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Lenti a contatto del futuro

Lenti a contatto del futuro

Fino ad oggi quando si parlava di lenti a contatto si pensava alle classiche lenti a contatto semirigide o alle lenti a contatto morbide, due tipi di lenti utilizzate in alternativa agli occhiali per correggere alcuni difetti della vista. Sebbene in alcune circostanze già oggi alcune persone indossano delle lenti a contatto cosmetiche unicamente per cambiare il colore dell'occhio, in futuro, saranno sempre più numerose le persone che utilizzeranno le lenti a contatto, pur non avendo alcun problema visivo, solo per poter ottenere una vista da "Superman".

Quello che fino a qualche tempo fa si poteva vedere unicamente nei film di fantascienza, tipo Superman o Terminator, potrebbe diventare presto realtà. Grazie a delle particolari lenti a contatto altamente tecnologiche, che al loro interno conteranno una serie di circuiti elettronici e un display, si avrà la possibilità di zoomare un determinato particolare, ottenere diverse informazioni su un determinato oggetto che si sta osservando e perfino navigare direttamente su Internet.

A mettere a punto la tecnologia che consentirà di avere una sorta di occhio bionico sono stati i ricercatori dell'Università di Washington. Gli esperti spiegano che pur essendo ancora molto lontani dal traguardo finale i risultati ottenuti fino ad ora sono molto soddisfacenti. Babak Parviz, coordinatore del gruppo di ricerca, spiega che grazie ad alcune tecniche di lavoro in scala microscopica si è riusciti a dotare una lente a contatto flessibile, biologicamente sicura, di un microchip elettronico, il primo passo verso la realizzazione del prototipo finale.

Attualmente è già stato realizzato un primo prototipo elementare, per il momento testato con successo solo su alcuni conigli, in grado di emettere una luce rossa. I ricercatori hanno presentato la loro invenzione in occasione del convegno dell'Institute of Electrical and Electronics Engineers (Gennaio 2008).

Babak Parviz spiega che una volta indossate queste particolari lenti a contatto sarà possibile vedere quello che i circuiti elettronici trasmetteranno al micro display in sovrapposizione alle immagini che arrivano dal mondo esterno. Sebbene per ora si tratta di un piccolo passo, l'esperto spiega che il loro scopo era quello di dimostrare la fattibilità della tecnologia di base e l'effettiva sicurezza per la salute dell'occhio (n.d.r probabilmente anche per reperire nuovi fondi per la ricerca).

Il problema maggiore che si è dovuto affrontare nella realizzazione del prototipo di base riguardava quindi la sicurezza della lente, si dovevano evitare fastidiose infezioni potenzialmente dannose. Le lenti a contatto di per se non ponevano particolari problemi in quanto i materiali flessibili e sanitariamente sicuri sono quelli già utilizzati da anni. Il problema maggiore riguardava invece la parte dei circuiti elettrici, inorganici e costituiti per lo più da sostanze tossiche. I ricercatori hanno superato il problema costruendo dei circuiti formati da strati di metallo spessi solamente pochi nanometri, isolati da ogni possibile fonte di contatto con il corpo da un sottile strato plastico flessibile, e assemblando il tutto utilizzando delle tecniche di microfabbricazione che sfruttano il cosiddetto autoassemblaggio.

Gli utilizzi di questa tecnologia potranno essere molteplici, dagli automobilisti che non dovranno più distogliere lo sguardo dalla strada in quanto avranno una lente con un micro display dove saranno visualizzati tutti i dettagli del cruscotto; agli appassionati di videogiochi che potranno immergersi quasi completamente nel mondo virtuale. Future evoluzioni potrebbero anche aiutare le persone che hanno seri problemi alla vista. Le lenti potrebbero inviare direttamente al cervello alcune informazioni che l'occhio non riesce più a percepire. Per quanto riguarda invece l'uso delle lenti da parte di persone che non hanno problemi agli occhio, l'esperto assicura che non influiscono minimamente sulla normale visione e che c'è spazio a sufficienza perché l'occhio continui a svolgere il suo lavoro.

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