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Pianto del neonato, uno strumento ne analizzerà l'intensità

Pianto del neonato: uno strumento ne analizzerà l'intensità

Grazie ad un innovativo strumento sarà possibile analizzare il pianto dei neonati per valutare il tipo di dolore provato dal piccolo. In questi giorni è stato depositato il brevetto del prototipo nato dalla collaborazione tra Giuseppe Buonocore e Carlo Bellieni, neonatologi presso il policlinico Santa Maria alle Scotte di Siena, e Renata Sisto, ingegnere dell'Istituto superiore prevenzione e sicurezza sul lavoro (Ispesl) di Roma.

Il pianto del neonato viene analizzato attraverso tre parametri: acutezza dello strillo, ritmicità e continuità. Per l'analisi dei dati si utilizza una scala suddivisa in sei aree, da 0 a 6. Carlo Bellieni spiega che inizialmente il pianto è roco, superato un certo livello di dolore diviene acuto, una volta superata anche questa soglia aumenta anche la ritmicità e il pianto diventa continuo; è basandosi su questi parametri che si è in grado di constatare il dolore provato dal neonato. L'esperto spiega che lo strumento potrà essere particolarmente utile negli ospedali in quanto permetterà di avere una precisa indicazione sui livelli di sopportazione del dolore nei neonati.

Nel momento in cui un adulto o un bambino effettuano delle analisi come ad esempio il prelievo del sangue, se dovessero sentire dolore possono avvisare il medico, anche i neonati comunicano attraverso il pianto ma non sempre si è in grado di darne la giusta interpretazione. Soprattutto nel primo mese di vita, i piccoli devono spesso effettuare analisi del sangue o altre indagini diagnostiche che possono rivelarsi fastidiose, Bellieni spiega che grazie al nuovo strumento si potrà essere in grado di valutare il dolore del neonato attraverso il pianto, in questo modo, se è il caso, gli operatori potranno velocizzare le manovre per diminuire lo stress del piccolo paziente.

Come s'interpreta il dolore dal pianto del neonato ? Il neonatologo spiega che le onde sonore emesse dal pianto del piccolo vengono raccolte da un particolare microfono, successivamente, grazie a un convertitore analogico digitale, il pianto del neonato viene tradotto in una serie di parametri numerici che possono essere rielaborati attraverso un apparecchio elettronico. Gli esperti, per verificare l'attendibilità della scala del nuovo strumento, ne hanno confrontato i valori con un'altra scala ideata dai francesi negli anni 90, confronto che ne ha confermato la validità.

Carlo Bellieni conclude la presentazione spiegando che grazie a questo strumento si potrà essere in grado di migliorare la qualità delle cure nei neonati, non solo bisogna accogliere i piccoli in un ambiente confortevole sin dalla nascita, ma bisogna fare tutto il possibile per diminuire la soglia di dolore e lo stress dei piccoli.

Il pianto del neonato

Il pianto del neonato è la prima forma di comunicazione col mondo, serve per attirare l'attenzione dei genitori, mettersi in comunicazione con chi si prende cura di lui e per scaricare un momento di tensione.

Numerosi esperti hanno cercato di interpretare i suoni del pianto, alcuni studi sono arrivati alla conclusione che c'è un preciso "vocabolo" che indica uno stato di fame, dolore, collera, ecc.. Il pianto dei neonati è diverso da quello di un bambino in grado di parlare, in quest'ultimo caso spesso potrebbe essere indotto semplicemente da dei capricci. Secondo alcuni esperti, una lunga sirena seguita da uno staccato di piccole urla e fiato trattenuto significa dolore, mentre il mugolio che si fa urlo in un crescendo ritmico vuol dire fame.

La "lingua dei neonati" è caratterizzata fondamentalmente dai seguenti parametri: timbro, intensità e durata delle diverse forme di pianto, che indicano di volta in volta problemi diversi.

Quali sono le principali cause del pianto dei neonati ? Le cause del pianto possono essere di diversa origine, il neonato può aver fame, il pannolino sporco, l'ambiente che lo circonda può essere troppo caldo o troppo freddo, i rumori di sottofondo sono tali da provocargli fastidio o disagio, ecc. Il pianto può essere indotto anche dallo stato d'animo dei familiari in quanto l'eccessivo nervosismo o ansietà possono trasmettersi facilmente. Di seguito riportiamo alcune caratteristiche del pianto in determinate situazioni.

Quando il neonato piange per:

Fame: il pianto da fame all'inizio è a bassa intensità, successivamente divenire più forte e ritmico.

Dolore: il pianto provocato da un o stato di dolore è fin dall'inizio forte e prolungato nel tempo, questa fase è seguita da periodi di silenzio e presenza di singhiozzi alternati a brevi inspirazioni.

Collera: il pianto da collera è simile al pianto da fame ma con tonalità più bassa ed intensità costante.

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