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Allattamento al seno contro la celiachia

Allattamento al seno: prevenzione celiachia

Un numero di studi in continua crescita mostrano come l'allattamento al seno svolga una funzione rilevante per la salute dei bambini. Al contrario, secondo alcuni studi condotti dall'OMS e dall'UNICEF, il mancato allattamento al seno, e in particolare il mancato allattamento esclusivo al seno durante i primi sei mesi di vita, sono importanti fattori di rischio che potrebbero causare una propensione maggiore ad ammalarsi nei neonati e nei bambini.

Di recente, sulla rivista Archives of Disease in Childhood, è stato pubblicato un rapporto che ha riesaminato numerosi studi eseguiti fra il 1996 e il 2004 relativi all'importanza che ricopre l'allattamento al seno nella prevenzione delle malattie celiache.

Da un riesame delle ricerche fatte, sembrerebbe che l'introduzione graduale durante l'allattamento di piccole quantità di alimenti che contengono glutine, potrebbe ridurre il rischio della comparsa della celiachia nel 50% dei casi rispetto a uno svezzamento normale.

Sul legame fra il latte materno e la celiachia ci sono però ancora molti punti oscuri. I ricercatori non sono riusciti a capire se la comparsa viene solo posticipata o se invece viene fornita una protezione permanente alla malattia. Inoltre non hanno ancora scoperto il meccanismo che lega le due cose, sarebbero propensi nel pensare che il latte freni la risposta immunitaria del bambino nei confronti della proteina.

Cosa è la celiachia ?

La celiachia, nota anche come malattia celiaca, è un'intolleranza permanente al glutine, una sostanza proteica contenuta in vegetali come avena, frumento, farro, kamut, orzo, segale, spelta e triticale.

In Italia, questa particolare intolleranza è riscontrata in circa 1 soggetto ogni 100/150 persone. I casi diagnosticati sono sui 35 mila ma si presume che gli individui potenzialmente interessati siano molti di più. Ogni anno nascono 2.800 nuovi celiaci con un incremento rispetto al precedente del 9%.

Le cause scatenanti della malattia sono ancora sconosciute, l'unica certezza che si ha è che si tratta di un difetto ereditario. Se una persona è affetta da celiachia, c'è un 10% di possibilità che si presenti anche nei parenti più prossimi.

L'unica cura attualmente disponibile è una dieta priva di alimenti come pane, pasta, biscotti e pizza, ma anche altri alimenti dove ci potrebbero essere le più piccole tracce di farina.

In genere, nei soggetti geneticamente predisposti, qualora dovessero mangiare alimenti verso i quali sono intolleranti, nel loro organismo si scatena una risposta immunitaria abnorme a livello dell'intestino tenue, con conseguente infiammazione cronica e progressiva scomparsa dei villi intestinali.

Nella maggior parte dei casi si riscontrano problemi generici come diarrea intermittente e dolori addominali. A volte però si possono avere dei sintomi diversi dai problemi gastrointestinali ma simili ad altre patologie come ulcere gastriche, morbo di Crohn, infezioni parassitarie, anemia, disordini della pelle o disturbi nervosi.

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