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Un robot paziente che reagisce agli stimoli

Un robot paziente

La bioingegneria si ritaglia uno spazio sempre più ampio nel campo della medicina, in Giappone è stato realizzato il primo robot in grado di simulare numerose reazioni di un paziente in carne e ossa. Questo nuovo strumento verrà utilizzato presso la facoltà di medicina dell'università di Gifu, una località situata a 400 chilometri a Ovest di Tokyo.

Questo non è il primo robot realizzato con il fine di far prendere confidenza ai futuri medici con i pazienti, presenta però delle caratteristiche che i suoi predecessori non possedevano. Qualche settimana fa a Napoli, nell'ambito del progetto "Lifecase", è stato presentato da Dies Group e Pfizer un altro robot di ultima generazione molto utile per l'addestramento dei medici, Sam (Simulatore medico artificiale).

Mentre Sam ha l'obiettivo di simulare dei pazienti affetti da patologie croniche al fine di allenare i medici a far fronte per esempio alle emergenze cardiovascolari, il nuovo robot Giapponese se toccato in un punto "dolente" di una parte qualsiasi del corpo è in grado di rispondere a domande come ''le fa male qui?'' e aiutare l'aspirante medico nella formulazione della diagnosi.

Il robot giapponese, attraverso 24 sensori collocati in vari punti, reagisce agli stimoli della palpazione e inviando degli impulsi a un sintetizzatore vocale interagisce cone le azioni del medico. Grazie a un particolare software è possibile simulare otto sintomatologie diverse come gastroenterite acuta e appendicite.

Analogamente Sam è in grado di simulare dei pazienti con diverse patologie croniche come diabete, ipertensione, insufficienze valvolari, ecc. , inoltre è in grado di riprodurre numerosi aspetti dell'organismo come la respirazione, la pressione arteriosa, ecc., molteplici variabili che consentono di riprodurre infiniti pazienti virtuali.

I due robot se pur con lo stesso fine, quello di addestrare i medici, presentano quindi delle caratteristiche molto diverse. Il professor Yuzo Takahashi, l'inventore del robot giapponese, spiega che la pelle sintetica che sono riusciti a ricreare è molto simile al tatto a quella umana, in questo modo gli studenti potranno esercitarsi nella tecnica della palpazione in maniera più verosimile di quanto si potesse fare precedentemente, un training che permetterà di far prendere maggiore fiducia in se stessi prima di passare ai pazienti reali.

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