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Disturbi alimentari: Anoressia, Bulimia e Ortoressia

I disturbi del comportamento alimentare (DCA), o disordini alimentari, negli ultimi decenni sono diventati una vera e propria emergenza di salute mentale sopratutto a causa dei devastanti effetti che hanno sulla salute e sulla qualità della vita di adolescenti e adulti. Fra tutti i disturbi alimentari, l'anoressia nervosa e la bulimia nervosa sono quelli più noti e frequenti, ne esistono però anche altri e sono: ortoressia, iperfagia (disturbo da alimentazione incontrollata, nota anche con il termine inglese binge eating), altre forme ibride e dei disturbi alimentari non altrimenti specificati (NAS).

I disordini alimentari, se non trattati correttamente, possono diventare una condizione permanente e compromettere seriamente la salute di tutti gli organi e apparati dell'organismo (cardiovascolare, dermatologico, endocrino, ematologico, gastrointestinale, scheletrico, sistema nervoso centrale, ecc.), condizione che in alcune situazioni può addirittura portare alla morte (evento che solitamente manifesta per arresto cardiaco o suicidio).

Dietro a dei disturbi del comportamento alimentare ci possono essere molteplici cause spesso non definibili in modo univoco, il più delle volte l'origine è di tipo multifattoriale e può comprendere sia aspetti psicologici che biologici. Nella maggior parte dei casi i DCA interessano adolescenti e giovani donne (il rapporto tra femmine e maschi è di circa 9 a 1 anche se negli ultimi anni si è registrata una crescita sopratutto nei maschi adolescenti), secondo alcuni studi epidemiologici circa lo 0,9 per cento delle donne con un'età tra i 12 e i 22 anni presenta una qualche forma di anoressia nervosa, la bulimia nervosa è invece stimata intorno all'1-2 per cento. Altri disturbi del comportamento alimentare non altrimenti specificati (NAS) sembrano invece interessare una percentuale di popolazione che va dal 3,7 al 5,4 per cento.

Anoressia nervosa: sintomi e cause

Rappresenta la patologia psichiatrica con la mortalità più elevata. La probabilità di morte, entro i primi 10 anni dall'esordio dell'anoressia nervosa , è 10 volte superiore rispetto alla media nella popolazione generale di pari età. Una persona si può definire anoressica quando presenta un peso inferiore di almeno il 15 per cento di quello che dovrebbe avere, solitamente l'indice di massa corporea è inferiore 17,5 Kg/m2 e non può essere spiegato dalla presenza di malattie di altro genere. Pur essendo notevolmente sottopeso, sono terrorizzate dall'idea di prendere peso e di diventare grasse. In diversi casi i pasti vengono saltati abbastanza frequentemente o consumati con un'estrema lentezza.

Le persone anoressiche presentano una visione distorta del proprio corpo e del loro peso e negano di trovarsi in una condizione di pericolo per la propria salute e la propria vita. Negli anoressici i livelli di autostima dipendono in maniera spropositata dal peso e dall'immagine corporea.

Sintomi

In determinati casi non è facile rilevare i primi sintomi dell'anoressia, sopratutto nei soggetti più giovani. Nell'età dello sviluppo, i cambiamenti fisici che accompagnano l'adolescenza possono portare a delle variazioni notevoli di peso e altezza e possono di conseguenza mascherarne le prime fasi della patologia. Alcuni campanelli d'allarme per i bambini possono essere le nausee e la mancanza di appetito.

Per quanto riguarda le ragazze, uno sintomo abbastanza classico è l'interruzione del ciclo mestruale per un periodo di almeno 3 mesi, ovviamente questo parametro non può essere preso in considerazione in quelle dove non c'è stato ancora il menarca.

Vediamo in maniera schematica alcuni sintomi che possono essere ricondotto all'anoressia:

  • Un'eccessiva magrezza con assenza di depositi adiposi (grasso) e atrofia muscolare.

  • La pelle può apparire giallastra, secca e rugosa, vi è una riduzione della produzione sebacea e del sudore, vi può inoltre essere la comparsa di peluria (dove prima non c'era) sul volto e sugli arti (ipertricosi).

  • Estremità delle mani e dei piedi bluastre in seguito all'esposizione a freddo (acrocianosi).

  • Riscontro delle tipiche callosità sul dorso delle mani denominate "segno di Russel", una conseguenza del continuo mettersi le dita in gola per provocarsi il vomito.

  • Cappelli assottigliati, opachi e di un colore "spento".

  • Smalto dei denti opaco, infiammazione delle gengive e ingrossamento delle ghiandole parotidi (una conseguenza dell'acido del vomito autoindotto).

  • Aritmie (alterazione del ritmo cardiaco), cardiopalmo (si sente come se il cuore saltasse un battito), bradicardia (rallentamento del battito cardiaco) e ipotensione (pressione sanguigna arteriosa massima inferiore ai 100 mmHg).

  • Crampi allo stomaco e ritardato svuotamento gastrico.

  • Prolasso rettale, emorroidi e stipsi.

  • Disturbi del sonno.

  • Amenorrea (scomparsa del ciclo mestruali) per almeno 3 cicli consecutivi.

  • Osteoporosi e aumentato rischio di fratture

  • Perdita dell'interesse sessuale

  • Frequenti vuoti di memoria e difficoltà di concentrazione

  • Depressione (che nei casi più gravi porta all'ideazione suicidaria e tentati suicidi), ansia e comportamento ossessivo-compulsivo.

  • Comportamenti auto-lesionistici.

Cause

Le cause dell'anoressia non sono state ancora bene definite, quello che attualmente si sa è che non esiste un unico fattore scatenante ma ce ne sono diversi, alcuni di tipo psicologici e altri biologici. In seguito ad alcuni studi sono stati in ogni modo identificati alcuni fattori di rischio che possono incrementare le probabilità di ammalarsi di disturbi del comportamento alimentare.

Vediamo quali sono le condizioni che potrebbero predisporre al disturbo:

  • Casi in famiglia di disturbi di DCA, abuso di sostanze e depressione.

  • Malattie croniche dell'infanzia, difficoltà alimentari precoci, possibili eventi avversi e/o traumatici.

  • Coinvolgimento i ambienti sociali dove la pressione socio-culturale verso la magrezza è maggiore (danzatrici , modelle, ginnaste, ecc.).

  • Percezione e interiorizzazione dell'ideale di magrezza.

  • Marcata insoddisfazione della propria immagine corporea.

  • stati emotivi negativi , scarsa autostima e perfezionismo.

Bulimia nervosa: cause e sintomi

Una persona bulimica, a differenza di una anoressica, mangia grandi quantità di cibo (si abbuffa) in un tempo relativamente breve. Le persone che presentano questo disturbo non riescono a smettere di mangiare e differiscono di perdere il controllo della situazione. Successivamente, nel tentativo di non ingrassare, le persone affette da bulimia si possono indurre il vomito o in altri casi ricorrono a lassativi, comportamenti identificati come "condotte compensatorie".

Sintomi

Secondo i criteri diagnostici del DSM IV,si può parlare di bulimia se le abbuffate e le condotte compensatorie si verifichino mediamente almeno due volte a settimana per un periodo di tre mesi.

Abbuffate ricorrenti: mangiare in un determinato periodo di tempo, per esempio in due ore, una quantità di cibo decisamente maggiore di quella che mangerebbe la maggior parte delle persone nello stesso tempo ed in circostanze simili.

Perdita di controllo durante i pasti: si ha la sensazione di perdere il controllo durante l'abbuffata e non si ha la volontà di smettere di mangiare o controllare cosa e quanto si sta mangiando.

Condotte compensatorie ricorrenti: vi è la presenza ricorrente e inappropriata di condotte compensatorie che hanno l'obiettivo di prevenire l'aumento di peso: autoinduzione del vomito, uso eccessivo di lassativi, diuretici, enteroclismi o altri farmaci. In alcuni casi gli eventi di grandi abbuffate vengono alternati con il digiuno, in altri casi si ricorre a un'intensa attività fisica.

Ciclicità degli eventi: abbuffate e condotte compensatorie devono verificarsi entrambe in media almeno due volte alla settimana, per tre mesi.

Bassa autostima: i livelli di autostima sono indebitamente influenzati dalla forma e dal peso corporei.

Abbuffate senza Condotte compensatorie: in alcuni casi la bulimia si può manifestare anche in assenza di anoressia nervosa. Questo DCA può quindi verificarsi anche in assenza delle condotte di eliminazione.

Cause

Come per l'anoressia, la bulimia non ha una singola causa ma un'insieme di fattori molti dei quali comuni a tutti i disturbi del comportamento alimentare. Alcuni fattori (predisponenti) sono: bassa autostima, perfezionismo, diete ipocaloriche, immagine del corpo basata sulla magrezza, storie di traumi o abusi, ecc.

Abbastanza frequentemente la bulimia è associata con un disturbo di personalità che si è sviluppato in seguito a traumi psicologici, fisici e sessuali. Nei casi in cui vi sia un trascorso traumatico è importante che venga trattato in psicoterapia. Anche i fattori precipitanti (conflitti familiari, perdita di relazioni importanti, lutti, perdita del lavoro o importanti cambiamenti di vita) possono avere un ruolo cruciale nella patologia.

Ortoressia: sintomi e test

L'ortoressia è un DCA poco noto ma che nel tempo sta interessando sempre più persone a causa anche degli allarmi alimentari che spesso si sentono o si leggono sui media. Gli ortoressici sono ossessionati dal cibo sano, il disturbo è stato diagnosticato per la prima volta nel 1997 da Steven Bratman, dietologo americano che conio anche il termine (orthorexia, dal greco orthos "corretto" e orexis "appetito").

A differenza della bulimia e dell'anoressia, dove l'attenzione si concentra sul quantitativo di cibo (quantitativi eccessivi nel primo caso e bassissimi nel secondo), nell'ortoressia ci si focalizza sulla qualità.

Sintomi

Un ortoressico dedica gran parte del proprio tempo alla ricerca del cibo "sano" ed è convinto che il suo benessere dipenda in modo esclusivo dall'alimentazione. Per raggiungere questo obiettivo mette a punto una serie di regole ferree che, se trasgredite, comportano un senso di colpa molto forte che porta ad inasprire ulteriormente le sue regole alimentari.

La vita sociale di queste persone è notevolmente compromessa, spesso trovano scuse per non mangiare fuori casa propria in quanto hanno paura di quello che potrebbe esserci nei piatti preparati dagli altri. Si innesca una vera e propria fobia verso i grassi, le sostanze chimiche, ecc. Inoltre, al di là del cibo, ogni altro desiderio o interesse ( dalla sessualità all'attività lavorativa) diventa secondario e in alcuni casi completamente ignorato.

Ortoressia: test di Bratman

Per identificare un soggetto ortoressico Steven Bratman ha ideato un formulario di 10 domande che vi riportiamo qui di seguito:

  1. Spendi più di 3 ore al giorno pensando alla tua alimentazione?

  2. Pianifichi i tuoi pasti diversi giorni prima?

  3. Il valore nutritivo dei cibi che assumi è più importante del piacere di mangiarli?

  4. La qualità della tua vita è diminuita da quando sei interessato all'alimentazione salutistica?

  5. Sei diventato più severo con te stesso nei confronti del tuo comportamento alimentare?

  6. La tua autostima aumenta quando ti alimenti in modo corretto?

  7. Hai eliminato cibi che amavi in favore di cibi più salutari?

  8. Ti riesce difficile mangiare fuori casa, a causa dell'incompatibilità del tuo regime alimentare con quello dei ristoranti, distanziandoti da amici e parenti?

  9. Ti senti in colpa quando non mangi in modo salutisticamente corretto?

  10. Ti senti in pace con te stesso e in pieno controllo quando mangi in modo salutisticamente corretto?

Se si risponde affermativamente a più di 5 domande forse è il caso di riflettere sull'alimentazione che si ha se non si vuole correre il rischio che diventi una patologia. Rispondere affermativamente a tutte e dieci le domande indica invece una vera e propria ossessione per l'alimentazione sana.

Approfondimenti e Pubblicazioni Scientifiche relative ai Disturbi alimentari

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