Allattamento al seno: e se il latte materno non arriva?

Allattamento al seno

Tutti i nutrienti di cui un neonato ha bisogno nella prima fase della sua vita sono forniti dal latte materno che, a differenza dei preparati artificiali, contiene anche sostanze bioattive e immunologiche che favoriscono lo sviluppo intestinale del bambino e lo proteggono da infezioni. Per questi motivi l'OMS, l'Unione Europea e l'UNICEF consigliano l'esclusivo allattamento al seno per i primi sei mesi di vita.

Purtroppo il 10 per cento delle neomamme non produce abbastanza latte per sfamare il bambino ed è questo il motivo principale per cui si rinuncia all'allattamento al seno. Le cause della scarsa produzione possono essere collegate a malattie della madre o del bambino, al parto pretermine, all'allontanamento della madre dal neonato, all'allattamento indiretto o alla ripresa dell'allattamento dopo un'interruzione.

Alle donne che non rispondono positivamente alle indicazioni della fase di avvio dell'allattamento, a volte vengono somministrati dei farmaci in grado di stimolare e mantenere la lattazione. A questo proposito i ricercatori del Dipartimento di Scienze Pediatriche medico-chirurgiche e Neuroscienze dello Sviluppo del Policlinico Gemelli di Roma, guidati dal Prof. Antonio Alberto Zuppa, hanno condotto una revisione sistematica della letteratura sui medicinali "amici" del latte. I risultati di questo lavoro sono stati pubblicati sul Journal of Pharmacy and Pharmaceutical Sciences (Settembre 2010), organo ufficiale della Canadian Society for Pharmaceutical Sciences.

Secondo questi risultati sarebbe opportuno, in caso di necessità, somministrare i farmaci galattagoghi che determinano un aumento della produzione della prolattina, ormone della lattazione, da parte dalla ghiandola ipofisaria. Il Prof. Zuppa e la sua equipe ritengono che il domperidone, usato comunemente per combattere la nausea e facilitare la mobilità intestinale, sia il galattagogo da preferirsi poiché può avere lievi effetti collaterali nella madre ma non presenta alcun rischio per il neonato. Il domperidone stimola la lattazione in quanto antagonista della dopamina, un neurotrasmettitore che blocca la secrezione di prolattina.

Il gruppo di ricerca dell'Università Cattolica sconsiglia invece l'uso della clorpromazina e altri farmaci neurolettici che possono avere effetti sullo sviluppo del sistema nervoso centrale del neonato a breve e lungo termine. Inoltre i ricercatori ritengono che siano necessari ulteriori studi in materia, che riguardino in particolare i rimedi naturali e le erbe usate tradizionalmente per la stimolazione della lattazione come il fieno greco, la silimarina, la galega.

A prescindere dall'uso di farmaci, l'allattamento al seno può essere favorito in diversi modi. Innanzitutto è importante che la neomamma rimanga a stretto contatto con il suo bambino di modo che si instauri il cosiddetto contatto "pelle-a-pelle". Il contatto con il corpo della madre favorisce il mantenimento della temperatura corporea ideale per il bimbo che sarà più calmo, mantenendo respiro e ritmi cardiaci regolari. Sarebbe opportuno un primo contatto con il seno entro la prima ora dopo la nascita, possibilmente senza interferenze esterne, fatta salva la presenza del padre.

I vantaggi del latte materno per il bambino sono numerosi e comprendono una minore durata e incidenza delle gastroenteriti, la riduzione del rischio di sviluppo di allergie, una maggiore protezione contro le infezioni respiratorie, un migliore sviluppo intestinale e psicomotorio. Recentemente sono stati condotti nuovi studi che ipotizzano che il latte materno possa ridurre il rischio di malattie come infezioni del tratto urinario, enterocolite necrotizzante, meningite, botulismo, diabete di tipo 1 e 2, SIds, obesità.

L'allattamento al seno può avere effetti positivi anche per la madre, accelerando la ripresa dal parto e l'involuzione dell'utero con la conseguente riduzione del rischio di emorragia e di mortalità. Con l'allattamento vi è inoltre una minore perdita di sangue, il periodo di infertilità viene prolungato e si riduce il rischio di cancro alla mammella. L'allattamento favorisce anche la perdita di peso e facilita quindi il ritorno al peso forma. Alcuni studi suggeriscono che ci possa essere anche un legame tra allattamento e riduzione del rischio di cancro dell'ovaio e di osteoporosi.

L'allattamento è fondamentalmente un atto istintivo. Questo si può notare osservando un neonato posto sul ventre della madre che lentamente si spinge verso il seno, tuttavia è utile che, anche durante la gravidanza, la futura mamma si informi bene o faccia alcune letture relative a questa delicata fase del rapporto con il suo bimbo.

Consigli su come allattare al seno

Durante l'allattamento la mamma può scegliere qualsiasi posizione le sia più comoda. È importante che la schiena della donna sia ben sostenuta e che il corpo del bambino sia rivolto verso di lei. La testa del neonato deve essere allineata al corpo e il naso deve essere ben centrato davanti al capezzolo. Il seno può essere sostenuto con le quattro dita sotto la mammella e il pollice al di sopra. In questo modo è possibile dirigere delicatamente il capezzolo verso la bocca del bambino.

Appena la bocca sarà spalancata la mamma deve avvicinare rapidamente il bambino al seno in modo tale che il bambino possa introdurre in bocca non solo il capezzolo ma anche un'ampia porzione dell'areola mammaria.

Quando il bambino è attaccato al seno è utile assicurarsi che la bocca sia ben aperta, la lingua si trovi tra il seno e il labbro inferiore, il mento tocchi il seno e le labbra siano rivolte all'esterno.

Se la mamma sente dolore al capezzolo, il bambino potrebbe non essere attaccato bene. In questi casi bisogna infilare delicatamente un dito tra la cute del seno e la bocca del bambino in modo che si stacchi e si possa sistemare meglio. Quando il bambino è attaccato bene, dopo alcune rapide suzioni il ritmo diventa più lento e profondo, le guance si gonfiano e si dovrebbe sentire il rumore delle deglutizioni.

L'UNICEF ritiene importante che gli ospedali promuovano l'allattamento al seno dando la possibilità alle madri di allattare il prima possibile. Durante i primi giorni dopo il parto il bambino è particolarmente attivo e disponibile ad essere allattato. Avere il bambino vicino è utile per il passaggio emotivo della mamma dopo la nascita e per la stimolazione della produzione lattea.

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