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Pacemaker ricaricabile, al Besta il primo Impianto in Italia

Pacemaker antidolore ricaricabile

Qualche giorno fa (Luglio 2006), presso l'Istituto neurologico Carlo Besta di Milano, è stato impiantato il primo pacemaker antidolore che garantisce un'autonomia di 25 anni. Un grande passo in avanti se si considera che fino ad ora i dispositivi disponibili per i trapianti avevano un autonomia di 2, 7 e nei migliori dei casi 9 anni, una situazione che comportava una nuova operazione con conseguente dolore per il paziente. Grazie al nuovo pacemaker antidolore sarà invece possibile sottoporsi ad una nuova operazione ogni 25 anni.

L'aspetto rivoluzionario di questo nuovo pacemaker è che può essere ricaricato. Il dispositivo è correlato di un complesso sistema elettronico che attraverso dei terminali impiantati sotto-pelle da la possibilità di ricaricare le batterie semplicemente appoggiando sulla cute una sorta di carica batterie simile a quello dei cellulari. Quando il PM emette il segnale che avvisa che la carica è in fase di esaurimento basta avvicinare il caricabatterie per ripristinarla, un operazione che va ripetuta ogni 8-10 giorni a seconda della frequenza con cui vengono emesse le onde antidolore.

Al paziente è stato impiantato sotto la pelle di un fianco un elettrostimolatore, piccolo (circa 2,5 centimetri) e di forma ovale, più o meno come i classici pacemaker utilizzati per il cuore, il dispositivo è stato poi collegato a un elettrodo di 4 millimetri per 4 centimetri a livello epidurale dorsale nella parte posteriore del midollo che è quella deputata alla trasmissione degli impulsi della sensibilità. L'elettrostimolatore ha il compito di produrre un campo elettrico in grado di interferire con gli stimoli elettrici sensoriali che passano attraverso il midollo, in questo modo si riduce o elimina il dolore. Un sistema altamente tecnologico che non dovrà far temere al paziente eventuali scosse che provochino movimenti anomali.

L'intervento è stato eseguito dallo staff del neurochirurgo Ivano Dones, Neurologo e Neurochirurgo dell'Istituto Nazionale Neurologico C.Besta di Milano, l'intera operazione è stata condotta in anestesia totale e la durata è stata di mezz'ora.

Il paziente, un 58enne di Lecce, soffre da ben 18 anni di dolori lancinanti, una conseguenza di un intervento ai reni. A causa del dolore è stato costretto a lasciare i lavoro e da allora è iniziato un vero e proprio calvario. Gli interventi ai quali si è sottoposto sono stati numerosi, purtroppo mai nessuno, fino ad oggi, è stato quello definitivo. Nel 1994 si è tentato con l'impianto di una pompa che rilasciava dei farmaci antidolorifici, un dispositivo rimosso solo sette mesi dopo. Successivamente, nel 1996, è stato impiantato un elettrostimolatore, purtroppo anche in questo caso il paziente si è dovuto sottoporre a successivi interventi in quanto il dispositivo andava rimosso per essere ricaricato.

I pazienti che in Italia potrebbero trarre dei giovamenti da questo nuovo dispositivo sono circa 2-3000, persone affette da dolore cronico di origine neurogena che non rispondono alle terapie farmacologiche. Al Besta proseguono inoltre le ricerche che consentiranno di applicare l'elettrostimolatore anche ad altre casistiche.

Il nuovo dispositivo presenta molteplici vantaggi che non riguardano unicamente la salute dei pazienti in cui viene impiantato ma anche i costi. Ivano Dones evidenzia che il nuovo dispositivo ricaricabile dall'esterno costa quanto gli altri che necessitano di essere sostituiti, c'è però il vantaggio che dura ben 25 anni, un'autonomia che permette di limitare il numero di interventi.

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