalla terapia antitumorale.

Antonio Brunetti spiega che in seguito all'analisi di numerosi casi è stato possibile chiarire per la prima volta i meccanismi molecolari realmente responsabili dell'iperespressione del recettore insulinico nel tumore della mammella. Attraverso lo studio è stato possibile dimostrare come un incremento della proteina AP-2alfa è in grado di determinare un aumento dell'espressione genica del recettore dell'insulina nelle cellule e nei tessuti di cancro mammario, una situazione che innesca un processo di carcinogenesi attraverso l'iperattivazione delle normali vie di trasmissione dei segnali ormonali e proliferativi, solitamente poco attive se non addirittura represse.

Il cancro della mammella è il tumore più frequentemente diagnosticato nelle donne, grazie ai progressi fatti nel campo medico negli ultimi anni, oggi si è in grado di intervenire efficacemente limitandone i danni. Il cancro della mammella è un tumore sostanzialmente guaribile se però è scoperto in tempo utile, per questo motivo sono molto importanti le campane di sensibilizzazione alla prevenzione. Di seguito diamo alcune raccomandazioni per le donne di diversa età:

Per le donne che hanno meno di 40anni è consigliabile eseguire un esame senologico, un'ecografia, e nei casi ad alto rischio una mammografia di base; queste analisi consentiranno di scoprire in tempo utile un'eventuale nodulosità sospetta.

Per le donne comprese nella fascia d'età dai 40 ai 49anni è consigliabile fare un esame senologico e una mammografia almeno ogni 1-2 anni. Grazie a queste analisi si possono ridurre del 17 per cento le possibilità di decesso per cancro.

Oltre i 50anni è consigliabile fare un esame senonologico e una mammografia ogni anno, in questo caso le probabilità di decesso per cancro verrebbe ridotta del 30 per cento.

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