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Resincronizzazione cardiaca (CRT), meno decessi per scompenso cardiaco

Resincronizzazione cardiaca: meno decessi per scompenso cardiaco

Che la terapia di resincronizzazione cardiaca (CRT) consentisse di salvare la vita ad un numero maggiore di persone lo si era già dimostrato in numerosi studi, una nuova ricerca ne ha però studiato i benefici esaminandone l'azione in associazione alle terapie standard utilizzate per lo scompenso cardiaco. Partendo dai risultati ottenuti dallo studio Care-hf (Cardiac Resynchronization in Heart Failure), si è constato che grazie ad un uso combinato dei mezzi a disposizione della medicina la mortalità per scompenso può essere ridotta del 45 per cento e la morte cardiaca improvvisa del 53 per cento.

I primi dati ufficiali relativi allo studio randomizzato e controllato Care-hf vennero pubblicati nel 2005 sulla rivista scientifica "The New England Journal of Medicine". Qualche mese dopo, Marzo 2005, furono anche al centro dell'attenzione del convegno dell'American College of Cardiology di Orlando. Durante lo studio multicentrico Care-hf, sponsorizzato da Medtronic, sono stati seguiti 813 pazienti di 82 centri clinici in 12 paesi europei per una media di 29 mesi. Nel nostro paese sono stati selezionati 149 pazienti in 20 centri. Del totale, 409 pazienti hanno ricevuto un dispositivo Crt Insync o Insync Iii di Medtronic, mentre 404 pazienti sono stati arruolati nel gruppo di controllo. A differenza dei precedenti studi, le dimensioni del campione di pazienti e la durata del Care-hf sono stati sufficienti per valutare l'impatto della Crt (senza defibrillatore) sulla mortalità.

I nuovi dati relativi all'utilizzo del resincronizzazione cardiaca (CRT) in associazione alle terapie standard sono stati presentati al Congresso Mondiale di Cardiologia (World Congress of Cardiology, WCC) che si sta tenendo in questi giorni a Barcellona (2 - 6 settembre 2006). L'aspetto più interessante relativo ai nuovi dati ottenuti riguarda i benefici che il CRT offre anche ai pazienti affetti da scompenso cardiaco con diverse comorbilita, situazioni molto frequenti nei soggetti anziani dove vi è la presenza concomitante di 2 o più malattie.

Come funziona la terapia CRT ? La CRT resincronizza la contrazione dei ventricoli del cuore inviando lievi impulsi elettrici al muscolo cardiaco, aiutandolo in tal modo a pompare sangue più efficientemente nell'organismo. Un pacemaker convenzionale stimola esclusivamente il lato destro del cuore, avendo effetti solo sul ritmo cardiaco. La CRT trasmette stimoli elettrici ad entrambi i lati del cuore resincronizzando e allo stesso tempo migliorando la sua azione di pompa. E' diventata un'opzione terapeutica sempre più importante per i pazienti con scompenso cardiaco moderato e severo da quando, nel 1997, Medtronic iniziò la valutazione clinica del sistema InSync in Europa. Ad oggi, più di 200.000 pazienti affetti da scompenso cardiaco nel mondo sono stati trattati con un dispositivo o un defibrillatore CRT.

Lo scompenso cardiaco

Lo scompenso cardiaco, detto anche insufficienza cardiaca, è una condizione che si verifica quando il cuore, in particolare il ventricolo sinistro, perde la capacità di pompare una quantità di sangue adeguata alle necessità metaboliche dell'organismo.

Anche se si tratta di una malattia molto grave, uno stile di vita adeguato e l'assunzione dei farmaci prescritti dal medico, possono far si che si conduca una vita assolutamente normale. In alcuni casi è possibile intervenire anche con adeguati interventi chirurgici.

Le malattie coronariche sono fra le cause più frequenti dello scompenso cardiaco. I maggiori fattori di rischio cardiovascolari sono legati a colesterolo elevato (iperlipidemia), fumo, ipertensione, diabete, sovrappeso e obesità.

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