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"Morti in culla" sotto accusa il fumo passivo

Morti in culla e fumo passivo

Per la comunità che lo studia è una sigla: Sids o " sudden infant death sindrome", sindrome dell'improvvisa morte neonatale, cioè quando il neonato, improvvisamente, durante il sonno e senza apparente motivo, non respira più dentro la sua culla.

Può accadere entro il primo anno di vita, sono casi rari, ovviamente, ma inquietanti però perché la scienza non riesce a dare una spiegazione univoca.

Per l'organizzazione mondiale della sanità, una delle cause possibili potrebbe essere il fumo passivo a cui il feto è stato sottoposto durante la gravidanza.

Si è scoperto infatti che le Sids avvengono con una frequenza maggiore nei bimbi nati da donne fumatrici anche durante gli ultimi anni della gravidanza, rispetto a quelli nati da donne non fumatrici.

I sospiri dei neonati, è stato precedentemente dimostrato, fanno parte della reazione del risveglio del neonato, spiegano gli esperti, ed è proprio l'impossibilità del risveglio che è stata collegata alle sids, le morti in culla.

Tuttavia, dire che il sonno possa minimizzare il rischio di sids potrebbe essere una forzatura. Si vuole invece dimostrare solo che il neonato nella fase del "sospiro" è sicuramente lontano da una Sids, perché se ha un problema di respirazione il sospiro gli serve per riossigenarsi.

Sospirando, il neonato attiva il suo regolare meccanismo di sopravvivenza.

Altri fattori tuttavia sono connessi alle Sids: il fumo, tra gli altri, oltre naturalmente e malattie e la nascita prematura.

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